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Favorevoli tutte le condizioni, a partire dai prezzi: c’è un rapporto da 1 a 10 tra gli "open source" e quelli ad architettura chiusa

Sistemi aperti, è l’anno della rivoluzione

29 marzo 2004 - Stefano Carli
Fonte: Affari&Finanza di Repubblica

«Ci sono tutte le condizioni per essere all’inizio di una di quelle rivoluzioni che ogni 1015 anni travolgono il mondo delle tecnologie. Rivoluzioni che avvengono quando una innovazione ha già passato il suo periodo di stabilizzazione, non è stata ancora superata e, anzi, gli sviluppi portano consistenti miglioramenti di prezzo. E quando questi prezzi arrivano ad essere un decimo di quelli dei prodotti della "cultura" tecnologica precedente, allora si è pronti a partire. E adesso, infatti, i prodotti "open source" basati sulla tecnologia Java sono in un rapporto di prezzo da 1 a 10 rispetto a quelli ad architettura chiusa». Franco Roman, direttore Marketing e Partner Sales di Sun Microsystems Italia, è convinto che questo sarà l’anno dell’open source, dei sistemi aperti. E non a caso ad Open Source e Open Standard è dedicata l’edizione di quest’anno, la nona, della Java Conference, che si terrà a Milano il prossimo 8 giugno. Java Conference è l’appuntamento annuale che fa incontrare, una volta all’anno anche fisicamente, i 3 mila sviluppatori italiani dei sistemi Java. Java è la tecnologia messa a punto a metà anni Novanta dalla Sun, uno dei giganti mondiali degli ambienti operativi per sistemi. In sintesi, quello che Sun realizza sono architetture: sistemi complessi di hardware e software in grado di far funzionare applicativi di grandi capacità, sia nel senso di potenza di calcolo che in quello di quantità di dati e operazioni da gestire. Quanto a Java, invece, è uno standard di costruzione di applicativi ed è la base che permette a programmi e sistemi di dialogare automaticamente tra di loro senza bisogno di adattamenti, configurazioni e "traduzioni". Tipicamente sono i linguaggi Java a far sì che uno stesso gioco possa funzionare automaticamente su un pc o su un telefonino o magari su un Pda senza interventi da parte degli utenti o di altri.
Ma prima ancora di Java, sin da quando è nata, negli anni Ottanta, Sun ha scelto la strategia dei sistemi aperti e ha infatti messo in rete, negli ultimi anni, milioni di linee di codici. La tecnologia Java è forse uno dei frutti meglio riusciti di questa strategia. Lo sviluppo e il contributo dato alla messa a punto della tecnologia, al superamento dei difetti, all’individuazione dei "bachi", al miglioramento delle performance da migliaia e migliaia di persone sparse in giro per il mondo e attraverso la rete, ne ha fatto un prodotto affidabile e sicuro, visto che gira attualmente in un miliardo e mezzo di installazioni, e che il numero continua a crescere ad un tasso a doppia cifra. «Se Java non fosse una open source non sarebbe così diffusa conferma Roman E la sicurezza è in funzione della minor presenza dei bachi, che sono le porte attraverso cui passa una gran parte di virus. E quanto più un sistema è controllato, tanti meno bachi ci sono e tanto più è sicuro».
Il salto di qualità che i sistemi open source stanno realizzando proprio in questo periodo è testimoniato anche dalla crescente presenza di questi prodotti al di fuori del tradizionale mondo dei grandi sistemi in cui l’open source è nata e, soprattutto, si è sviluppata. Lo sbarco nel mondo dei prodotti per piccole aziende, soho e perfino per i privati è proprio il segnale di un cambio di marcia. Ed è infatti proprio qui che diventa maggiormente visibile la differenza di prezzo rispetto ai prodotti «chiusi» per eccellenza, come sono quelli della famiglia Microsoft. L’anno scorso è stato infatti lanciato Star Office, la risposta open source ad Ms Office, e quest’anno, con l’arrivo di Sun Java Desktop, la concorrenza arriva direttamente al sistema operativo, a Windows. I sistemi sono open source, ma il prodotti sono Sun. «Il nostro ruolo è quello di creare il "pacchetto" con le varie applicazioni spiega ancora Roman di integrarle eliminando le poche possibili sovrapposizioni, tipo uno stesso tasto funzione che svolge ruoli diversi su diverse applicazioni, o la possibilità di fare il copia e incolla" tra applicazioni diverse. Poi ovviamente curiamo la commercializzazione, la diffusione degli aggiornamenti e l’assistenza tecnica. Ma sono i costi di sviluppo a fare la differenza e a far sì che il prezzo sia un decimo di quello della concorrenza. Il Sun Java Desktop ha infatti un prezzo sui 90 euro e Star Office costa 80 euro».

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