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"Guerre Postmoderne - L'aiuto umanitario come tecnica politica di controllo" di Mark Duffield - Collana La biblioteca del Ponte -

Antologia curata da Claudio Bazzocchi
con una prefazione e un saggio inedito dell'autore
e la postfazione di Alberto Tarozzi
18 maggio 2004

Mark Duffield, uno dei massimi studiosi inglesi di relazioni internazionali, è professore di International Security presso il Dipartimento di Politica e Relazioni Internazionali dell'Università di Lancaster. Ha insegnato alle università di Leeds e Birmingham. Esperto di antropologia ed economia politica, è stato Country Representative di Oxfam in Sudan negli anni ottanta. I suoi studi recenti si incentrano soprattutto sulle emergenze umanitarie e sui problemi della ricostruzione sociale. In questo campo ha svolto compiti di consulenza e di ricerca per agenzie dell'ONU, donatori governativi e ONG.

Indice del volume:
Introduzione, di Claudio Bazzocchi, 7
Principali sigle e abbreviazioni, 24
Prefazione all'edizione italiana, 25
1. L'economia politica delle guerre interne, 29
La sopravvivenza politica in un'emergenza permanente, 29;
I limiti dell'analisi convenzionale, 30;
Verso un'economia politica delle emergenze complesse, 31;
Esempi di trasferimento di beni locali, 32;
Trasferimento locale di beni ed economia parallela, 35;
Un esempio di scambio parallelo regionale, 36;
L'internazionalizzazione del welfare pubblico, 37;
Le ONG e la pratica del subcontratto nell'assistenza umanitaria, 38;
Assistenza umanitaria e supporto dei forti, 40;
Aiuto umanitario e supporto dei deboli, 44;
Conclusione: la sfida della guerra interna, 46.
2. Conflitti postmoderni, 49
Percezioni che cambiano, 50;
La globalizzazione e lo Stato-Nazione, 52;
Neo-medievalismo, 54;
Inclusione regionale ed esclusione, 56;
Globalizzazione e tramonto dei progetti di modernizzazione alternativi, 58;
Patrimonialismo adattivo, 60;
La privatizzazione della protezione, 76;
Conflitti post-moderni, 84.
3. A pranzo con i killer, 87
Riformulare il problema, 87;
Il quadro interpretativo del pluralismo culturale, 90;
Operare nelle crisi irrisolte, 93;
Internalizzare il problema, 95;
La fase umanitaria in Bosnia, 99;
Conclusioni, 116.
4. Governare le zone periferiche del pianeta, 119
Privatizzazione e governance globale, 119;
La sicurizzazione dello sviluppo, 121;
La "governmental rationality" della privatizzazione, 124;
Governare a distanza, 126;
Analisi attuariale e del rischio, 128;
Governare le aree periferiche, 130;
Conclusioni, 133.
5. Aiuto e complicità, 135
Il problema dei rifugiati in Sudan, 136;
L'economia politica non liberale del Sudan, 138;
Dalla dipendenza all'autogestione liberale, 140;
Il potere della rappresentazione, 144;
La condizione di rifugiato come opportunità per lo sviluppo, 146;
Aiuto e sottomissione dei Dinka, 147;
Programmi basati sui diritti o responsabilità dell'assistenza?, 151.
6. La guerra come un'impresa di rete, 155
L'impresa di rete, 156;
Imitazione e adattamento ineguale, 157;
Un contesto problematico comune o il fallimento della modernità?, 159;
Il potere della rete, 160;
Conclusione: rottura del ciclo o nuova guerra fredda?, 166.
7. Sicurezza umana, 169
L'adozione dell'intermediazione privata, 169;
La bio-politica della sicurezza umana, 174;
Governare tramite un potere soft, 176; Il bio-potere e il nuovo
umanitarismo, 178;
Le complementarietà di potere duro e potere soft, 181;
Il nuovo dominio della sicurezza, 182;
Considerazioni finali, 186.
Note, 189
Postfazione. Le teorie dello sviluppo e Mark Duffield, di Alberto
Tarozzi, 199
Bibliografia, 207

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