convegno

Verso gli Stati Generali dell'Innovazione Creatività, Cooperazione, Condivisione

28 marzo 2006
ore 18:00 (Durata: 5 ore)

L'Innovazione necessaria: creatività, cooperazione, condivisione
Convegno: 28 marzo h. 18 - 22, Centro Congressi d'Ateneo
Università di Roma - La Sapienza - via Salaria 113, Roma

Apertura dei lavori: Arturo Di Corinto - Moderano i lavori: Alberto Marinelli, Matilde Ferraro

Promuovono il convegno le seguenti associazioni: Anomolo, Associazione Software Libero (Assoli), Associazione Folk Media, AMISNET, Associazione Orchestra Panharmonikon, Demote, DEPP - Democrazia Elettronica Partecipazione Pubblica, Fronte popolare per la musica libera, Gener@zione ecologista, Il secolo della rete, Ipernico, iQuindici, Liberliber, Linux Club Italia, Newglobal.it, Unione Degli Studenti, Io Sto Falcone, Hipatia, Centro Studi Ali per la Città ONLUS...

Durante l'evento porterà i suoi saluti il Prof. Mario Morcellini, Preside della Facoltà di Scienze della Comunicazione dell'Università La Sapienza di Roma.

Partecipano esponenti del mondo della cultura, delle professioni, delle associazioni, dell'informazione e dell'Università: Luciana Castellina, Marco Ciurcina, Fiorella De Cindio, Giulio De Petra, Lorenzo de Tomasi, Peppe di Molfetta, Francesco Diaso, Marco Fagotti, Patrizio Di Nicola, Carlo Formenti, Franz Nachira, Angelo Raffaele MeoPaolo, Naldini, Ettore Panella, Oriana Persico, Maria Chiara Pievatolo, Claudia Padovani, Michelangelo Pistoletto, Giovanna Sissa, Enrico Ricci, Stefano Rodotà, Guido Tripaldi, Marco Trotta, Francesco Tupone, Enzo Valente.

Importante Per promuovere e aderire all’iniziativa, è sufficiente aggiungere la propria denominazione nel: wiki.
Tutti i partecipanti che vogliono intervenire sono invitati a inviare una relazione scritta alla lista digitalfreedomweek@linux-club.org
La precedenza delle relazioni è data alle associazioni e successivamente ai singoli che hanno inviato le relazioni scritte.
Ogni relazione durerà 10 minuti per dare a tutti la possibilità di prendere la parola.

Le ragioni di un convegno sull'Innovazione promosso dal mondo dell'associazionismo: In questi anni abbiamo assistito a innumerevoli attacchi contro la libertà in rete, dalla repressione dell'informazione online alle norme che violano la privacy degli utenti, dalla criminalizzazione del p2p alla demonizzazione della stessa Internet, mentre la società civile dimostrava, attraverso la rete, un'inedita capacità di proporre e promuovere azioni comuni, connettersi consapevolmente e sviluppare una progettualità sociale di una ricchezza tale da non poter più essere ignorata.

Contemporaneamente, alle dinamiche di rete e all'uso delle nuove tecnologie, nel recente passato, è stata spesso associata la parola innovazione, come a intendere che ogni scelta, ogni opzione, ogni politica fosse giustificata dagli elementi di novità che la rete e la tecnologia portavano nell'organizzazione dei modelli produttivi, negli assetti sociali, nella gestione della cosa pubblica.

Ma la parola innovazione non è una parola neutra. Innovazione per noi vuol dire partecipazione consapevole, libertà di cultura, condivisione di conoscenza, creatività responsabile, valorizzazione delle differenze, trasparenza ed efficienza nella gestione della cosa pubblica e dei processi produttivi. Elementi senza i quali non può darsi alcuna innovazione.

Fare innovazione è fantasia e fatica che durano nel tempo, intelligenza di tanti, capacità di immaginare e realizzare nuovi modi di produrre, cooperare, conoscere e conoscersi, mobilitazione larga e duratura di teste e di corpi. L'innovazione necessaria non la fanno i monopolisti dell'informatica, ma i tanti che aggiungono valore al software libero. L'innovazione necessaria non la fanno le multinazionali dell'editoria, che proteggono con il copyright la rendita del loro patrimonio informativo, ma gli autori e le amministrazioni che quel patrimonio rendono liberamente disponibile e accessibile. L'innovazione necessaria non si fa vendendo cellulari e suonerie, ma portando connettività a basso costo nelle aree marginali del paese. L'innovazione necessaria non sono i luoghi della flessibilità senza prospettive come i call center, ma nuovi diritti e nuova partecipazione sul lavoro. L'innovazione non la fanno quelli che usano le università unicamente come aziende di consulenza, né un governo che taglia indiscriminatamente le risorse sulla ricerca pubblica, ma quelli che diffondono conoscenza e fanno ricerca nelle reti sociali e professionali di cooperazione. L'innovazione necessaria non è mera conservazione del patrimonio culturale in un museo virtuale, né ricerca di un'estetica autoreferenziale, ma impegno sui processi di creatività responsabile. L'innovazione non la fa chi usa il digital divide per fare dei paesi in via di sviluppo discariche informatiche di prodotti scaduti, ma chi in quei paesi lavora per trasferire competenza e saperi liberi. L'innovazione non la fa chi pensa che la funzione pubblica sia un ministero, ma i tanti che negli uffici del nostro paese quella funzione quotidianamente assolvono, cercando gli strumenti per migliorare processi e servizi. L'innovazione non la fa chi usa la rete come una televisione, ma chi usando la rete ha costruito una cultura politica basata sul rispetto dell'autonomia, sul libero accesso ai contenuti, sul potere della cooperazione. L'innovazione necessaria non la fanno solo le imprese che discutono su come usare la rete per aumentare i propri profitti, ma anche chi si impegna per declinare i diritti umani nell'era di Internet, ad esempio nel Forum sulla Internet Governance recentemente istituito dalle Nazioni Unite, in cui anche la società civile deve potersi esprimere.

Per fare dell'innovazione un processo di cambiamento e non uno slogan, per organizzare i processi di cambiamento e non la spartizione dei ministeri, per dare forza e rappresentanza a chi ha imparato a fare innovazione nei mille contesti della rete, per discutere insieme le nostre proposte, abbiamo organizzato una giornata di studio e di dibattito all'Università, luogo simbolo della produzione del sapere e della conoscenza che sono alla base di ogni innovazione. Tutti sono invitati a portare il loro contributo

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