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Delibera commissione d’inchiesta

Eran giovani e forti, ma sono morti

Abbiamo il verdetto della commissione d’inchiesta sull'uranio impoverito: occorre una commissione scientifica a livello europeo
1 marzo 2006 - Nadia Redoglia

"A questa commissione d’inchiesta è stato chiesto di approfondire le patologie riscontrate nei militari impegnati nei teatri di guerra. Patologie che hanno causato l’insorgenza di neoplasie, provocando parecchi decessi e a tutt’oggi molti sono i militari affetti da tali patologie. Allo stato dei fatti parecchi militari ed ex militari ne sono stati colpiti. I nostri limiti temporali non hanno potuto entrare nel merito scientifico. Ciò nonostante i limiti non ci hanno impedito di riscontrare che esiste un inquinamento bellico. Alcuni metalli nocivi, assunti sotto forma di aerosol, indubbiamente scatenano un comportamento anomalo, assai pericoloso e provocano forme neoplastiche. Così come sostenuto dagli studi della dott.Gatti e da scienziati in merito. Noi, come commissione d’inchiesta abbiamo appurato un vuoto scientifico in tal senso. L’uranio impoverito non è stato riscontrato come autore, come killer, secondo i dati raccolti, ma non possiamo escludere, vista la sua componente e il suo aspetto altamente piroforico, che anch’esso faccia parte di questo inquinamento da nanoparticelle, protagonista sui campi bellici. Per questa ragione, trattandosi di una materia che deve essere ampliata oltre che a livello europeo, a livello planetario viene deliberato di approfondire il tema a livello d’inchieste, sinergicamente unite a più approfonditi studi scientifici, a commissioni europee”. Queste sono le parole che abbiamo ascoltato dal presidente di Commissione On. Franco, oggi 1 marzo 2006 alle ore 12.15.
I commenti li ascolteremo. Solo su un punto è importante soffermarci. Questa Commissione, per la prima volta dopo anni e anni di bugie, di farse, di verità sottaciute, di ingiustizie offensive, ha tentato almeno di dare un senso.

CRONACA DI UNA GIORNATA DI SPERANZA

Una splendida giornata di sole accoglie davanti a Palazzo Chigi la manifestazione indetta dall’Osservatorio Militare. Lo scopo è ottenere una risposta dal presidente Berlusconi, prima che termini il suo mandato. Decine di militari ammalati, decine di madri e padri succeduti ai loro figli, morti per la pace, stanno aspettando la sua risposta, ma anche quella della commissione d’inchiesta partita nell'autunno del 2004. Dell’uranio impoverito si sono scritte migliaia di pagine, sono stati depositati documenti attestanti studi approfonditi condotti da autorevoli scienziati, tra biologi, oncologi, ingegneri addetti alla radioprotezione. La commissione ha escusso almeno 20 rappresentanti del mondo scientifico. Ha sentito le vittime sopravvissute, le madri e le vedove dei militari morti.

Il maresciallo Leggiero si prodiga per parlare alle tv presenti, alla stampa in generale, intervenuta copiosa. Rita Borsellino mi ha chiamata e ancora una volta mi ha chiesto di portare il suo abbraccio, la sua solidarietà ai genitori dei soldati morti e ai soldati ammalati. Sulla piazza ce n’è qualcuno che oggi ha interrotto la chemioterapia per essere qui. Ha chiesto un permesso al suo oncologo. Voleva esserci. Il suo viso è pallido, mi dice che la malattia non regredisce…
Sulla piazza c’è anche la senatrice Tana De Zulueta, ascolta la madri, parla con i malati. Si fermerà con loro fino a che la delegazione non sarà ascoltata. Lei insieme con i suoi colleghi Malabarba, Forcieri, hanno preso molto a cuore la tristissima pagina di storia. Hanno lavorato insieme al Presidente di Commissione Franco, nel tentativo di riuscire quanto meno a non fare di questa commissione una “farsa” come le precedenti. Impareremo più tardi, intervistando l’on. Franco, che oggi non sarà espresso il parere, in ultimo è arrivata altra documentazione. Una sorta di “emendamenti” che hanno bloccato la delibera. Tutto rinviato al giorno dopo dunque. Se non altro la volontà di capire c’è. Il sen. Pascarella (DS), membro di commissione, ci anticipa che questo tema è troppo delicato, troppo complesso. Non è possibile entrarci più di tanto nel merito, occorre più tempo. Una cosa è però certa. A questi soldati deve essere riconosciuta la causa di servizio, e non già per patologie derivanti da stress psico-fisici, come motivazione di ripiego. La causa di servizio sia per gli ammalati in vita, sia per i morti, deve essere concessa per patologia derivante da contatto con i metalli pesanti. Siano essi da uranio impoverito, siano da altro materiale bellico. La finanziaria ha stanziato dei fondi di indennizzo e si attendono i decreti di attuazione per stabilire i come, quando e in che modo verranno dunque concessi.
Leggiero questo vuole sapere appunto dal Presidente del Consiglio. Lo osserviamo entrare e uscire parecchie volte dall’androne. Aspettiamo di sapere se verrà accolto e da chi. Finalmente in tarda mattinata il direttore generale alla presidenza del consiglio, dott. Gorelli, capo di gabinetto dell’on. Letta li riceve.
Intervisto Leggiero. Gli chiedo cosa è stato detto. Noi giornalisti non siamo stati ricevuti. Risponde “ci sarà un intervento presso l’Ufficio legislativo del Ministero della Difesa per far si che i decreti attuativi abbiano un’accelerata e stabiliscano le modalità di risarcimento. Questa è già una gran cosa, quanto meno verranno coperti gli stati di indigenza, di emergenza, in cui versano questi nostri soldati e i loro familiari. Ci è stato anche chiesto un contributo, una collaborazione sulle misure da adottare per i nostri militari e suggerimenti per potere immediatamente dare risposte sull’utilizzo di altre misure precauzionali. Confido che promesse ed intenti si trasformeranno in fatti concreti”. Gli chiedo se ha avvertito la sensazione che l’accoglienza da parte del capo di gabinetto possa essere subordinata alla campagna elettorale. Leggiero “non c’è stato alcun tipo di valutazione socio politica, mi auguro che così non sia, mi vergognerei di essere in Italia. Non ho avuto questa sensazione, spero di no.” L’avv. A.F. Tartaglia, legale dell’Osservatorio, al quale chiediamo in cosa consisteranno gli indennizzi stabiliti dalla Finanziaria, ci risponde “si prevedono degli indennizzi superiori all’“equoindennizzo”, una forma di risarcimento prevista in precedenza alle nuove disposizione, le cui somme erano assolutamente risibili. Ove non venissero rispettati gli impegni assunti con la Finanziaria, chiederò la condanna dello Stato ai sensi della procedura prevista dalla legge 341 per fare annullare il silenzio rifiuto. Scaduti 90 gg da quando è avviato il procedimento si può agire avanti il giudice per ottenere l’annullamento del silenzio rifiuto e fare condannare l’amministrazione a provvedere. In ogni caso dunque gli impegni devono essere mantenuti. Da parte nostra vogliamo addivenire a un’intesa corretta e comunque non belligerante. Gli strumenti per addivenire a degli accordi in via principale ci sono per rendere giustizia a questa gente. Ove non verranno tenuti in considerazione abbiamo finalmente gli strumenti di diritto per farci valere.” L’on. Mauro Bulgarelli, deputato dei Verdi, si pronuncia sul termine “equoindennizzo” definendolo un termine che potrebbe essere tratto da un film dell’orrore o di Totò. Come si può definire equo un risarcimento di poche milioni di vecchie lire in cambio di vite umane? Sono anni che vengono utilizzate le armi all’uranio impoverito, sono anni che si parla del suo potenziale effetto cancerogeno. Come è possibile fare passare anni, vedere i nostri uomini che muoiono, che sono ammalati e fingere che nulla accada? Solo in Italia abbiamo contato 44 morti denunciati, ma quanti saranno quelli che non sono stati denunciati come affetti da sindrome dei Balcani? Sappiamo di 300 ammalati, sappiamo che ne stanno arrivando dall’Iraq e prima dall’Afghanistan. Sappiamo di centinaia di mogli dei militari che hanno abortito per feti malformati. Le nanopatologie ormai sono conclamate e io non ho dubbi sugli studi della dott. Gatti. Non possiamo più fingere. Non possiamo pensare che le scorie nucleari possano essere impiegate come sostanza bellica solo perché sono gratis e sono più pesanti del piombo. Il fatto che ci siano strumenti di morte già di per sé agghiaccianti, ma che oltre a questi quegli stessi strumenti oltre che dare morte a chi li riceve lo siano anche per coloro che li impiegano è un orrore.”
Mentre aspettiamo la delibera della commissione d’inchiesta chiediamo ancora a Leggiero cosa crede che ne verrà fuori. Leggiero risponde, malcelando stanchezza e speranza “La verità, almeno in parte, forse mascherata da opportunità, quella parte di verità che può far male, molto probabilmente sarà addolcita. La commissione questa volta ha lavorato. Sono abbastanza ottimista”.

Il sole di piazza Colonna era veramente clemente ieri. Roma ha smesso con la sua pioggia. La città sembra che abbia voluto dare una carezza. Una carezza a quelle madri che mostrano le foto dei loro figlioli, splendidi ragazzi pieni di vita, sorridenti e contenti: ragazzoni in salute come solo la giovane età può dare. Quei ragazzi non ci sono più. Pochi mesi dopo quelle foto, sono diventati cadaveri.
Nadia Redoglia

Note:

Domani, 2 marzo alle ore 7.40, Rainews 24 trasmetterà inchiesta di S.Ranucci sul caso uranio impoverito. Il servizio tratta le ultime scoperte sul famigerato impiego.

Vedi anche: Uranio impoverito, non solo quando esplode

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