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Giornata internazionale dei migranti: il Messico continua a non proteggere i migranti

24 dicembre 2011 - Amnesty International (Traduzione di Beatrice Dellabianca)
Fonte: Comunicato stampa di Amnesty International - 24 dicembre 2011

Il governo messicano non è riuscito a mantenere la sua promessa e a proteggere i migranti da estesi abusi dei diritti umani, ha dichiarato oggi Amnesty International nella giornata internazionale dei migranti.
 
Solo nell’ultimo anno, l’organizzazione ha documentato numerosi casi di migranti Centro Americani che viaggiando attraverso il Messico sono stati sequestrati, torturati, stuprati, uccisi e fatti sparire da bande criminali, spesso con la complicità di funzionari pubblici. Persino i difensori dei diritti dei migranti sono stati sottoposti ad attacchi senza precedenti.
 
“Nonostante le promesse di cambiamento del governo messicano, gli abusi sistematici nei confronti dei migranti continuano senza interruzioni mentre le leggi e le altre misure  ufficiali hanno pochissimo impatto, “ ha dichiarato Rupert Knox, ricercatore di Amnesty International sul Messico.
 
“La prevenzione e la punizione di questi crimini restano rare eccezioni.”
 
Nel Febbraio 2011, la Commissione  Nazionale per I Diritti Umani ha riferito che 11.000 migranti sono stati sequestrati nei precedenti 6 mesi.
 
Ad aprile sono state ritrovate altre fosse comuni nella municipalità di San Fernando nello stato di Tamaulipas. Diversi dei 193 corpi non identificati potrebbero essere quelli dei migranti messicani e centro americani sequestrati mentre si dirigevano verso gli Stati Uniti, ma meno di 30 sono stati identificati.
 
Nello stato del Messico tre cadaveri di migranti sono stati trovati nel giro di tre mesi, a pochi metri dal rifugio per migranti San Diego a Lecheria.

I responsabili di questi abusi raramente devono rendere conto alla giustizia e molti casi di migranti sequestrati o uccisi non vengono indagati adeguatamente.

 
Nel corso del 2011, difensori dei diritti dei migranti sono stati sottoposti ad attacchi, minacce di morte ed intimidazioni come rappresaglia per i loro sforzi nel sostenere i migranti. Fray Tomas che dirige il rifugio per migranti “La 72” a Tenosique, nello stato del Tabasco, ha ricevuto minacce di morte anonime per telefono ed è stato insultato dalla polizia e da membri dell’esercito.
 
Nell’Agosto 2010, in seguito al massacro di 72 migranti nello stato di Tamaulipas, il governo messicano ha lanciato la sua strategia per combattere gli abusi nei confronti dei migranti.
Un anno dopo, non c’era alcun indizio di progresso.
 
Durante la convocazione del Messico di fronte al Comitato delle Nazioni Unite per la protezione dei lavoratori migranti nell’aprile 2011, è emerso chiaramente che il governo era privo di un piano concreto d’azione per affrontare la crisi dei diritti dei migranti nel paese.

Una nuova legge di migrazione approvata quest’anno dovrebbe portare a una maggior protezione dei diritti dei migranti, ma la legislazione attuativa proposta non è stata concordata con la società civile né emanata. Nel frattempo, sebbene siano state prese alcune misure per eliminare i funzionari corrotti dall’ente governativo responsabile per le migrazioni (Instituto Nacional de Migración, INM),  persistono le denunce di abusi.
 
“Negli ultimi due anni abbiamo chiesto alle autorità federali del Messico di portare avanti e sviluppare un piano d’azione per proteggere i migranti e fermare gli abusi. E’ arrivato il momento che trasformino le loro promesse in azioni” ha detto Rupert Knox.
 
Per commemorare la Giornata Internazionale dei Migranti, Amnesty International ha creato una proiezione di fotografie con le testimonianze dei migranti che sono stati sequestratidurante il viaggio.

Note:

Per visualizzare le fotografie: http://www.facebook.com/pages/Amnesty-International-Diritti-Umani-in-Messico/159208870845077
traduzione a cura del Coordinamento America Latina

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