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L’impresa di un’economia diversa Produrre, lavorare, consumare nell’economia dei beni comuni

31 agosto 2006
ore 09:30

Forum "L'impresa di un'economia diversa"
IV edizione
Bari, 31 agosto - 3 settembre 2006

Produrre, Lavorare, Consumare
nell’economia dei beni comuni

PER IL PROGRAMMA http://www.sbilanciamoci.org/index.php?option=com_content&task=view&id=394

Si terrà a Bari dal 31 agosto al 3 settembre 2006 la IV edizione del Forum "L'impresa di un'economia diversa", appuntamento che ogni anno la campagna Sbilanciamoci! organizza in contemporanea e in alternativa al meeting di Cernobbio organizzato dallo studio Ambrosetti di Milano.
Dopo Bagnoli (Napoli), Parma, Corviale (Roma) la città di Bari ospiterà quest'anno uno dei maggiori appuntamenti della società civile italiana in cui esperti, politici, amministratori ricercatori, rappresentanti di organizzazioni si confronteranno per discutere, illustrare e mettere a confronto esperienze, metodologie e teorie finalizzate a promuovere un nuovo modello di sviluppo economico, basato sulla promozione dei diritti sociali economici e culturali, sulla difesa dell'ambiente, su una gestione democratica e pubblica dei beni comuni, sulla pace e sulla solidarietà internazionale.

Mentre a Cernobbio vengono presentate le ricette più tradizionali dell'ideologia neoliberista (privatizzazioni, riduzioni del welfare, precarizzazione del lavoro, supremazia del mercato, allentamento dei vincoli ambientali) nel forum di Bari si vogliono far emergere vie ed esperienze diverse ed alternative di sviluppo economico e di un ruolo sociale delle imprese sulla base di valori e politiche come la protezione e il rilancio del welfare, le regole e i diritti del lavoro, il positivo ruolo delle istituzioni e della spesa pubblica, la sostenibilità dello sviluppo, una fiscalità solidale che colpisca rendite e privilegi.

Il tema di quest'anno è "Produrre, lavorare, consumare nell'economia dei beni comuni".

Le sessioni di lavoro sono molte e variegate: dai rapporti tra economia e legalità al laboratorio del Mediterraneo, dalle sfide di un nuovo welfare alle buone pratiche dal basso delle comunità locali, fino ai tanti gruppi di lavoro autogestiti dalle organizzazioni aderenti. Al fondo c'è¨ l'idea di un'economia diversa fondata su altri principi e valori del neoliberismo e del mercato: i diritti e la giustizia, la solidarietà e l'eguaglianza, la pace e la sostenibilità. Il tutto nella chiave della promozione dei beni comuni, la vera sfida di un'economia diversa: solidale, partecipata, civile.
Questa sfida assume particolare rilievo nel Mezzogiorno, crocevia di tante contraddizioni economiche e sociali ancora irrisolte e che però trova nella Puglia il laboratorio di risposte e pratiche innovative: dalla pubblicizzazione dell'acqua all'accoglienza agli immigrati, dalla promozione di un'economia di qualità legata al territorio alla costruzione di un Mediterraneo di scambi e di pace.

L'appuntamento assume un'importanza particolare per i compiti che aspettano Sbilanciamoci! (che promuove il forum) dopo l'inizio della nuova legislatura: non solo la prossima delicata legge finanziaria, ma la prospettiva di un'economia che rimetta al centro la giustizia e l'eguaglianza dentro l'idea di un nuovo modello di sviluppo (sostenibile, umano, sociale) che vada oltre un neoliberismo centrato sul fondamentalismo del mercato e l'ideologia del privato e dell'egoismo sociale. Si tratta di rilanciare una politica fiscale equa, di ridare forza all'economia solidale, di rimettere al centro l'intervento e lo spazio pubblico nell'economia, di fare un welfare fondato sui diritti e non sulla compassione sociale.

L'idea dei beni comuni - come regalitrice di una diversa economia - non può che richiamare valori alternativi a quelli economici attuali: la cooperazione contro la competitività , la solidarietà contro l'individualismo asociale, la socialità contro il mito del privato, la sostenibilità contro lo sfruttamento di tutto, ad ogni costo. Si tratta ovviamente di scelte concrete (politiche, istituzionali, legislative) da fare, ma è da mettere in campo anche una rivoluzione culturale copernicana in cui rivedere e ribaltare i paradigmi che abbiamo conosciuto e rifare della società il centro e dell'economia una semplice variabile dell'agire umano, e non viceversa. E' a questo compito che il IV forum della controcernobbio è chiamato nella costruzione di alternative politiche e culturali ideali e concrete.

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