Il 6 giugno manifestazione nazionale davanti alla base USAF di Aviano
In un clima internazionale attraversato da conflitti, tensioni geopolitiche e da una crescente corsa al riarmo, proprio da Aviano, uno dei principali avamposti militari statunitensi in Europa, sarà lanciato un messaggio politico e umano contro la normalizzazione della guerra. «Non possiamo e non vogliamo restare a guardare», scrivono i promotori nell’appello diffuso in vista della manifestazione denunciando la corsa globale agli armamenti, i “rigurgiti nazionalisti” e il rischio sempre più concreto di un mondo dominato dalla logica della deterrenza e dello scontro permanente. «Ci opponiamo fermamente al supporto politico e militare fornito dal Governo italiano e dai Governi europei a Israele nel genocidio del popolo palestinese, così come alla guerra condotta da Israele e dagli Stati Uniti contro Iran e Libano. Il nostro pensiero e la nostra solidarietà vanno a tutte le vittime dei conflitti in corso nel mondo – dall'Ucraina al Sudan, dal Myanmar al Congo e all'Eritrea», aggiungono.
Sabato 6 giugno, ad Aviano sono attese centinaia di persone provenienti dal Nordest e da tutta Italia. L’appuntamento è fissato alle 15.00 in piazza Duomo. Un’ora più tardi partirà il corteo diretto verso la base militare statunitense. Davanti alle sue mura, con un’azione nonviolenta si leverà una pluralità di voci, per ribadire la condanna alle guerre, al riarmo, alle testate nucleari presenti nella base e per esprimere la volontà di costruire una società permeata dai valori di pace, libertà, uguaglianza, solidarietà e giustizia sociale espressi dalla Costituzione Italiana.
Sono in programma interventi di rappresentanti di ANPI Nazionale, CGIL Nazionale, Global Sumud Flotilla, Centro Balducci, Fondazione Di Vittorio, BDS Italia e di partiti politici.
La mobilitazione ad Aviano vuole essere anche una proposta, non soltanto una denuncia.
Nel loro appello, gli organizzatori chiedono al Governo e alle Istituzioni di «investire nelle politiche sociali e nelle misure urgentissime per affrontare i disastri ambientali e il cambiamento climatico, anziché nelle spese militari». Tra i temi centrali della manifestazione ci saranno anche i diritti civili, la tutela delle persone migranti, la critica ai decreti sicurezza e l’opposizione alle discriminazioni e ai nazionalismi.
L’iniziativa si svolgerà in maniera pacifica, nel rispetto delle norme di sicurezza e con l’intento dichiarato di favorire il dialogo.
Per aderire alla manifestazione: aviano26@anpiregionalefvg.it;
per info: antonella.lestani@gmail.com, michele-negro@libero.it.
I promotori della manifestazione invitano tutta la cittadinanza, le organizzazioni sociali e culturali, i sindacati, le comunità religiose, gli studenti e le istituzioni democratiche a partecipare. Perché oggi, più che mai, c’è bisogno di far sentire una voce collettiva capace di dire con chiarezza che la guerra non può essere considerata inevitabile e che la convivenza pacifica è possibile e indispensabile.
Articoli correlati
ANSA/EconomiaAssociazioni, a Taranto il 29 novembre manifestazione anti-Ilva
'No a salvataggio della fabbrica, sì a riconversione territorio'29 novembre 2025 - Redazione PeaceLink
Leopoli, manifestazione contro la corruzione
Gli organizzatori sono giovanissimi e usano i social per autoconvocarsi.31 luglio 2025 - Mauro Carlo Zanella
Basta riarmo, è il preludio ad una guerra.Il 21 giugno, una grande manifestazione a Roma contro il riarmo – anzi, forse due.
Dal 24 al 26 giugno 2025 si terrà a L’Aia il prossimo vertice NATO che punta sul rafforzamento bellico dell’Alleanza, mentre il 21 giugno, alla vigilia, si terranno due contromanifestazioni, una a L’Aia, sede del vertice, l’altra in solidarietà a Roma29 maggio 2025 - Patrick Boylan
Roma, 5 ottobre 2024L’azione violenta di pochi provocatori non può rovinare il successo di una manifestazione pacifica
Sabato 5 ottobre si è tenuta a Roma una manifestazione grande e pacifica (perché tale è stato fino all’ultimo il comportamento dei manifestanti o della quasi totalità di essi) per denunciare le complicità italiane con il genocidio in corso a Gaza.6 ottobre 2024 - Mauro Carlo Zanella

sociale.network