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Gli schiavi

23 gennaio 2017 - Alessandro Marescotti

Ero un ragazzo e leggevo i libri di storia antica. E pensavo: se ci fossimo stati noi in Grecia o a Roma avremmo sconfitto la schiavitù. Avremmo aiutato Spartaco. Avremmo ridato la libertà agli schiavi. Non ci saremmo accontentati di aiutare la plebe: avremmo chiesto diritti e libertà per tutti gli oppressi. Questo pensavo a vent'anni. Oggi non sono più convinto che avremmo liberato gli schiavi se - con una macchina del tempo- potessimo ritornare indietro nei secoli. Con la nostra cultura di oggi li terremmo in catene. La logica elettorale delle fazioni politiche di allora (a Roma e ad Atene) è la stessa di oggi. Gli schiavi non votavano, quindi perché liberarli? Con tutti i casini che avrebbero creato ai liberi? Li immaginate migliaia di schiavi scorazzare indisturbati per le strade? E poi sapete da dove deriva la parola "cattivo"? Da "schiavo". Captivus=schiavo. Gli schiavi allora apparivano cattivi, pericolosi. "Sei cattivo". Come gli immigrati oggi. Sono passati più di duemila anni. Ma i pregiudizi sono rimasti inalterati. Ero un ragazzo e mai avrei pensato che in fondo in fondo siamo ancora disumani e cinici come lo erano gli antichi. E più ti mostri cinico e più prendi voti. Brutto dirlo ma in tempi di crisi se non sei abbastanza cinico ti danno platealmente del "buonista".

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