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Iraq: a chi importa?

10 giugno 2005 - Dahr Jamail
Fonte: Znet

Oggi, in Iraq, gli attenti suicidi hanno causato un altro giorno da
inferno, uccidendo almeno 18 persone e ferendone piu' di 67. Quattro di
loro hanno colpito le forze di sicurezza irachene ed i convogli
dell'esercito USA a Baghdad. Nonostante l'enorme operazione di sicurezza
guidata dagli USA nella capitale, gli attacchi continuano invariati.
La piccola citta' di Rawa, vicino ad Al-Qa'im, e' stata bombardata di
nuovo dai militari USA domenica notte. L'esercito ha ammesso il
bombardamento, ma ha pure affermato che non ci sono state vittime
civili. Oggi, sul canale satellitare di Al-Jazerra, e' stato trasmesso
un filmato di case civili rase al suolo, con persone della citta' mentre
affermavano che sette civili sono stati uccisi nei bombardamenti.
Ad Hawija (vicino a Kirkuk), tre auto-bombe hanno colpito i checkpoint
della sicurezza irachena oggi, uccidendo molti iracheni. Nel frattempo a
Tal-Afar (vicino a Mosul), e' scoppiato un violento scontro tra la
resistenza irachena e i soldati americani. Questi sono i fatti mentre
scrivo.
Continua ad essere chiaro che o i piani dell'amministrazione Bush in
Iraq non includono la protezione degli iracheni, o questa a loro non
importa, o entrambi.
Sempre oggi ho ricevuto una email da qualcuno, e tra le righe ho trovato
qualcosa di interessante:
"Ho operato fuori dal campo Anaconda, vicino a Balad. Quello su cui
quasi tutti, sia quelli in uniforme che i contractor, erano d'accordo
(era) che (il piano) a lungo termine dell'amministrazione Bush e'
concentrato soprattutto sul petrolio. I cuori e le menti sono secondari,
molto piu' indietro della questione dei prodotti petroliferi, giacche'
gli USA continuano a competere per le risorse in tutto il mondo. Spero
che ci possa essere un dibattito mediatico maggiore su questa questione".
Sempre per email, un mio amico iracheno che e' un dottore a Baghad mi ha
detto che quando era a Ramadi, ieri, i soldati USA hanno attaccato la
Anbar Medical School mentre gli studenti stavano dando i loro esami.
Come ha detto, "Loro (i soldati USA) hanno colpito gli ingressi frontali
della scuola in maniera barbara usando degli Humvee... ed hanno
terrorizzato le studentesse mentre arrestavano due studenti che stavano
lavorando per i loro esami. Poi hanno messo sotto assedio la casa del
preside dell'universita', e le case dei professori, anche se le loro
famiglie erano all'interno.
Hanno trattenuto un mio amico e suo padre perche' hanno trovato dei
documenti nella loro casa per una prossima manifestazione", mi ha detto.
Recentemente, il "governo" iracheno controllato dagli USA ha annunciato
di star detenendo circa 900 "sospetti militanti". Un "sospetto
militante" in Iraq sembra sempre piu' una persona qualunque nel posto
sbagliato al momento sbagliato, mentre le forze irachene o statunitensi
conducono un'operazione. Di certo il saccheggio delle case durante i
raid continua, insieme alle detenzioni di iracheni innocenti. Tanto che
come risultato dell'enorme operazione di "sicurezza" a Baghdad, a Laith
Kuba, un portavoce del primo ministro iracheno Ibrahim al-Jaafari ha
trovato necessario rilasciare la seguente dichiarazione: "Alcune persone
si sono lamentate di casi in cui i soldati ne hanno approfittato
prendendo per se' contanti o altri oggetti. Non possiamo escluderlo. Le
lamentele che ho sentito dalla gente erano della stessa aggressivita' di
alcune di quelle forze mentre fanno queste cose. Certe persone hanno
quasi ammesso di aver imparato certe abitudini dalle truppe straniere.
Penso che questa sia una critica valida in alcuni casi".

Note:

tradotto da Carlo Martini per www.peacelink.it

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