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    In attesa del conto energia

    Dal 2003 l'Italia attende l'approvazione del "conto energia" in base al quale i proprietari di terreni o edifici potranno produrre energia elettrica mediante pannelli solari ottenendo in cambio un reddito.
    6 maggio 2005 - Andrea Minini

    Dal 2003 il Decreto lgsl. 387 ha predisposto la nascita del cosiddetto "conto energia" in base al quale qualsiasi proprietario di terreni o di edifici, qualsiasi impresa o famiglia, può produrre energia elettrica dai pannelli solari da poter rivendere alle società elettriche in base ad una tariffa incentivata garantita per 20 anni. Una nuova forma di reddito d'impresa.

    Nella "solare" Germania il sistema analogo al "conto energia" ha permesso in breve tempo lo sviluppo di 700 MW da pannelli solari mediante piccole imprese o unità famigliari. Una potenza equivalente ad una media centrale nucleare. Oggi in Italia, paese del sole per eccellenza, soltanto 5 MW sono prodotti dall'energia solare. La causa di questo paradosso è di natura normativa.

    Il "conto energia" italiano non è mai diventato operativo poiché i decreti di attuazione, con cui si dovevano fissare le tariffe incentivate entro 12 mesi dal D.lgsl 387/2003, non sono stati ancora emessi.

    Oggi una petizione online sta cercando di attirare l'attenzione proprio su questo paradosso italiano chiedendo al governo di compiere l'opera e attivare il conto energia entro il 2005. In pochi giorni oltre 1600 persone hanno sottoscritto online la petizione ed il numero non sembra destinato a scendere.

    Perché il Conto Energia è così importante? La produzione di energia elettrica dal solare favorisce le piccole e medie imprese in ogni regione italiana. Particolarmente favorito il sud per la maggiore esposizione solare e l'ampia disponibilità di terreni incolti o aridi. Le aziende agricole potrebbero beneficiare di un'ulteriore forma di redditività investendo nella produzione di energia elettrica tramite il solare o mettendo a disposizione i terreni incolti o gli spazi non utilizzati alle società interessate a installarvi pannelli solari. Le tariffe di acquisto garantite per venti anni darebbero certezza agli investimenti e favorirebbero l'accesso delle imprese ai finanziamenti (come accade già in Germania). Allo stesso modo anche i proprietari di edifici o degli spazi esposti al sole potrebbero ottenere un reddito d'uso altrimenti nullo. La crescita dell'occupazione nel settore delle energie rinnovabili distribuita sul territorio nazionale (es. operai e personale impiegato per l'installazione dei pannelli e la loro manutenzione da parte delle imprese private, lavoro edile per la realizzazione degli impianti ecc.) è già comprovata dall'esperienza degli altri paesi europei.

    Un modo "pulito" per produrre energia senza inquinamento, favorendo nel contempo la piccola e media impresa e l'occupazione in ogni regione d'Italia (nord, centro e sud).

    Note:

    Indirizzo web della petizione
    http://www.nimer.it/nimer.asp?ar=320

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