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In viaggio la mente vaga ...

Suggestioni di Pace tra le Onde del Mare ...

Nell'attesa della stazione immerso nei flutti ...
29 ottobre 2004

Oggi stavo tornando in treno da Pescara. Come tanti altri giorni da Francavilla a Torino di Sangro ho potuto ammirare lo stupendo spettacolo del mare. E' lo stesso mare che vedo da più di un anno, da quando ogni giorno percorro lo stesso tragitto. O forse no?

No, non è lo stesso mare. Perché le sue onde, il suo colore blu che sfuma all'orizzonte incontrando il Cielo, ogni volta mi porta nuove sensazioni, nuove emozioni. Un anno fa annegai nel mare il dolore che attraversa queste pagine. E nei mesi successivi fu il compagno della mia vita. Perdendomi nei suoi flutti condivisi gioie e speranze, delusioni e sconfitte del mio limbo.

Pochi giorni fa Vita, il settimanale del volontariato italiano, ha compiuto 10 anni. E li ha voluti ripercorrere in un numero speciale. Quanto è cambiato il mondo in questa decade!! Potremo quasi parlare di un secondo "secolo breve". E questi 10 ultimi anni, nati con il massacro ruandese, sono cresciuti tra le sponde di questo stesso mare che io stasera guardo dal finestrino del treno. 10 anni fa tra le due sponde dell'Adriatico nasceva e maturava una generazione. Dalla sua Puglia don Tonino Bello accendeva "fuochi di Pace" per far scorgere la fiamma della speranza ai fratelli della Iugoslavia. Dagli stessi lidi Dino Frisullo, uomo in cerca di giustizia, partiva per il Kurdistan. Una generazione di ragazze e di ragazzi sui ponti della Bosnia martoriata, distrutta dalle bombe della guerra, cercava Pace e donava solidarietà. Tra questi Gabriele Maria Locatelli. Partito con i Beati costruttori di Pace Gabriele era uno dei tanti ragazzi che cercava di mettersi di traverso all'avanzare della macchina bellica. Nell'agosto 1993 vi lasciò la vita. Fu un colpo durissimo per tutti! Ma l'amore che aveva spinto Gabriele non morì con lui. Nonostante tutte le avversità crebbe e tanti altri ragazzi seguirono le sue orme. Quando nei mesi scorsi morirono, a poca distanza l'uno dall'altra, Rachel Corrie e Tom Hurndall, molti pensarono a Gabriele. Ci si ricordò delle tante accuse e veleni di allora. Con Tom e Rachel non ci furono. E' proprio passata un'epoca! Allora Repubblica si permetteva di urlare "Dove sono i pacifisti?" mentre Gabriele (a altri dopo di lui nelle terre jugoslave) moriva. Oggi il movimento per la Pace è sulle prime pagine di tutti i giornali.

Molto sopra la Puglia di Pace di don Tonino si affaccia sullo stesso mare il Veneto, naturale sbocco costiero delle Alpi orientali. E dal Trentino scese tanti anni fa un ragazzo esile. Si chiama Alexander, Alex per tutti quelli che l'amavano. Era una ragazzo all'apparenza come tanti. Ma aveva un cuore trabboccante di amore e assetato di giustizia. Alex Langer, di origine ebrea, era italo-tedesco. Aveva trovato nella sua regione, che tanto amava, un laboratorio di convivenza e di Pace. Quando scoppiò il dramma jugoslavo decise di giocarsi la vita per fermare la barbarie. Nonostante molti gli remassero contro, la sua voce si alzò per denunciare i massacri e costruire ponti tra le persone. Lui amava i ponti, li considerava metafora della convivenza pacifica tra i popoli. Attraversò tante volte il mare per tessere reti di solidarietà. Nel 1995 non riuscì ad andare avanti. Per l'ennesima volta non riuscì a fermare i bombardamenti. E nuovi innocenti morirono. E lui, tanto severo con se stesso quanto comprensivo con gli altri, rimase schiacciato dalla disperazione e dallo scoramento. Il 5 luglio si tolse la vita a Pian dei Giullari, vicino Firenze. Il viaggiatore leggero ci lasciò orfani. Perciò amo questo mare. Perché esso fu il primo grande ponte di Alex.

Non mi piace il chiasso e il fracasso dell'estate vacanziera. Preferisco assaporarlo in altri momenti, quando non c'è silenzio. Lasciandomi cullare dalle onde che si infrangono contro la scogliera. Ascoltando, nel silenzio dell'uomo, la musica della natura. Quella musica che ti giunge al cuore e parla. Parla con un linguaggio diverso e particolare. Non è facile da capire. Parla degli amori nati sulle sue rive. Di speranze infrante e di vita spezzate. Parla dell'odio di cui è stato testimone. Ma anche dei sogni affidati alle sue onde.

La Genesi ci racconta che quando Dio creò la Terra divise le acque in due gruppi. Le acque di sopra, o firmamento, e quelle di sotto, che appunto erano il mare. Ma a quanto pare la separazione non fu netta. Perché lì dove sfuma l'orizzonte, le acque di sotto incontrano le sorelle di sopra. E i due sposi si ritrovano. Diventando una cosa sola. Il Cielo prosegue il mare. Quel Cielo che unisce i popoli, quel Cielo i cui brillanti, le stelle, fanno sognare gli innamorati. Il Cielo di cui tutti siamo figli. Il Cielo nel quale ci si perde assorti.

Mentre io devo tornare come da un viaggio, perché la stazione si avvicina. Arrivederci caro amico. A presto

Tuo Alessio

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