Subito una legge a tutela dell'agricoltura nazionale e delle produzioni tipiche e biologiche
"La Commissione europea non deve autorizzare la commercializzazione del mais BT11 e di altri prodotti OGM prima della consultazione elettorale: sulla moratoria dovrà esprimersi il nuovo Parlamento europeo nell'interesse della stragrande maggioranza dei consumatori dell'Unione che è contraria alla diffusione di alimenti a rischio per la salute umana e per l'ambiente". Così Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente dei Verdi, ha aperto oggi la conferenza stampa svoltasi a Palazzo Madama dedicata alla presentazione del disegno di legge dei Verdi finalizzato a preservare l'agricoltura nazionale e le produzioni tipiche e biologiche dalla contaminazione transgenica. "Non si tratta di una decisione 'tecnica' - ha proseguito il Presidente dei Verdi - ma di una questione strategica per il futuro del sistema agroalimentare europeo che fonda le sue prospettive più concrete di sviluppo sulla valorizzazione della biodiversità agricola e sui prodotti a denominazione d'origine." "Dallo scorso mese di novembre - ha dichiarato Loredana De Petris, capogruppo dei Verdi nella Commissione Agricoltura del Senato - attendiamo inutilmente l'annunciato provvedimento di Alemanno sulla cosiddetta 'coesistenza' fra OGM e coltivazioni convenzionali, tipiche e biologiche. Il Governo è paralizzato dalle opinioni contrapposte dei Ministri competenti e questo espone il nostro Paese alla penetrazione delle sementi transgeniche in assenza di regole. La nostra posizione è chiara: l'agricoltura italiana non ha bisogno di OGM e la coesistenza è impossibile nel peculiare sistema agricolo e ambientale del Paese.". Marco Moruzzi, responsabile agricoltura dei Verdi e consigliere regionale nelle Marche, ha illustrato in dettaglio i sette articoli del disegno di legge già depositato al Senato ed alla Camera dei deputati. "Il nostro punto di riferimento giuridico - ha detto Moruzzi - resta il principio di precauzione, sancito dall'art.174 del Trattato di Amsterdam: in assenza di certezza scientifica devono essere vietate su tutto il territorio nazionale le coltivazioni OGM in campo aperto e l'allevamento di animali geneticamente modificati, in linea con le indicazioni già proposte da gran parte delle Regioni. Divieto inoltre di utilizzare materia prima agricola, mangimi e additivi OGM in tutte le produzioni con marchi di qualità regolamentata. Proponiamo infine - conclude Moruzzi - norme chiare per la ricerca scientifica e la sperimentazione e una nuova organizzazione dei controlli, senza i quali le nuove regole sull'etichettatura rischiano di essere facilmente evase." Il disegno di legge inizierà a breve l'iter nelle Commissioni Agricoltura delle Camere.
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