Disarmo

RSS logo

Mailing-list Disarmo

< Altre opzioni e info >

Aiuta PeaceLink

Sostieni la telematica per la pace:

  • Donazione online con PayPal
  • C.C.P. 13403746 intestato ad Associazione PeaceLink, C.P. 2009, 74100 Taranto
  • Conto Corrente Bancario c/o Banca Popolare Etica, intestato ad Associazione PeaceLink - IBAN: IT65 A050 1804 0000 0001 1154 580
Motore di ricerca in

Lista Disarmo

...

    Humanitarian Impact of Nuclear Weapons

    Ecco il report sulla Conferenza di Oslo del marzo 2013, commissionato dal Ministero degli Esteri norvegese e redatto dall'International Law and Policy Institute (ILPI)
    4 gennaio 2014 - Roberto Del Bianco

    Hiroshima E' sempre di estrema attualità ciò che venne denunciato alla passata Conferenza di Oslo (4-5 marzo 2013) sull'impatto umanitario di un conflitto nucleare. Ed è di sicuro aiuto per la consultazione e l'approfondimento la stesura del report "Humanitarian Impact of Nuclear Weapons" commissionato dal Ministero degli Esteri norvegese incaricando l'International Law and Policy Institute (ILPI) per la sua pubblicazione.

    Una prima introduzione sottolinea come sia molto più a rischio l'umanità oggi rispetto agli anni della Guerra Fredda, nonostante la minore quantità di ordigni tuttora presenti ma con un numero molto maggiore di Stati detentori e quindi di potenziali protagonisti dell'olocausto atomico. E' quindi legittimo chiedersi quali possano essere le conseguenze per gli esseri umani, la società e l'ambiente, nel caso di un possibile conflitto; ed ecco allora quale sia stato lo scopo e l'importanza della Conferenza del marzo scorso.

    Già in passati articoli, redatti nei mesi a ridosso dell'evento di Oslo, abbiamo descritto gli scenari atroci del "Day After" (oltre che degli anni e decenni a venire). Qui vengono cronologicamente presentati ed efficacemente illustrati nelle pagine successive del documento, mentre i numerosi riquadri a corredo delle immagini portano ad approfondire l'impatto che numerosi eventi nella nostra "era atomica" (compresi i vari test nucleari) hanno portato sulle persone e sull'ambiente.

    E non si creda che tutto questo debba per forza iniziare con un'aggressione decisa da un "Nuclear State": dei conflitti scansati per un soffio, il report ne descrive qualcuno, tra cui quanto successe nel 1995 (quindi ben dopo la fine della Guerra Fredda e della dissoluzione dell'impero sovietico) quando - a causa dell'errata convinzione che il lancio dalla Norvegia di un razzo per ricerche scientifiche fosse l'inizio di un attacco - l'esercito russo venne attivato in stato di massima allerta, e per la prima volta nella storia venne aperta la "valigetta nucleare" russa.

    Nel documento, quindi, un monito ripetutamente espresso da più parti e che ha trovato eco in numerose iniziative e Risoluzioni (si veda ad esempio quanto descritto a riguardo del Piano quadriennale "Working towards the elimination of nuclear weapons" redatto dalla Croce Rossa Internazionale e dalla Mezzaluna Rossa). Ci auguriamo che l'eco di questa crescente preoccupazione investa non solo ONG e Società Civile ma anche e soprattutto chi del nostro pianeta detiene il governo e le sorti.

     

    Storie di conflitti sfiorati

    Con migliaia di armi nucleari in stato di allerta operativo, vi è un notevole margine di rischio di una detonazione accidentale, uso non autorizzato o interpretazioni errate, che potrebbero scatenare una rappresaglia nucleare.

    Infatti, ci sono numerosi casi di "conflitti sfiorati" nel passato e i seguenti esempi sono tra gli incidenti più spesso citati:

    - Il 28 ottobre 1962, l'Air Defense Command ( NORAD ) USA venne informato che un missile dotato di armi nucleari veniva lanciato da Cuba, in direzione di Tampa in Florida. La detonazione prevista non avvenne, ma solo tempo dopo venne rivelato che "un nastro di prova simulante un attacco da Cuba" aveva confuso gli ufficiali della sala di controllo.

    - Nel 1983, l'Unione Sovietica interpretò l'esercitazione "Able Archer" della NATO come una "astuzia bellica" per nascondere i preparativi per un vero e proprio primo attacco nucleare. In risposta, l'Unione Sovietica preparò le proprie forze nucleari per la rappresaglia.

    - Il 25 gennaio 1995, il lancio di un razzo con finalità di ricerca dall'isola di Andøya in Norvegia venne interpretato dalla Russia come un possibile attacco nucleare. Durante l'incidente le forze nucleari russe vennero messe in stato di massima allerta e la " valigetta nucleare" russa venne attivata per la prima volta nella storia.

    Allegati

    • International Law and Policy Institute
      Conference Report No 1 | July 2013 This report was commissioned and funded by the Norwegian Ministry of Foreign Affairs. For any corrections or clarifications, please contact info@ilpi.org.
    PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.5.8 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)