CyberCultura

Dominare Internet per dominare il globo

In un documento del 2003 firmato dall'ex segretario di stato americano Rumsfeld i dettagli dell'approccio militare alle tecnologie digitali: i nuovi media come arma per trionfare nei conflitti bellici
5 aprile 2006
Tommaso Lombardi

Washington (USA) - Gli appassionati delle cosiddette teorie della cospirazione occulta hanno più volte accusato gli Stati Uniti di voler dominare l'intero pianeta attraverso l'uso di armi "stravaganti" o addirittura "aliene": dischi volanti, cannoni Tesla, scudi spaziali. La strategia degli Stati Uniti, stando alle rivelazioni contenute in un documento ufficiale proveniente dal National Security Archive, potrebbe avvalersi di tecnologie assai meno bizzarre - come ad esempio Internet e la telefonia cellulare.

Nel documento, firmato dall'ex segretario di stato Donald Rumsfeld e risalente al 2003, pare emergere un piano per rivoluzionare il concetto stesso di conflitto bellico, grazie all'ausilio di attacchi informatici, propaganda telematica iperinvasiva ed un ampio controllo delle comunicazioni digitali. Entro il 2009, il Dipartimento di Difesa di Washington DC ha in mente di ottenere una posizione dominante sulla scena telematica, in modo da poter "influenzare le grandi masse nazionali ed internazionali", si legge, "sfruttando ogni tipo di canale informativo digitale".

Affermazioni del genere sono particolarmente vaghe e potrebbero giustificare un'infinita quantità di scenari, presenti e futuri. Ad esempio, gli Stati Uniti potrebbero iniziare un vero e proprio assalto telematico, forse con l'uso di attacchi DoS rivolti a tutti i sistemi informatici che ospitano servizi utilizzati da terroristi o paesi nemici. Rumsfeld prevede un uso estensivo di tattiche d'assalto psicologico, perpetrate via Internet, per "disseminare informazioni fuorvianti con l'aiuto delle moderne tecnologie" così da creare "confusione e caos".

Neil Mackay, inviato del quotidiano scozzese Sunday Herald, ha formulato un insieme di interessanti considerazioni basate su quanto affermato da Rumsfeld. "Nel futuro", dice il giornalista, "il controllo delle telecomunicazioni avrà un peso determinante per le sorti di qualsiasi conflitto". Mackay, forse ignaro del fatto che la propaganda di guerra è antica quanto la storia dell'umanità, paventa addirittura uno scenario apocalittico: "Gli USA, ad esempio, potrebbero impadronirsi del campo elettromagnetico terrestre (sic) e riuscire a bloccare o modificare ogni servizio di telefonia mobile".

Tralasciando allarmismi e giudizi avventati, l'intera vicenda getta ulteriore luce su una realtà tanto dibattuta quanto per certi versi angosciante: il fatto che Internet, così come tutte le moderne tecnologie di comunicazione, costituisca una risorsa strategica non indifferente, al punto da poter essere impiegata per determinare le sorti di un conflitto.

Di cyberwarfare si parla peraltro ormai da anni. Proprio negli Stati Uniti sono emerse più volte accesissime polemiche sui possibili scenari di cyberwar, in grado di coinvolgere potenze straniere come Russia, Iran e Cina. Visto Echelon, visto il livello di sofisticazione raggiunto dall'intelligence americana nell'intercettazione delle comunicazioni, e avendo a disposizione un numero di satelliti militari superiore per numero al totale di quelli di tutti gli altri paesi, difficile sorprendersi ora se gli Stati Uniti fanno sapere, magari per mezzo di un documento del 2003, che la guerra digitale è una via percorribile.

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