Diritti Animali

RSS logo

Mailing-list Lista Animalisti

< Altre opzioni e info >

Aiuta PeaceLink

Sostieni la telematica per la pace:

  • Donazione online con PayPal
  • C.C.P. 13403746 intestato ad Associazione PeaceLink, C.P. 2009, 74100 Taranto
  • Conto Corrente Bancario c/o Banca Popolare Etica, intestato ad Associazione PeaceLink - IBAN: IT65 A050 1804 0000 0001 1154 580
Motore di ricerca in

Lista Lista Animalisti

...

Articoli correlati

  • Un altro passo e anche in tribunale sarà… No MUOS?
    Il MUOS (Mobile User Objective System) è composto da cinque satelliti geostazionari e quattro stazioni terrestri, una delle quali è sorta a Niscemi, ed è gestito dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti

    Un altro passo e anche in tribunale sarà… No MUOS?

    Chieste 4 condanne e la confisca del sito nel processo per abusivismo e violazione della legge ambientale nella costruzione del sistema militare USA a Niscemi (Sicilia)
    17 febbraio 2018 - Alessio Di Florio
  • F-35

    F-35

    La cinica conclusione nella Relazione speciale sulla partecipazione italiana al Programma F-35 Lightning II della Corte dei conti e la cupa posizione dei sindacati confederali. Di fatto le forze aeree straniere che utilizzano l’F-35 saranno costrette a finanziare con 150 milioni di dollari i laboratori software degli Stati Uniti occupati quasi per il 50% da personale statunitense
    1 settembre 2017 - Rossana De Simone
  • Le bugie sull’Afghanistan
    Nessuna ricostruzione nonostante i 100 miliardi di dollari spesi dagli USA

    Le bugie sull’Afghanistan

    Un triste bilancio sulla missione USA in Afghanistan mentre Trump rilancia e promette "più uomini fino alla vittoria finale"
    24 agosto 2017 - Matthew Hoh
  • New York

    L'era atomica sta per finire - di Alfonso Navarra

    Oggi all'ONU si è varato un Trattato per proibire gli ordigni nucleari.
    7 luglio 2017 - Laura Tussi
Migliaia gli animali abbandonati in Louisiana nei primi giorni della tragedia

Le vittime dimenticate dell’uragano Katrina

2 ottobre 2005 - Oscar Grazioli

. Dell’uragano Katrina ormai non scrive più nessuno. Roba vecchia. È una constatazione non un rimprovero. I giornali hanno le loro regole, come i lettori. Eppure è inevitabile che le storie si vengano a sapere dopo molto tempo dal giorno X.

È il caso delle migliaia di animali abbandonati in Louisiana nei primi giorni della tragedia, quando la priorità era ovviamente la salvezza delle vite umane. Dramma nel dramma, questo di cani e gatti ormai divenuti, a tutti gli effetti, parte integrante di una famiglia. I proprietari si sono visti costretti ad abbandonarli al loro destino, per mancanza di spazio sui battelli e sui gommoni di salvataggio.

Gli psichiatri americani hanno valutato come “huge” (enorme) e “raping” (devastante) l’impatto emozionale di chi, solo al mondo, ha perso l’unico affetto che aveva, vedendolo abbaiare sul pianerottolo della casa invasa dall’acqua, mentre il battello di salvataggio inesorabilmente si allontanava.

Immaginate una persona anziana, vedova, il cui unico conforto è un botolo peloso che si infila sul letto, di notte, mugolando per la gioia di quella compagnia. Doverlo lasciare lì a morire mentre ti guarda con gli occhi imploranti e la coda che non si muove. Uno strazio indicibile. Tara Barth, anziana volontaria di una colonia composta da 15 gatti e 2 cani ha dichiarato alla BBC: “Abbandonarli così è stata la cosa più straziante che ho vissuto in tutta la mia vita”. La potente associazione animalista PETA ha accusato le autorità federali di avere in pratica ucciso migliaia di animali, impedendo ai volontari di portare loro soccorso nelle aree del disastro.

Sempre alla BBC un uomo ha raccontato di essere stato obbligato ad abbandonare il suo cane da un militare che gli ha puntato la pistola alla tempia. Spesso però nelle tragedie compare un angelo. Molti soccorritori hanno permesso agli abitanti di caricare il loro cane sul battello, talvolta per convincerli ad abbandonare la casa, talvolta per avere esplicitamente dichiarato che non avrebbe resistito a scene così strazianti, talvolta semplicemente perché “anch’io ho un cane e so cosa vuol dire”. John Crawford, volontario del Michigan, ha dichiarato che il suo team aveva raccolto sacchi di mangime secco per cani e gatti e lo distribuivano durante le operazioni di salvataggio delle persone: ”Non potevamo fare di più, ma almeno sapere che avrebbero mangiato ci era di gran sollievo in quello strazio”. Anche per “loro” compaiono gli angeli ogni tanto.

PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.5.7 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Posta elettronica certificata (PEC)