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#Antimilitarist.: Anonymous svela i segreti della Marina militare italiana

Ciò che emerge è un mondo nel quale le industrie dedite alla produzione criminale di armi sperperano risorse vitali nello sviluppo di progetti inconcludenti e fallimentari
11 marzo 2014 - Rossana De Simone

Monna Lisa con bazooka di Bansky

Vi ricordate quando il ministro della Difesa Giampaolo di Paola prevedeva la radiazione di una trentina di unità tra fregate, pattugliatori, corvette e cacciamine? L’allora sottosegretario alla Difesa Roberta Pinotti dichiaro “abbiamo bisogno di ammodernare la flotta, la settima e l'ottava Fremm sono una certezza, ma non si chiude qui: noi abbiamo la possibilità di lavorare con Fincantieri, eccellenza della difesa, e penso ci possa essere un progetto attraverso una legge di stabilità per produrre nuovi prodotti anche in chiave tecnologica e di ricerca”, e infatti si stanziarono per le due Fremm 749 milioni di euro del Ministero per lo sviluppo economico. Proprio nel dicembre scorso la seconda unità Virginio Fasan, in configurazione anti submarine warfare, è stata consegnata alla Marina Militare. L’ammiraglio De Giorgi, oggi in pensione, presentò un piano per realizzare nei prossimi anni 14 nuove navi, due da rifornimento e appoggio sottomarini e 12 grandi pattugliatori "dual use", con un costo di circa 6 miliardi nell’arco di 6/8 anni. Queste “eccellenze tecnologiche” armate con pezzi di artiglieria navale della Oto Melara, le cui munizioni di precisione sono state definite quelle che permetteranno ai cannoni navali di godere di una nuova epoca d’oro, sono state affondate da Anonymous #Italy ed #OperationGreenRights dando così l’avvio alla loro campagna internazionale antimilitarista.


Dal loro sito http://www.anon-news.blogspot.it/2014/03/anonymous-antimilitarist-antisec.html

“Aguzzini parassiti della Marina Militare italiana e delle industrie belliche nazionali:spionaggio industriale,incompetenza e clientelismo, le emails vi inchiodano!”
Con questa operazione ci prefiggiamo di aprire uno spiraglio di luce sul lucroso ed opaco mondo dell'industria bellica in Italia. I file riportati coinvolgono molte industrie tra cui OtoMelara, OSN, Fincantieri, Finmeccanica, Selex, Lacroix, Chemring oltre alla stessa marina militare italiana. Siamo stanchi di vedere il globo terreste suddiviso in stati presidiati da eserciti di macellai di uomini, gigantesche e costosissime macchine della morte. Ritenendo, dunque, assassini, e non eroi, i militari addestrati ad uccidere, e ritenendo anche che l'industria bellica sia corresponsabile delle efferatezze degli eserciti, chiediamo con forza che questi siano costretti a risarcire economicamente ogni vittima civile delle loro azioni mortifere (LINK #DeclarationChan). Quindi, consapevoli di tutto ciò, abbiamo deciso di sottoporre a continua intercettazione, per un periodo di un anno circa, l' utenza privata di un ammiraglio della marina militare italiana. La mole di dati è impressionante, perciò ci è stato possibile studiarne solo un piccola parte, quindi ci appelliamo a ogni essere umano perché scarichi tutti file e legga di persona. Il nostro fine è costringere gli apparati dello stato spesso opachi, inutili, violenti e parassitari alla trasparenza. Divulgando queste informazioni ci auguriamo di recare il massimo intralcio possibile al gerarchico e violento apparato della marina militare. Con questa azione riteniamo inoltre di fornire ad ognuno gli strumenti per esercitare un dissenso antimilitarista più efficace e consapevole.

Innanzitutto da questi dati è possibile comprendere l'ingente mole di risorse che lo stato destina alla marina militare ogni anno: Nei prossimi 2 anni il governo inizierà a devolvere ben 6 miliardi di euro. (vedi link all'allegato trafugato qui o qui ) [Completamento prime informazioni]

Si tratta di soldi che sono mal spesi in linea di principio perché destinati alla produzione di armi, ma ovviamente tale sperpero è tanto più intollerabile poiché distoglie denari preziosi dalle tasche dei moltissimi/e poveri che affollano questo paese. E' inoltre necessario constatare che, evidentemente, l'Italia da decenni non è sottoposta a nessuna minaccia militare, quindi tali stanziamenti nella marina da guerra sono assolutamente privi di utilità pratica.
Fatte queste doverose considerazioni preliminari passiamo ad esaminare le poche ma rilevanti e-mails che Anonymous ha potuto controllare direttamente. E' necessario specificare che tra i dati sottratti e direttamente controllati nell'ambito di questa operazione alcuni non riguardano la marina militare ma la Cyber Sicurezza e la difesa delle infrastrutture informatiche critiche. Si tratta di una piccolissima parte dell'archivio risultato della sopra citata attività di intercettazione.
Innanzitutto sveliamo l'identità di quello che nelle e-mails è chiamato amichevolmente il 'Mega Ammiraglio', il suo nome è Giuseppe ILACQUA Ammiraglio Ispettore (AN) riserva Laureato con 110/110 e lode in Ingegneria Elettronica, (“radar - ponti radio”) .
Negli anni 1977-1985, a Navalcostarmi 12^ Divisione - Capo della Sezione radar/IFF; in tale periodo, ha seguito lo sviluppo e la realizzazione, tra l'altro di radar aerei e navali.
Alla Direzione Informatica Telematica e Tecnologie Avanzate (TELEDIFE) è stato Capo del 1^ Reparto “Informatica e Telematica”, responsabile delle forniture dei sistemi e componenti informatici e telematici classificati e non classificati a livello sia interforze che di F.A (si veda direttamente curriculum qui )


(notare parte evidenziata in rosso nella e-mail)

La e-mail [Completamento prime informazioni] risale al 26/12/2013 quando la legge di stabilità che varava il su citato stanziamento da 6 miliardi di Euro era appena stata approvata ma doveva essere ancora definitivamente pubblicata nella "gazzetta ufficiale". E' evidente che Ilacqua condivide con Angelo Fusco capo della progettazione navi militari di FINCANTIERI, la preoccupazione circa la reale entità della somma.
Ilacqua fa notare che si tratta di mutui ventennali la cui reale entità è da calcolarsi "valutando gli interessi e lo spread per avere la cifra netta". Le e-mails che citeremo tra breve possono dare un'idea del modo in cui questi soldi pubblici, sottratti alle esigenze di milioni di persone sempre più sfruttate e impoverite vengono effettivamente spesi. Ciò che emerge è un mondo nel quale le industrie dedite alla produzione criminale di armi sperperano risorse vitali nello sviluppo di progetti inconcludenti e fallimentari.
Alcune e-mails parlano della chiara incapacità dell'industria italiana di produrre radar e armamenti funzionanti, inoltre altri documenti evidenziano che i produttori nazionali (pubblici) di armi non selezionano i propri progettisti in base al criterio del merito che le istituzioni tanto esaltano ma in base all'assai più utile amicizia della sig.ra Guarguaglini [FW: Due parole da vecchio radarista]
(Marina Grossi ex amministratore delegato della Selex Sistemi Integrati moglie di Pier Francesco Guarguaglini, ex presidente e amministratore delegato di Finmeccanica).

Riscontriamo una volta di più che lo stato che impone la parola d'ordine del merito e dell'efficienza a masse di individui costretti a vendere la loro opera per compensi sempre più irrisori, si fà beffa delle fatiche di costoro facendo valere nelle per altro dispendiosissime e dannose industrie belliche pubbliche la legge del clientelismo e della corruzione.

Altre e-mails trafugate accennano invece ai "disastri di credibilità e fornitura" dell'industria delle armi italiana. [R: File di interesse per corso]

Anonymous rivendica con forza il suo antimilitarismo quindi poco ci importa del buon nome dell'industria bellica italiana, anzi siamo soddisfatti che le navi da guerra in questione siano dei rottami inefficienti ciò ci fa sperare che in definitiva siano inefficaci nel portare morte ad altri esseri umani.
Nonostante ciò, quanto riportato mostra tutta la falsità dell'abbietto mito nazionalista delle indiscusse capacità tecnologiche delle "nostre" industrie militari, quelle che i mass media amano chiamare i "gioielli" dell'industria italiana.
In ultima analisi aziende come Finmeccanica, Selex,Orizzonte Sistemi Navali,OtoMelara e diverse altre, non sono assolutamente all'avanguardia tecnologica ma anzi sono cariche di ingegneri incompetenti e non aggiornati assunti con pratica clientelistica.

Molte e-mails riguardano il progetto FREMM cioè la costruzione di nuove navi fregata che dovrebbero essere tecnologicamente avanzate, frutto delle presunte competenze tecnologiche dell'"industria nazionale".
Per questo progetto, che coinvolge Orizzonte Sistemi Navali (OSN) s.p.a. controllata dallo stato, erano già stati stanziati nel 2009 800 milioni di euro pubblici, rifinanziato quest'anno con una cifra pari. Come dimostrano queste e-mails [(R: Esiti simposio radar nazionali) & ( Due notizie allarmanti)] il radar delle FREMM "quella fetenzia esagonale [...] che funziona pure malissimo" andrebbe sostituito. Cioè il radar di produzione italiana sulla FREMM, è assolutamente inefficiente. Due e-mails per più aspetti estremamente significative ribadiscono ed aggravano questa valutazione. Marcellino Corsi (Ufficiale Superiore presso Marina Militare Italiana) scrive all'ammiraglio Ilacqua, con evidente riferimento alle fregate FREMM che "Un aspetto che mi preoccupa molto, di cui al momento parlo solo io, a parte lei ovviamente, sono le interferenze elettromagnetiche di tutta quella foresta di apparati sul top side delle Navi ". Gli apparati di cui si parla nella e-mail sono chiaramente i radar delle su citate navi. Ilacqua infatti chiarisce ogni dubbio e rincara la dose: "E tu MMI (io sono fuori, per questo mi sono dimesso da OSN e vi vedo forse meglio) NON hai attualmente nulla da utilizzare subito e la FREMM è un accrocco di apparati italiani nuovi, strani, vecchi e francesi.". Evidentemente le "interferenze elettromagnetiche" sono dovute alla natura composita ed approssimativa dei radar e tutto ciò provoca la loro inefficienza. Un' ulteriore e-mail mette in evidenza che l'industria italiana produce sistemi radar (albero integrato) "pesantissimi " tanto da essere inadatti a molte navi infatti come scrive Ilacqua a Enzo della Mese (prof. presso Università di Pisa Dipartimento Ingegneria dell'informazione) " i lineamenti dimensionali delle nuove navi che il CSMM De Giorgi sogna[...]difficilmente reggerebbero alberi integrati pesantissimi ed ingombranti come quelli ipotizzabili con i prodotti SeS ed Elettronica;".
Lo ribadiamo: poco ci importa che gli strumenti di morte dei macellai di uomini della marina militare siano in realtà "fetenzie", ciò, anzi, li renderà meno capaci di nuocere ad altri esseri umani.

Quindi, signori potenti, gerarchi delle istituzioni, dell'industria e della comunicazione, il vostro immondo mito della validità dell'industria bellica nazionale oltre a risultare indegno perché legato all'onore ed alla violenza omicida dello stato, si palesa in tutta la sua ridicolezza: le vostre navi ospitano radar incapaci di individuare con esattezza eventuali minacce; si tratta di apparati di enormi dimensioni, mal progettati, pesanti e soggetti a grande dispersione elettromagnetica e a surriscaldamento, dovuto quest'ultimo alle ingenti quantità di energia consumata. Queste, come emerge dalle mail citate, sono i "prodotti tecnologici avanzati" che i "fiori all'occhiello" dell'industria nazionale sanno offrire a voi squadroni di assassini dei mari della MMI.
Siete davvero patetici.

E' necessario sottolineare che l' ammiraglio Ilacqua da poco in pensione risulta essere stato contemporaneamente o in rapida successione "informatore segreto" per la Marina Militare Italiana (MMI) [Radar bande varie], VirtualLabs, OtoMelara [Chaff - queste misteriose R: costi AMIS Razzi-DLS e Virtualabs].

Nell'ambito di questa rete di contatti l'ammiraglio dispensa calepini, cioè riassunti contenenti informazioni tecniche e documenti più o meno segreti (vedi immagini in fondo) e fa valere le sue conoscenze, garantendo opportuni contatti [(Nessun oggetto)] in cambio di oscuri compensi, i cosiddetti "piccoli doni" [R: Documentazione TGS]. Ilacqua sollecita "doni e cotillon" anche da parte di Marco Brogi capo del settore vendita e sviluppo dei munizionamenti navali per OTO (Oto Melara S.p.A.), a tal proposito si veda la mail trafugata [Re: E allora?]. Ciò evidentemente prova l'esistenza di un ulteriore compenso illecito richiesto dall'ammiraglio Ilacqua. In questo caso l'episodio assume contorni ancor più disgustosi poiché Ilacqua esige tale compenso illecito da un'azienda pubblica (Oto-Melara,è al 100% proprietà di Finmeccanica), quindi tale corruttela è stata possibile grazie a risorse dovute a tutti i/le contribuenti e sottratte, in prima istanza, ai bisogni essenziali di milioni di persone sempre più impoverite.

Lasciamo, tuttavia che sia lo stesso ammiraglio Ilacqua, con la prossima e-mail a definire meglio la sua attività, di "consulente segreto". Nella e-mail che segue Ilacqua rivela i suoi rapporti di "gossip industriale". Questo è un pesantissimo indizio del ruolo del su citato individuo nell'ambito dello spionaggio industriale. Tale indizio deve considerarsi ancora più rilevante poiché come riporta lo stesso passo della mail citata si legge che i rapporti dell'ammiraglio sono anche "personali", cioè a sostegno della sua attività di "gossip industriale" vi è una fitta rete di amicizie maturata in anni di attività, come confermato da un precedente estratto della stessa: "E' chiaro che in tutti questi lustri praticamente TUTTO il personale dell'industria della Difesa mi è noto" [R: Re: Due parole di chiarimento]


Altre e-mails riguardano la vendita di caccia-mine alla marina algerina, si tratta di navi prodotte dall'azienda controllata dallo stato Orizzonte Sistemi Navali (OSN).
Vi sono ancora altri documenti e allegati più o meno riservati che riguardano l'armamento di mortai e munizioni delle navi della marina militare italiana (missili Decoy etc.. etc...).
Riguardo a quest'ultimo argomento constatiamo che industrie nazionali come OTO, risultano di nuovo tutt'altro che all'avanguardia, producendo mezzi "scadenti e pesanti".

Da questo sommario sguardo a quella che è solo una piccola parte del materiale sottratto in questa operazione, emerge un mondo di industrie obsolete, spesso pubbliche, come la Orizzonte Sistemi Navali per cui ha lavorato fino al 2014 l'Ammiraglio Ilacqua oggi in pensione. Queste industrie, nelle quali il criterio di assunzione spesso è l'amicizia (della sig.ra Guarguaglini) non esitano a mettere in atto pratiche sleali di concorrenza, perciò cercano continue informazioni sui prodotti delle industrie concorrenti; in tal senso, il citato ammiraglio, è probabilmente tutt'ora consulente segreto per molte industrie belliche contemporaneamente ed è ricompensato per i suoi sforzi con non meglio precisati "piccoli doni" (compensi illeciti).
Non ci resta che ripetere con furente indignazione che lo stato, per mantenere questo nugolo di incompetenti guerrafondai aspiranti massacratori investirà nei prossimi due anni ben 6 miliardi di euro (destinati alla sola marina militare italiana ed industrie belliche connesse); una cifra enorme sottratta innanzitutto alle esigenze delle molte persone che si trovano ridotte in povertà.
Industrie belliche, pubbliche o private, il vostro fine, quello di produrre strumenti atti a sterminare gli esseri umani, è immondo, ma disgustosa è anche la combinazione di ignoranza, clientelismo e concorrenza sleale che caratterizza il vostro operato.
Siano maledetti gli eserciti, le guerre, gli stati, i confini e le gerarchie!

Come sopra accennato alcuni documenti riguardano invece la lotta al crimine informatico il cosiddetto "CyberCrime".
Si tratta di documenti per lo più pubblici, molte sono direttive della UE a riguardo, tuttavia uno tra questi merita forse di essere menzionato. Il documento è una mail (privata) inviata da Federico Sandrucci (C.Amm. (Aus) Consulente Amm.ne Difesa TELEDIFE-SE.PRO TE.C. S.A.S) all'ex ammiraglio Ilacqua il 12/07 nella quale il primo scrive che: "il sistema paese non è stato ancora in grado di individuare un sistema di vertice in grado di affrontare il problema Cyber Security, comprensivo anche" della protezione delle infrastrutture critiche informatiche [R: Infrastrutture critiche - Sicurezza e Difesa europea]. Di sicurezza informatica come mostra invece un altro

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