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Libia: all’Italia il comando marittimo Nato per l’embargo delle armi

23 marzo 2011

Una guerra che ha dell'incredibile in tutte le sue sfaccettature, da quelle militari a quelle politiche. All'Italia, maggior fornitrice Europea di armi alla stessa Libia, è stato affidato il comando per l'embargo di armi.

Avrà dunque un ruolo di primo piano nella missione della Nato per il rispetto dell'embargo delle armi, con il comando della componente marittima della missione in Libia. Lo riferisce il colonnello Massimo Panizzi, portavoce del presidente del comitato militare della Nato, ammiraglio Giampaolo Di Paola.
L'Italia, il cui governo non solo ha deciso di autorizzare l'uso delle proprie basi ai membri della coalizione, ha messo a disposizioni aerei potenzialmente in grado di bombardare le postazioni militari, ma ha permesso di vendere elicotteri AW139 di AgustaWestland al Qatar. Il Qatar è ufficialmente un paese coinvolto in questa guerra contro la LIbia. Dopo aver venduto armi alla Libia oggi l'Italia vende armi ad un paese in guerra contro la Libia.
Gli elicotteri saranno impiegati per trasporto truppe, ricerca e soccorso, ma anche sorveglianza dei confini, supporto alle forze speciali e operazioni di polizia. In pratica saranno gestiti dal ministero della difesa e, in particolare, dall’aeronautica, ma poi verranno utilizzati anche per ruoli di sicurezza interna.
http://www.elicotteriweb.it/?p=192
http://www.agustawestland.com/news/qatar-armed-forces-order-three-ems-configured-aw139s

Il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, aveva confermato il 22 marzo 2011 la decisione della Nato di lanciare un'operazione per imporre l'embargo sulle armi contro la Libia.
"Ciò sarà fatto - ha specificato il segretario generale dell'Alleanza Atlantica - in stretto coordinamento con le organizzazioni regionali (riferimento a Ue, Unione africana e Lega Araba) e del trasporto navale commerciale. E daremo il benvenuto ai contributi allo sforzo comune da parte dei partner della Nato".

La NATO avrà inoltre un ruolo guida nella campagna aerea della Libia. Barack Obama ha concordato in telefonate separate con Sarkozy e David Cameron che il controllo politico sarebbe stato consegnato ad un corpo separato composto da membri della coalizione, compresi i paesi arabi come il Qatar e gli Emirati Arabi Uniti, che sono fuori della NATO. Gli aerei del Qatar stanno prendendo posizione vicino alla Libia per partecipare all'azione militare occidentale che ha portato alla creazione di una no-fly zone. Lo ha detto oggi il capo di Stato maggiore della Difesa Usa.

Negli Stati Uniti dilaga la polemica contro questa nuova avventura bellica. Il Rep. Denis Kucinich, un democratico liberale dell' Ohio, ha detto che il presidente Barack Obama avrebbe dovuto almeno consultare il Congresso prima di prendere una decisione, e che si spenderanno mezzo miliardo di dollari solo nella prima settimana senza che vi siano le risorse. La creazione della no-fly zone potrebbe richiedere una serie di attacchi coordinati e a seconda del numero di bersagli a terra, questa operazione potrebbe costare tra i 500 milioni di dollari e 1 miliardo.

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