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Brasile leader nelle energie rinnovabili

Il Brasile si aggiudica lo scettro delle energie rinnovabili che nell'intero paese arrivano a soddisfare ben il 44% della domanda d'energia. Il paese sudamericano è l'unico paese non-Opec a poter vantare l'autosufficienza dal petrolio.
15 maggio 2006 - Andrea Minini

Il Brasile si aggiudica lo scettro delle energie rinnovabili che nell'intero paese arrivano a soddisfare ben il 44% della domanda d'energia. Per fare un confronto basti pensare che la media mondiale è soltanto del 13% e quella dei paesi OCSE giunge a malapena al 6%. L'Agenzia brasiliana dell'energia ha comunicato in questi giorni il consuntivo preliminare del bilancio energetico nazionale 2005 vantando il 44,5% di copertura della domanda tramite energie verdi e rinnovabili. Ne da comunicazione il presidente dell'Energy Research Enterprise (EPE), Maurício Tolmasquim:

"Brazil is in the global vanguard in this sphere, mainly because of hydroelectric power and energy obtained from sugarcane derivatives" (...) "nearly half of Brazil's energy balance corresponds to renewable energy. If we observe the rest of the world, the average is 13.3%."

Come citato dallo stesso Tolmasquim il mondo, rispetto al risultato ottenuto dal Brasile, viaggia ad una velocità ben inferiore, la domanda d'energia mondiale soddisfatta tramite energie verdi è soltanto al 13,3%. Prendendo in considerazione i soli paesi sviluppati dell'OCSE, ancora fortemente dipendenti dalle fonti fossili, si scende ulteriormente al 6%.

Il paese sudamericano ha beneficiato d'una politica avviata già da molti anni sulle energie rinnovabili. Soltanto il 38,6% dell'offerta d'energia proviene dal petrolio. Il Brasile è l'unico grande paese non-Opec ad aver dichiarato, nel mese di aprile, la propria autosufficienza dal petrolio. Un discreto apporto d'energia rinnovabile arriva dal settore idroelettrico, il 14,9% della domanda interna d'energia. Si distingue anche per aver agevolato da molti decenni la diffusione del bioetanolo, sostituto della benzina prodotto dalla canna da zucchero, spingendo le stesse case automobilistiche a produrre modelli bi-fuel esclusivamente per il mercato brasiliano.

Dal 2004 al 2005 il Brasile ha registrato un tasso di crescita dell'economia del +2,5% e un pari incremento del +2,1% nell'offerta totale d'energia. L'esperienza brasiliana dimostra soprattutto che è possibile ottenere energia e crescita economica senza sacrificare l'ambiente o la salute pubblica. In questo momento storico caratterizzato dal caropetrolio e dalle guerre geopolitiche per il controllo del greggio un'iniezione di fiducia e di speranza è sempre gradita.

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