La Spezia, la militarizzazione del golfo e gli affari di Elbit Systems

La dimensione subacquea viene giudicata strategica per la sicurezza nazionale: dalla protezione e esplorazione di infrastrutture critiche sottomarine, al mercato dei droni marini militari e ai sottomarini, si è costruito un nuovo campo per un confronto armato
21 aprile 2026

Parte dell'arsenale e capannoni dismessi

Oggi difendere la storia di La Spezia e il suo golfo, che va da Porto Venere-Lerici-San Terenzo sino a poco distante dal mare Luni-Sarzana, significa stare dalla parte del Golfo dei poeti contro il Golfo armato, dipinto espressione dell’arte futurista fascista.

Nel testo “Aree militari ed inquinamento, è l’ora delle bonifiche” si sostiene non solo l’immobilismo come nel caso delle bonifiche di intere aree (l’area tra Marolo e Cadimare dove la marina militare per anni ha discaricato, sicuramente non a norma delle leggi che disciplinano il trattamento dei rifiuti, centinaia di migliaia di tonnellate di materiale vario tra cui furono trovati anche dei componenti radioattivi), ma anche la mancanza di trasparenza.

Fra i comitati che si sono attivati per la smilitarizzazione e riconversione di aree militari, vi è l’associazione “Murativivi” di Marola, da anni impegnata a difendere i diritti delle comunità locali contro la Marina Militare. Sotto accusa è l’installazione di una barriera permanente antintrusione nella darsena Duca degli Abruzzi. Struttura che rientra nel progetto “Basi Blu”, in ottemperanza dell'adeguamento agli standard NATO delle infrastrutture marittime in capo alla Marina militare.

Riconvertiamo SeaFuture è una protesta contro un salone militare navale dedicato alle tecnologie e al commercio bellico internazionale che si celebra nell’Arsenale Marittimo di La Spezia.

Tuttavia le manifestazioni non riguardano solo la militarizzazione del territorio e la produzione bellica, ma anche la complicità di aziende e governo italiano nel genocidio del popolo palestinese.

In particolare, nel centro di addestramento aeromarittimo della Marina Militare situato alla Stazione Elicotteri di Maristaeli Luni-Sarzana, è operativo il simulatore dell’israeliana Elbit Systems dedicato all’addestramento della linea di volo NH90 versione navale e terrestre.

Per questi motivi il comitato per l'ordine pubblico e la sicurezza ha stabilito un rafforzamento della vigilanza sull'arsenale e la base della marina militare, i siti produttivi di Leonardo, Fincantieri, MBDA e il centro di simulazione per l'addestramento di Luni.

SITI DI INTERESSE MILITARE

Stabilimento MBDA di La Spezia e sito di Aulla posto all’interno del comprensorio del Centro Interforze Munizionamento Avanzato (CIMA) della Marina Militare.

(Airbus (37,5%), BAE Systems (37,5%) e Leonardo (25%)

La sede ligure sviluppa prodotti del settore anti-nave e integrazione pirica.

Oltre al missile Marte, realizza il sistema missilistico Teseo MK2/E Evolved sviluppato in collaborazione con la Marina Militare. Il sistema serve a equipaggiare pattugliatori e nuovi cacciatorpedinieri da oltre 14mila tonnellate.

Presso il Centro Interforze di Munizionamento Avanzato di Aulla integrata la carica esplosiva dei missili Aster (integrazione pirica) gestita da specialisti che lavorano nel sito di via Valdilocchi.

Nel 2025 il Guardian ha denunciato la vendita a Israele di componenti chiave per le bombe GBU-39 prodotte da Boeing, a Israele. Le GBU-39 sarebbero state usate in attacchi che hanno causato la morte di civili. Lo stabilimento coinvolto è quello statunitense di MBDA: MBDA opera negli Stati Uniti tramite MBDA Incorporated, in virtù di uno speciale accordo di sicurezza con il Dipartimento della Difesa statunitense.

FINCANTIERI (azionariato; 64,24% Cassa Deposito e Prestiti Equity S.p.A. -MEF)

A Muggiano arrivano le lamiere di acciaio che vengono tagliate, saldate e assemblate per diventare unità navali militari. In particolare vengono installati i cannoni navali, i sistemi missilistici e tutta l’elettronica radar e di comunicazione. Nel 2024 è stata ultimata la nave portaelicotteri Trieste, la più grande mai costruita in Italia per la Marina dal Dopoguerra a oggi, in grado di ospitare anche gli F-35 a decollo verticale. Lavora ai nuovi sottomarini U212NFS per la Marina Militare e alle Fremm Evo insieme alla Francia. Nel 2025 nelle acque antistanti il Centro di Supporto e Sperimentazione Navale (CSSN) della MM di La Spezia ha provato DEEP (Dynamic Echosystem for Enhanced Performance), una nuova soluzione per la protezione, il monitoraggio e la manutenzione delle infrastrutture critiche sottomarine. Attraverso algoritmi di elaborazione, triangolazione e fusione dati, l’EWS (rete di sensori subacquei per l’allarme preventivo) può identificare potenziali minacce e inviare allarmi alla piattaforma del Centro di Comando e Controllo (UMS), funzionando come un moderno sistema di difesa elettronica subacquea. Infine droni subacquei autonomi (AUV) della famiglia X-300 sviluppati da GraalTech (azienda con la quale Fincantieri ha sottoscritto un accordo di cooperazione) possono condurre missioni a diversi livelli di autonomia.

Nel piano industriale 2026-2030 si fa riferimento alla necessità di incrementare la produzione e

ridurre l’attesa nei tempi di costruzione. Allo scopo, Fincantieri decide di utilizzare aree dell’Arsenale di La Spezia per la produzione di sottomarini.

Il ministro Crosetto ha parlato a più riprese di un piano per l’Arsenale 5.0 da un miliardo di euro che coinvolga soggetti privati – Fincantieri e Leonardo in primis – e apra la struttura anche ad altri soggetti oltre la Marina Militare. “Un volano di cultura e di tecnologia” ha detto il ministro, i cui contorni rimangono però ancora da illustrare. Per non parlare del profilo finanziario.

Siamo in presenza di una economia di guerra le cui conseguenze si riversano anche sull’ambiente.

ARSENALE e Basi Blu

Il destino dell’Arsenale è stato messo in relazione con il progetto ‘Basi Blu’ provocando un forte dibattito nella città di La Spezia. Il Centro Studi di Geopolitica e Strategia Marittima chiarisce la necessità di rafforzare le capacità di supporto logistico delle basi navali, in termini di infrastrutture per l'ormeggio delle unità navali e dei servizi di base. Infatti sottolinea come “il mare rappresenta l'arteria principale per i trasporti globali, ospita infrastrutture critiche sottomarine (cavidotti per le comunicazioni, gasdotti, oleodotti) sempre più nevralgiche, ed è un fornitore essenziale di risorse biologiche, minerarie ed energetiche, la cui gestione sostenibile è fondamentale”. Il programma di riqualificazione della base spezzina è già stato avviato ed è un passo in avanti per adeguarla agli standard Nato. Con gli investimenti previsti, 671 milioni di euro, e dalle notizie fatte passare dalla Marima Militare, la base potrebbe ospitare una portaerei (Cavour) o nave d’assalto anfibia (Trieste), una nave di supporto logistico (Vulcano o Atlante), due cacciatorpediniere (Duilio e quelle di futura progettazione) e fino a dieci fregate o Pattugliatori Polivalenti d’Altura (PPA). Secondo i quotidiani La Nazione e il Secolo d’Italia, il ministro Crosetto ha dichiarato che vi sarebbero navi cacciamine pronte a partire verso lo stretto di Hormuz.

Polo Nazionale della dimensione Subacquea (PNS)

​Il Polo Nazionale della dimensione Subacquea nasce a la Spezia nel 2023 con l’obiettivo di sviluppare tecnologie e capacità subacquee nazionali in ambito civile, industriale, scientifico e militare. Per la NATO e per l’Italia in particolare, per la sua posizione nel Mediterraneo, la dimensione subacquea viene giudicata strategica per la sicurezza nazionale: dalla protezione e esplorazione di infrastrutture critiche sottomarine, al mercato dei droni marini militari e ai sottomarini, si è costruito un nuovo campo per un confronto armato.

Con una spesa di oltre 180 milioni di euro in dieci anni e il coinvolgimento di 20 grandi, piccole e medie imprese, Università e Centri di ricerca, per la presidente della Fondazione Roberta Pinotti il ritorno della guerra può divenire per La Spezia una occasione da cogliere “per diventare uno dei centri più innovativi di ricerca e produzione per lo sviluppo delle tecnologie duali nell’underwater, oltre che per la sicurezza nazionale, europea e della Nato”.

Oleodotto POL NATO Nord Italia

Il NATO-POL, Petroleum Oil Lubrificant, è un sistema completo di terminal marini, depositi di stoccaggio sotterranei e gruppi di pompaggio: una rete di oleodotti le cui condutture corrono per oltre 11.000 chilometri, dal mare fino al cuore dell’Europa. Esso attraversa 6 Regioni, 17 Province e 136 Comuni italiani. Il sistema POL è una infrastruttura NATO: la frazione italiana della rete - denominata North Italian Pipeline System (NIPS) - raggiunge le basi NATO di Ghedi (Brescia), Aviano (Pordenone), Rivolto (Udine) e Cervia (Ravenna), nonché altre infrastrutture utilizzate esclusivamente dall’Aeronautica Militare Italiana. Nella primavera 2026 inizieranno i lavori per il nuovo molo carburanti della Nato nel golfo della La Spezia. Nel 2025 il 2° Reparto Genio dell’Aeronautica Militare ha affidato l’aggiornamento del Sea Terminal La Spezia alla ditta Acquatecno S.r.l. La gestione e manutenzione sistema di oleodotti POL NATO Nord Italia è stata affidata alla società IG Operation and Maintenance S.p.A.

Entro la primavera dovrebbero partire i lavori per il nuovo molo carburanti della Nato nell’area di Ruffino, nei pressi di punta San Bartolomeo, nel golfo della La Spezia. L’opera, dal valore di 38 milioni di euro, ha ottenuto tutti i via libera necessari e darà avvio a un cantiere destinato a concludersi entro il 2030. Il progetto, promosso dall’Aeronautica Militare e sviluppato da Aquatecno, prevede la realizzazione di un nuovo pontile sostenuto da 143 pali in acciaio infissi fino a 45 metri di profondità. La struttura avrà uno sviluppo lineare di circa 550 metri, con piano di calpestio a 5 metri sopra il livello del mare e due accosti in testata per navi cisterna fino a 80.000 tonnellate di stazza lorda, dotati di sistemi di carico e scarico degli idrocarburi. L’infrastruttura sostituirà le condotte sottomarine esistenti, ormai datate.

Dal punto di vista paesaggistico e funzionale, il progetto ridisegnerà il ramo di levante del golfo: oltre al pontile principale, sono previste una piattaforma operativa di circa 800 m², una secondaria per gli impianti antincendio e un impalcato sopraelevato per gli apparati.

Leonardo ( 30,2% circa del capitale in mano Ministero dell'Economia e delle Finanze)

Presso la Spezia vi è la Divisione elettronica dove si producono torri di piccolo, medio e grande calibro terrestri, cannoni navali di medio e grande calibro, munizionamento guidato, lanciatori per missili. Nel sito vi è un centro di addestramento che utilizza le tecnologie di realtà virtuale, insieme all’intelligenza artificiale, utilizzate per le attività di manutenzione predittiva.

Il riarmo ha permesso di avviare una inversione rispetto a qualche anno fa, quando si prospettava la vendita del rampo d’azienda Melara grazie alla joint venture con Rheinmetall Military Vehicles.

Per il nuovo carro armato Rheinmetall si occuperà della parte pesante, del motore, della trasmissione e dei cingoli, Leonardo, invece, sarà responsabile dell'elettronica e delle torrette, con una forte condivisione del 50% e 50% sulla parte armamento.

Inoltre Leonardo ha acquisito Iveco Defence Vehicles con cui aveva già una sinergia attraverso un consorzio paritetico.

Centro di simulazione per l’addestramento presso la base navale di Maristaeli Luni

La azienda israeliana Elbit Systems, leader del complesso militare-industriale di Israele, è stata scelta per allestire nel centro di formazione e addestramento piloti un simulatore di volo per elicotteri NH90 di Leonardo. Il rapporto fra Leonardo e Elbit Sistems è di lunga data.

Nel 2019 è stato siglato un accordo di acquisizione reciproca di equipaggiamenti che prevede il procurement incrociato da parte di entrambi i soggetti: l’Italia con Leonardo vende 12 elicotteri per l’addestramento AW119Kx e due simulatori per la Scuola di Volo dell’Aeronautica Militare Israeliana, mentre acquista lanciatori e missili Spike dal gruppo Rafael e simulatori avanzati per una serie di modelli di elicotteri in servizio con le Forze Armate italiane, da una partnership tra Leonardo ed Elbit Systems. Gli elicotteri in questione sono impiegati per l’addestramento, ma possono essere utilizzati anche per missioni di sorveglianza, supporto tattico, ricerca e soccorso (SAR). In sostanza rafforzano le capacità operative delle forze armate israeliane in scenari di conflitto asimmetrico. Nel 2024 la forza aerea israeliana annuncia l’avvio dell’addestramento dei piloti degli elicotteri Ofer (AW119Kx) con simulatore della Elbit Systems.

Nel Decreto del 1 febbraio 2024, riferito alla realizzazione del Centro di simulazione per addestramento sintetico al volo multi piattaforma per NH-90 terrestre per l’EI ed HH-101 per l’AM, c’è un richiamo al “Contratto 942 di Rep. dell’8.09.2020” in cui si formalizza un Raggruppamento Temporaneo di Imprese costituito tra Leonardo S.p.a., Elbit Systems Ltd ed Elbit Aerospace Italy S.r.l. per la realizzazione del Rotary Wing Mission Training Center (RWMTC).

Il 10 dicembre 2024 il Ministero della Difesa autorizza la realizzazione del centro MM a Luni Sarzana garantendo però la completa interoperabilità con il Centro RWMTC di Viterbo.

Nel 2020 Elibt annuncia la vendita ad un paese europeo di un Rotary-Wing Mission Training Center (Rotary-Wing MTC) per un centro composto da un totale di quattro “cabine”, due per ogni modello di elicottero (NH90 ed EH101), che si muovono tramite un sistema di rotaie in una delle postazioni operative. Il contratto, dal valore di 96 milioni di euro, è spalmato su nove anni rinnovabili con l’opzione per l’estensione di dieci anni.

La Stazione Elicotteri Marina Militare di Luni è una delle tre basi delle Forze Aeree della Marina Militare, insieme a Grottaglie e Catania, in cui operano due gruppi volo operativi (1° Gruppo Elicotteri e 5°Gruppo Elicotteri) ed è sede di tre centri: Centro Addestramento Ammaraggio Forzato, Centro Sperimentale Aeromarittimo ed il Centro di Simulazione di Missione per l’elicottero SH-101A.

Elbit Systems Ltd.

Elbit Systems Ltd. è un'azienda che realizza sistemi di aerei ed elicotteri militari; sistemi montati su caschi; sistemi e aerostrutture per l'aviazione commerciale; velivoli senza pilota e navi di superficie senza pilota; sistemi di veicoli terrestri; sistemi di comando, controllo, comunicazione, computer e intelligence (C4I); sistemi di intelligence e cyber; sistemi elettro-ottici e di contromisure; sistemi di guerra elettronica e di intelligence del segnale e varie attività commerciali. Opera principalmente nei settori della difesa e della sicurezza interna.

Numero di dipendenti: 20.537

— Per l'intero anno 2025, il fatturato è stato di 7.938,63 milioni di dollari rispetto ai 6.827,87 milioni di dollari dell'anno precedente

Azionisti: Elbit Systems Ltd.

Michael Federmann - Direttore/Membro del Consiglio presso ELBIT SYSTEMS LTD.

Patrimonio netto: 15 725 M $ in data 28/02/2026

CLAL INSURANCE ENTERPRISES HOLDINGS LTD. - Israele

Vanguard Fiduciary Trust Co. - USA

More Mutual Funds Management (2013) Ltd. - Israele

Van Eck Associates Corp. - USA

Principali filiali Elbit nel mondo

Elbit Systems of America – ESA Elbit Systems of America, con sede a Fort Worth, in Texas, è un fornitore leader di prodotti ad alte prestazioni, soluzioni di sistema e servizi di supporto, specializzato nei settori della difesa, della sicurezza nazionale, delle forze dell'ordine, dell'aviazione commerciale e della strumentazione medica.

Elbit Systems UK – ESUK - Elbit Systems UK Ltd. è un'azienda innovativa nel settore della tecnologia per la difesa, che produce e integra tecnologie avanzate per le Forze Armate del Regno Unito e i suoi alleati. L'attività e l'ampio portafoglio dell'azienda forniscono capacità all'avanguardia per l'Esercito, la Marina Reale e l'Aeronautica Reale Britanniche, proteggendo il Regno Unito sia in patria che all'estero.

Elbit Systems Germania - Elbit Systems Deutschland GmbH & Co. KG si concentra sullo sviluppo, la produzione e la fornitura di una gamma di capacità all'avanguardia per le forze armate e le agenzie di sicurezza nazionale. Con un portafoglio che include soluzioni nei settori delle comunicazioni, della visione notturna, del networking, del comando e controllo, dell'intelligence, dei sistemi senza pilota, della guerra elettronica, dell'optronica, dell'autodifesa e della sicurezza informatica, Elbit Systems Deutschland risponde efficacemente alle esigenze in continua evoluzione delle forze armate e delle agenzie di sicurezza.

Elbit Systems Svezia -Elbit Systems Sweden è stata fondata nel 2020 e da allora ha consolidato la sua posizione di leader e pioniere nei sistemi di comunicazione e comando, grazie a diversi importanti riconoscimenti ottenuti in Svezia. Oggi, l'azienda è un partner strategico dell'Amministrazione svedese per gli armamenti, specializzata in digitalizzazione, sistemi di comando, comunicazioni e guerra elettronica.

Elbit Systems Svizzera - Elbit Systems Switzerland è stata fondata nel 2019. La creazione di una sede in Svizzera rientra nel percorso di crescita a lungo termine di Elbit Systems in questo mercato. Nell'ultimo decennio, Elbit Systems è stata attiva nel mercato svizzero, partecipando a programmi come Ersa Mob Komm, INTAFF, ADS15 e altri.

AEL Sistemas Brasile - AEL Sistemas, con sede a Porto Alegre, in Brasile, è specializzata nella progettazione, sviluppo, produzione e assistenza di sistemi elettronici militari e spaziali avanzati per piattaforme aeree, marittime e terrestri. Dal 2001 fa parte del gruppo Elbit Systems ed è coinvolta in progetti chiave per le Forze Armate brasiliane.

ELBIT AEROSPACE ITALY S.R.L. Indirizzo Via Dei Due Macelli, 9 Città Roma Anno Fondazione 26/03/2018

Nell’editoriale del Domani datato 10 giugno 2025 si legge:

In Italia, Elbit incassa molto. Lo fa con la benedizione del governo Meloni, attraverso il progetto del Rotary Wing Mission Training Center (Rwmtc), un avanzato centro per l’addestramento dei piloti di elicotteri militari, destinato a sorgere principalmente nella base di Luni, in Liguria. Un’operazione strategica, secondo i promotori. Un esempio plastico della subalternità dell’Italia al complesso militare-industriale israeliano, secondo altri osservatori del diritto internazionale. Il Documento programmatico pluriennale (DPP) della Difesa 2024-2026 ha messo nero su bianco un impegno finanziario a lungo termine per il segmento Marina militare del Rwmtc: 173,47 milioni di euro fino al 2038. La legge di Bilancio 2024 ha poi aggiunto 44 milioni di euro per l’integrazione dei simulatori esistenti (EH-101 e NH-90) con i nuovi sistemi forniti da Elbit. A completare il quadro, un atto aggiuntivo del 4 marzo 2024 ha aggiornato il contratto originario dell’8 settembre 2020 (già da 239,79 milioni di euro), con ulteriori 9 milioni per “requisiti di sicurezza multi-livello”.

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