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A L'Avana il seminario "Los medios alternativos y las redes sociales, nuevos escenarios de la comunicación politica en el ámbito digital"

Cuba: internet&controinformazione in America Latina

Particolare attenzione è stata dedicata al caso dei Cinque cubani
4 dicembre 2011 - David Lifodi

Bugie di guerra, notizie create ad hoc per destabilizzare determinati paesi e la propaganda della sicurezza contro un non meglio precisato pericolo terrorista circolano liberamente non solo sulla carta stampata e i grandi network televisivi, ma anche in rete. Per questo risulta particolarmente utile quanto emerso dal seminario "Los medios alternativos y las redes sociales, nuevos escenarios de la comunicación politica en el ámbito digital", organizzato il 29 e 30 Novembre scorsi a L'Avana dal Ministero cubano degli Affari Esteri (Minrex).

Si è ragionato su come reti sociali, movimenti e paesi che si collocano nell'asse alternativo agli Stati Uniti o comunque al mondo occidentale, possano utilizzare Internet per dare una visione dei fatti non allineata al modello dominante, un po' sull'esempio della prima Telesur. E' fondamentale creare legami e connessioni tra stati emergenti da cui possano nascere alternative tecnologiche, hanno convenuto tutti i relatori che si sono alternati al microfono nei due giorni del seminario, tra cui Rosa Miriam Elizalde (editrice di Cubadebate), José Manzaneda (coordinatore di Cubainformación) e Ysmael Serrano, che ha avuto un ruolo determinante nell'apertura a Twitter da parte del presidente venezuelano Hugo Chávez. Al termine della due giorni è stata diffusa una dichiarazione d'intenti che intende contrastare la propaganda e gli strumenti di guerra (militare ed informatica) tramite le reti digitali in grado di smascherare le bugie e le montature che hanno permesso l'invasione di paesi quali Libia, Irak, Afghanistan e stanno preparando il terreno per fare altrettanto in alcuni stati dell'America Latina, ad esempio Venezuela o Bolivia. E' a questo proposito che si è ragionato di cyberguerra e cyberterrorismo, condotte dalle grandi transnazionali delle telecomunicazioni, alle quali deve essere necessariamente opposto un contropotere. In questo contesto internet e le esperienze digitali alternative assumono un ruolo strategico. Se fino a qualche anno fa gli internauti di Stati Uniti ed Europa avevano accesso all'informazione assai più facilmente rispetto agli abitanti del resto del mondo, adesso la storia si è capovolta. India, America Latina e Cina possono vantare 792 milioni di persone collegate ad Internet contro i 721 degli Usa e del vecchio continente. E' da qui, quindi, che può nascere uno spazio politico autonomo ed una cyber difesa attiva. Il blog ventanapolitica.wordpress.com si è fatto promotore di un lavoro che sappia coordinare e socializzare informazioni, contenuti, contatti ed esperienze di controinformazione, superare le carenze di sviluppo tecnologico ancora presenti nel continente latinoamericano, collaborare in progetti di comunicazione che contemplino la diversità telematica, costruire piattaforme informatiche proprie che non debbano dipendere dai mezzi di produzione del mondo capitalista. Uno dei temi portanti dell'informazione indipendente latinoamericana non poteva non essere quello dei Cinque cubani condannati a pene tombali negli Stati Uniti ed il coordinamento di una campagna che possa finalmente permettere loro di tornare in patria. Non a caso, tra gli interventi più apprezzati, figurano quelli di Olga Salanueva e Aylín Labañino, rispettivamente moglie e figlia di René González e Ramón Labañino, due dei Cinque cubani a cui viene sistematicamente impedito di ricevere visite dai loro cari dal governo degli Stati Uniti. Olga Salanueva ha invitato ad utilizzare la rete per far conoscere al mondo la situazione dei Cinque e la denuncia di Cuba, oltre a far luce sui processi farsa che hanno condotto alla loro condanna, su cui i grandi media hanno fatto calare il silenzio. Aylín Labañino ha invece insistito sui tanti appelli inviati alla stampa e caduti sistematicamente nel vuoto, esclusi quelli pubblicati a pagamento grazie all'acquisto di una pagina sul Washington Post e sul New Yok Times. Eppure, nonostante la diffusione di Twitter e Facebook, oltre alle centinaia di migliaia di pagine internet che hanno permesso al mondo intero di conoscere la storia dei Cinque, resta ancora tanto da fare per superare la breccia di silenzio. "Perché non esiste ancora un equivalente di Telesur in Internet"? Qual è la reale visibilità dei mezzi di comunicazione alternativi? In caso di aggressione o censura nei confronti di siti internet o blog di controinformazione come possiamo muoverci e quale potrebbe essere il ruolo dei paesi dell'Alba (Alternativa Bolivariana per le Americhe)? Queste sono solo alcune delle domande su cui il neonato movimento delle reti sociali e digitali deve ancora lavorare.

Tutti i partecipanti (provenienti da alcuni paesi europei, ma anche da Ecuador, Brasile, Nicaragua, Messico, Venezuela, Stati Uniti, oltre, naturalmente, ai cubani) guardano con interesse alle modalità di comunicazione degli indignados madrileni della Puerta del Sol ed al movimento Occupy Wall Sreet per dare scacco ad un'informazione mondiale privata di senso critico, spirito d'inchiesta e capacità di analisi. 

Note:

Articolo realizzato da David Lifodi per www.peacelink.it
Il testo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali citando la fonte e l'autore.

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