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La radio fu costretta ad assumere una linea puramente commerciale durante la dittatura

Guatemala: Radio Quiché compie 40 anni.

Una ricerca dimostra che i grandi media ignorano la popolazione indigena

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Radio Quiché festeggia oggi i suoi 40 di informazione libera e indipendente. Le prime trasmissioni della radio risalgono infatti al 9 Settembre 1965 quando, grazie agli sforzi di padre Laureano Gonzàle Cetino e ad un gruppo di giovani, furono raccolti i fondi per l'acquisto delle apparecchiature necessarie per andare in onda.
Radio Quiché nacque con lo scopo di trasmettere programmi dedicati alla cultura, all'alfabetizzazione dei bambini e alla formazione dei giovani, ma assunse ben presto un taglio di carattere informativo, con notizie di intrattenimento, sport, politica.
La radio ha attraversato la storia degli anni più bui del Guatemala. Nata quando già sorgevano le prime azioni guerrigliere delle Far (Forze Armate Rivoluzionarie), si è trovata a fare informazione nel periodo in cui iniziavano i primi scontri tra esercito e gruppi rivoluzionari. Già sotto la presidenza Osorio era cominciata la repressione contro le prime espressioni del movimento maya, mentre nella zona stessa del Quichè sorgevano formazioni guerrigliere, tra cui l'Ejército Guerrillero del los Pobres (Epg). Tutto il ventennio tra gli anni '70 e '80 è costellato da scioperi e proteste di numerosi settori sociali che culmineranno con l'Operazione Tierra Asada in cui venne perpetrato il genocidio ai danni della popolazione maya e con la dittatura del generale Rìos Montt.
Durante la drammatica guerra civile interna, Radio Quiché è stata costretta a cambiare il suo palinsesto: non più notizie e controinformazione, ma soltanto un profilo puramente commerciale.
Nonostante la violenta repressione dei desplazados e degli attivisti per i diritti umani, nel 1986 si apre una timida fase di transizione alla democrazia che consente alla radio di recuperare la sua vera filosofia sotto la direzione di Monsignor Julio Cabrera. Per festeggiare i suoi 40 anni di vita la radio ha organizzato diverse iniziative, tra cui una cerimonia maya, concerti e delle serate culturali.
L'informazione indipendente in Guatemala sta vivendo una fase di grande vitalità nonostante le intimidazioni e le minacce siano all'ordine del giorno, come denunciato più volte dall'Apg (Associazione dei Giornalisti Guatemaltechi).
La Commissione Presidenziale contro la Discriminazione e il Razzismo nei confronti dei Popoli Indigeni del Guatemala (Codisra) ha infatti elaborato una Guida che rappresenta una sorta di vademecum dell'informazione indipendente. La Guida denuncia come i più potenti media del paese trasmettano e riproducano un'informazione viziata da pregiudizi contro gli strati sociali più poveri della società, e verso gli indigeni in particolare. Lo scopo della Guida è, al contrario, quello di favorire una comunicazione attenta ai temi proposti dalle organizzazioni sociali, in cui abbiano un ruolo di primo piano il diritto di cittadinanza, la promozione dei diritti umani, la libertà di aver accesso ad una informazione pluralista.
I dati rilevati dalla Codisra hanno mostrato invece la scarsa volontà, da parte dei principali mezzi di comunicazione, di dare spazio alle varie etnie presenti nel paese, e ancor meno di parlare diffusamente degli Accordi di Pace del 1996. Sempre la Codisra ha evidenziato che, alla scarsa copertura di notizie riguardanti i maya, si aggiunge la totale esclusione delle etnie Garìfuna e Xincas. Addirittura, tra luglio e dicembre del 2000, sono state solo 25 le notizie riguardanti le organizzazioni sociali e indigene. Infine, in relazione alle tematiche di genere, ad esempio quelle riferite alle donne, si denota una forte discriminazione da parte di radio e tv: nel 2003, su 114 notizie diffuse in quattro giorni da 10 emittenti, soltanto 4 erano riferite alle problematiche femminili.

Note:

Articolo realizzato da David Lifodi per www.peacelink.it
Il testo e' liberamente utilizzabile a scopi non commerciali citando la fonte e l'autore.

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