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Sozaboy di Ken Saro Wiwa (Baldini Castoldi Dalai editore, in libreria il 25 ottobre)

"Signor Presidente, tutti noi siamo di fronte alla Storia. Io sono un uomo di pace, di idee. Provo sgomento per la vergognosa poverta' del mio popolo che vive su una terra molto generosa di risorse; provo rabbia per la devastazione di questa terra; provo fretta di ottenere che il mio popolo riconquisti il suo diritto alla vita e a una vita decente"
14 ottobre 2005

L’AUTORE: Ken Saro Wiwa, nato nel 1941 a Bori, nella regione del delta del Niger, intellettuale e scrittore brillante, versatile, di straordinario talento, fu anche uomo di teatro, nonche' notissimo e popolare regista televisivo. Politico di rango, Saro-Wiwa apparteneva alla popolazione Ogoni, un gruppo di circa 500.000 abitanti insediati nel delta, un tempo dediti alla pesca e all’agricoltura, costretti all’emigrazione, alla miseria, e addirittura alla morte a causa dell’inquinamento del territorio ad opera della multinazionale anglo-olandese Shell, complice la classe dirigente politica e militare del Paese. Fu proprio per difendere i diritti degli Ogoni che egli intraprese la battaglia civile e politica che gli costo' la vita: arrestato dal regime militare (alleato degli USA, e quindi non formato da gruppi terroristi), e condannato a morte dopo un processo farsa, fu impiccato il 10 novembre 1995 insieme ad alcuni altri militanti del Mosop. Tra le sue opere ricordiamo: The Transistor Radio, Songs in a Time of War, A Forest of Flowers, Basi & Company: Four Television Plays, Mr. B Again, Adaku and Other Stories, Mr. B is Dead, Nigeria, the Brink of Disaster, Genocide in Nigeria: The Ogoni Tragedy, Mr. B’s Mattress, A Month and a Day: A Detention Diary e Lemona’s Tale.

"Signor Presidente, tutti noi siamo di fronte alla Storia. Io sono un uomo di pace, di idee. Provo sgomento per la vergognosa poverta' del mio popolo che vive su una terra molto generosa di risorse; provo rabbia per la devastazione di questa terra; provo fretta di ottenere che il mio popolo riconquisti il suo diritto alla vita e a una vita decente. Cosi' ho dedicato tutte le mie risorse materiali ed intellettuali a una causa nella quale credo totalmente, sulla quale non posso essere zittito. Non ho dubbi sul fatto che, alla fine, la mia causa vincera' e non importa quanti processi, quante tribolazioni io e coloro che credono con me in questa causa potremo incontrare nel corso del nostro cammino. Ne' la prigione ne' la morte potranno impedire la nostra vittoria finale."
Dal testamento di Ken Saro-Wiwa

E' importante che Sozaboy, un classico delle letterature africane, esca in Italia, per la prima volta, a dieci anni di distanza dall’esecuzione capitale di Ken Saro Wiwa. In filigrana il romanzo racconta la Nigeria postcoloniale, le tensioni provocate dalla corsa al petrolio, il flagello della corruzione, l’inettitudine dei governanti e le sofferenze della popolazione, vittima inerme delle tragedie della guerra civile. Le vicende narrate dalla voce apparentemente ingenua del giovane Mene suscitano riso e creano divertimento, ma allo stesso tempo disegnano un affresco cupo e terribile, impastato di atrocità e di disastri, colmo di insensatezza, frutto della follia e della malvagita' umane.

IL LIBRO: Sozaboy e' ambientato nel contesto della guerra civile nigeriana degli anni Sessanta (la cosiddetta guerra del Biafra, quando la Nigeria orientale tentò una secessione dalla Federazione), e si costruisce attraverso la voce narrante del giovane protagonista Mene, proveniente dal villaggio di Dukana, nel delta del fiume Niger, dove vive con la madre, e dove ha un lavoro come aiutante autista di autobus e una graziosa fidanzata di nome Agnes. Scoppiano ben presto dei disordini e il capovillaggio, Chief Birabee, avvia una raccolta di fondi per placare gli appetiti dei contendenti e proteggere gli abitanti, approfittandone al tempo stesso per rimpinguare le sue casse personali. Si passa poi alla guerra vera e propria, e Mene si fa ingenuamente assoldare nelle file di un esercito: trascinato da un sogno e spinto da una curiosita', diventa cosi' Sozaboy ritrovandosi a far parte di un gioco molto piu' grande di lui, di cui gli sfuggirà completamente il senso. Attraverso una sequenza di avventure e disavventure infinite, insieme crudele e grottesca, rapida e mozzafiato, Mene ritornera' infine al suo paese, ormai distrutto. Appresa della morte di Agnes e della madre, e creduto morto egli stesso dalla gente di Dukana, da cui verra' scambiato per un fantasma, non gli resta che salutare i suoi interlocutori e fuggire, sparendo all’orizzonte come un piccolo Chaplin che si avvii lungo una strada infinita. Scritto in un inglese pidginizzato e reinventato (Soldier boy, pidginizzato in Sozaboy) reso acrobatico e spericolato dalle soluzioni stilistiche, nonche' da una lingua sorprendente, vivacissima, esilarante, e da un ritmo indiavolato di fuga, in un crescendo senza fine, il romanzo e' un autentico capolavoro espressivo. L’oralita' trasgressiva e dirompente di Saro-Wiwa si tinge di drammaticita' e si impasta di dolore nel corso delle prove cui e' sottoposto Sozaboy, ma mantiene sempre un registro di inarrestabile comicita', di vitalita' dalle risorse infinite, dando al protagonista un volto di antieroe del nostro tempo.

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