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    Il parco nazionale del pollino non è proprietà privata

    S.O.S PARCO NAZIONALE DEL POLLINO

    accade purtroppo in Basilicata
    23 settembre 2005 - map nst noscorie trisaia

    Cari sindaci e amministratori, il Parco del Pollino non è proprietà privata.
    Il parco appartiene alle comunità lucane e calabresi, al sud, al Pianeta!
    Molti hanno lottato affinché fosse istituito e perimetrato.
    Ora non possiamo tollerare che a seguito di scelte scellerate sia svenduto e distrutto per mano di taglialegna di scala industriale che nulla hanno a vedere con gli “usi civici” di antica memoria!
    La regione Basilicata, con il suo assessorato all’agricoltura, ha speso un patrimonio per pubblicizzare la melanzana rossa di Rotonda e i prodotti tipici del Mercure alla fiera del Levante.
    Allo stesso tempo permette il funzionamento di un megaimpianto dell’Enel nel Mercure e autorizza il taglio dei boschi secolari del Pollino?
    Certamente non è una trovata pubblicitaria ma l’epilogo di una gestione che definiremmo privata del parco nazionale.
    In pratica la destra non sa cosa fa la sinistra, e, ambedue svendono il territorio al peggior offerente.
    L’Enel nell’affannosa ricerca di combustibile (escludendo i rifiuti e i CDR) è passata dalle foreste dell’Amazzoni a quelle dei Balcani per approdare nel taglio dei boschi secolari del Pollino?
    Un buon ingegnere, nel progettare una centrale che utilizza gli scarti del sottobosco del parco, ne avrebbe progettato una di 4 mw e non di 40 mw (certificati verdi a parte), con un progetto di biomasse ecologiche alla portata (e non extradimensionata).
    La gestione del parco non ha mai conosciuto i termini di pianificazione, organizzazione e sviluppo, e le amministrazioni non hanno mai brillato in iniziativa. Anni addietro la gestione del parco rifiutò le proposte d’utilizzo intensivo e di gestione del gruppo Fiat, ora accetta quelle distruttive dell’Enel.
    Quale fine farà il patrimonio boschivo, rurale, agricolo, faunistico e naturalistico se distruggete i boschi?
    Quale fine farà l’economia, il turismo, i prodotti del parco, quando i consumatori si accorgeranno che il parco non esiste più e che al suo posto avete costruito una centrale, un mega-parcheggio in quota e perché no, comode strade larghe per favorire lo sviluppo e la fruizione “dell’alta quota” a tutti con migliaia di posti letto in nuovissimi e fiammeggianti alberghi, dotati pure di pannelli solari, così da ridurne l’impatto ambientale?
    Il partito dell’energia sarebbe disposto a distruggere il parco e tutte le sue potenzialità pur di far funzionare una centrale?
    Signori amministratori il parco è un patrimonio dei cittadini e della stessa umanità, non è proprietà privata.
    Il piccolo agricoltore del parco non può tagliare la macchia mediterranea che è cresciuta nel suo pascolo in abbandono perché sottoposta a vincolo forestale, la lobby dell’energia invece può tagliare i boschi secolari senza chiedere alcun permesso?

    Siamo di fronte a due pesi e due misure, ma la legge non è uguale per tutti …

    MAP NST NOSCORIE TRISAIA
    nonucleare@email.it

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