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Campagna: fuori l'italia dalla guerra firma l'appello di ciotti emergency e coelho

Campagna conclusa

Promossa da: paolo ciulli
mandiamo questa petizione a belusconi a nome della campagna "Fuori l'Italia dalla guerra" hanno dichiarato, dopo il voto del Parlamento: "Il governo italiano ha scelto di partecipare in ubbidiente sottomissione, nelle forme che gli sono state richieste, alla guerra contro l'Iraq. Guerra che significhera' l'assassinio di popolazioni innocenti, alle quali viene imputato a colpa l'essere da decenni vittime del loro stesso governo. Il governo italiano ha deciso di partecipare, adducendo inconsistenti, pretestuose motivazioni, alla distruzione del diritto internazionale
Data di inizio: 20 marzo 2003

Luigi Ciotti, Flavio Lotti, Gino Strada, Tiziano Terzani e Alex Zanotelli, a nome della campagna "Fuori l'Italia dalla guerra" hanno dichiarato, dopo il voto del Parlamento: "Il governo italiano ha scelto di partecipare in ubbidiente sottomissione, nelle forme che gli sono state richieste, alla guerra contro l'Iraq. Guerra che significhera' l'assassinio di popolazioni innocenti, alle quali viene imputato a colpa l'essere da decenni vittime del loro stesso governo. Il governo italiano ha deciso di partecipare, adducendo inconsistenti, pretestuose motivazioni, alla distruzione del diritto internazionale e all'attacco contro l'Organizzazione delle Nazioni Unite. La scelta del governo italiano ha calpestato la legalita' costituzionale, violando l'esplicito, vincolante dettato dell'articolo 11. Un movimento per la pace, di consistenza, estensione e intensita' non mai viste, e' stato percepito dal governo italiano come un fastidioso ingombro, da ignorare o neutralizzare attraverso mediocri reticenze e volgari doppiezze, che si sono dissolte al momento della "chiamata alle armi". Il governo italiano ha manifestato comportamenti ed espressioni di offensivo disprezzo anche nei confronti della massima autorita' cattolica, relegando le invocazioni alla pace di papa Wojtyla a espressioni desunte da un repertorio "di ruolo". Secondo il governo italiano Giovanni Paolo II "dice cio' che un papa deve dire". Ma cio' che un papa dice - secondo il governo italiano - e' irrilevante, estraneo al significato e ai problemi della convivenza umana e della storia. Il movimento per la pace ignora, per sua natura, i concetti di vittoria e di sconfitta come affermazione di una parte su un'altra, e rifiuta la cultura del "nemico". L'affermazione della violenza, della prepotenza e dell'illegalita' non e' la sconfitta di un movimento, ma la distruzione di valori universali. La contestazione alla guerra deve proseguire e intensificarsi. In questo rifiuto prosegue e si intensifica l'affermazione di quei valori di legalita', di giustizia e di umanita'". La campagna "Fuori l'Italia dalla Guerra" (promossa da Emergency, Libera, Rete Lilliput, Tavola della Pace), tra le altre iniziative, ha organizzato una raccolta di firme on line che ha raccolto oltre 480 mila adesioni e la mobilitazione del 10 dicembre scorso cui parteciparono centinaia di migliaia di cittadini italiani nelle quasi trecento fiaccolate organizzate contemporaneamente in altrettante citta' italiane. "Io dico grazie a Bush perché milioni di persone si sono unite per la pace" di PAULO COELHO Grazie Presidente Bush. Grazie, grande leader George W. Bush. Grazie di aver mostrato a tutti il pericolo che Saddam Hussein rappresenta. Molti di noi avrebbero potuto altrimenti dimenticare che ha utilizzato armi chimiche contro il suo popolo, contro i curdi e contro gli iraniani. Hussein è un dittatore sanguinario e una delle più chiare espressioni del male al giorno d'oggi. Ma questa non è la sola ragione per cui la ringrazio. Nei primi due mesi del 2003 ha mostrato al mondo molte altre cose importanti e perciò merita la mia gratitudine. Così, ricordando una poesia che ho imparato da bambino, voglio dirle grazie. Grazie di aver mostrato a tutti che il popolo turco e il suo parlamento non sono in vendita, neanche per 26 miliardi di dollari. Grazie di aver rivelato al mondo l'abisso che esiste tra le decisioni di coloro che sono al potere e i desideri del popolo. Grazie di aver messo in evidenza che né José Maria Aznar né Tony Blair danno la minima importanza né mostrano il minimo rispetto per i voti che hanno ricevuto. Aznar è capace di ignorare che il 90 per cento degli spagnoli sono contro la guerra e Blair è rimasto indifferente alla più grande manifestazione pubblica svoltasi in Inghilterra negli ultimi trent'anni. Grazie di aver costretto Tony Blair a recarsi al parlamento inglese con un dossier falso scritto da uno studente dieci anni fa e di averlo presentato come "prova determinante trovata dal servizio segreto britannico". Grazie di aver permesso che Colin Powell si esponesse al ridicolo mostrando al Consiglio di Sicurezza dell'Onu delle foto che, una settimana dopo, sono state pubblicamente contestate da Hans Blix, l'ispettore responsabile del disarmo dell'Iraq. Grazie di aver adottato la posizione attuale e di aver pertanto fatto sì che il discorso contro la guerra del ministro degli Esteri francese, Dominique de Villepin, alla sessione plenaria dell'Onu fosse accolto dagli applausi - cosa che, a quanto ne so, è successa solo una volta in precedenza nella storia delle Nazioni Unite, dopo un discorso di Nelson Mandela. Grazie perché, in seguito ai suoi sforzi in favore della guerra, le nazioni arabe, normalmente divise, nell'incontro al Cairo avvenuto l'ultima settimana di febbraio sono state per la prima volta unanimi nel condannare qualsiasi invasione. Grazie di aver affermato che "l'Onu ora ha una possibilità di mostrare la sua importanza", affermazione che ha indotto a prendere una posizione contro l'attacco all'Iraq anche i Paesi più riluttanti. Grazie per la sua politica estera che ha spinto il ministro degli Esteri inglese, Jack Straw, a dichiarare nel ventunesimo secolo che "una guerra può avere una giustificazione morale", perdendo in questo modo tutta la credibilità. Grazie di aver cercato di dividere un'Europa che sta lottando per l'unificazione: è un avvertimento che non sarà ignorato. Grazie di aver ottenuto ciò che assai pochi sono riusciti a ottenere in questo secolo: unire milioni di persone di tutti i continenti nella lotta per la stessa idea, anche se essa è opposta alla sua. Grazie di averci dato di nuovo la consapevolezza che le nostre parole, anche se non saranno udite, almeno sono state pronunciate; questo ci renderà più forti nel futuro. Grazie di averci ignorato, di aver emarginato tutti coloro che si oppongono alla sua decisione, perché il futuro della Terra appartiene agli esclusi. Grazie perché, senza di lei, non saremmo stati coscienti della nostra capacità di mobilitazione. Potrebbe non servirci questa volta, ma sicuramente ci sarà utile in futuro. Ora che sembra non ci sia modo di zittire i tamburi di guerra, vorrei ripetere le parole che un antico re europeo disse a un invasore: "Che la mattina sia bella, che il sole splenda sulle armature dei soldati, perché nel pomeriggio ti sconfiggerò". Grazie di aver permesso a noi, un esercito di anonimi che riempie le strade nel tentativo di fermare un processo già in atto, di capire quel che significa essere impotenti e di imparare a fare i conti con quella sensazione e a trasformarla. Pertanto si goda la mattina e la gloria che potrebbe ancora riservarle. Grazie di non averci ascoltato e di non averci preso sul serio, ma sappia che noi la ascoltiamo e che non dimenticheremo le sue parole. Grazie grande leader George W. Bush. Molte grazie.

Adesioni dal 20 marzo 2003: 38 persone

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