CyberCultura

L'Europa sta diventando anti-MS?

Iacopo Risi

Microsoft è ancora sotto torchio a causa della sua politica monopolista, ma stavolta il "nemico" si è maggiormente concentrato nel Vecchio Continente.
Ted Schadler, principale analista di Forrester Research, ha spiegato che il motivo è da individuarsi nel fatto che la mentalità "soldi-a-tutti-i-costi" stia trovando maggior ostilità in Europa anzichè negli USA: "I nemici di Microsoft stanno crescendo nel Vecchio Continente. La software house di Redmond ha perso diversi alleati dopo aver istituito la Licensing 6 ed il suo dispendioso programma di aggiornamento. Molti contratti Microsoft destinati a scadere nel 2004 potrebbero non essere rinnovati".
Il quoziente di gradimento della politica Microsoft e la relativa condizione nel mercato europeo possono essere stati danneggiati anche da due fattori essenzialemnte culturali. In primo luogo sull'Europa si sta attualmente abbattendo il "ciclone" Open Source, che si sta proponendo a grande livello qualitativo su tutto il continente. Il principale analista dello Yankee Group, Laura DiDio, prevede un crescente interesse per questo movimento da parte delle istituzioni governative e della pubblica istruzione. Il secondo è da individuarsi nel crescente sentimento anti-USA, alimentato dallo scisma da parte della NATO e dalla guerra in Iraq: "L'anti-americanismo non risparmia le grandi corporazioni statunitensi e Microsoft è una delle vittime principali" ha spiegato la DiDio.
La software house di Redmond non dovrebbe prendere alla leggera la crisi nel Vecchio Continente, ha dichiarato Schadler, ma combatterla con lo stesso vigore della questione anti-trust negli USA.

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