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    Ogm, soglia più bassa per la bioagricoltura

    L'Unione europea respinge l'equiparazione tra coltivazioni tradizionali e biologiche
    30 marzo 2007 - Alberto D'Argenzio
    Fonte: Il Manifesto (http://www.ilmanifesto.it)

    Tolleranza zero sull'uso degli Ogm nell'agricoltura biologica, questo è il giudizio emesso ieri dal Parlamento europeo. Con 324 voti contro 282, e 50 astensioni, la plenaria dell'Eurocamera ha infatti approvato un emendamento alla legislazione comunitaria che impone lo 0,1% come soglia massima per la presenza di organismi geneticamente modificati nei prodotti Bio. Il limite è praticamente pari allo zero assoluto, visto che lo 0,1% è il più basso livello rilevabile tecnicamente. Un mese fa nella Commissione agricoltura dello stesso Parlamento europeo era invece passata la posizione, appoggiata dal Partito popolare e da una buona fetta dei liberali e dei verdi, che mirava a imporre per il Bio la medesima soglia di contaminazione prevista per l'agricoltura tradizionale: lo 0,9%. Con il voto di ieri viene quindi eliminata la pericolosa equiparazione tra l'agricoltura tradizionale e quella biologica, un paragone che minava il concetto stesso di biologico, oltre a addensare nubi, anche economiche, su un settore in cui l'Italia è leader, contando su un fatturato che la pone al terzo posto nel mondo e al primo in Europa.
    Il Parlamento ha in sostanza deciso ieri di eliminare ogni possibile confusione tra agricolture: se viene rilevata una presenza di Ogm superiore allo 0,1% si perde il diritto a marcarsi con il simbolo Bio, passando alla categoria dell'agricoltura tradizionale. Perché la posizioni diventi legge nella Ue, manca ancora la parola, determinante, dei ministri dell'agricoltura. I 27 su questo punto sono al momento divisi. La maggioranza delle capitali la pensa diversamente dal Parlamento, ma Italia, Grecia, Austria ed Ungheria stanno cercando di convincere la Polonia a sposare lo 0,1%, in modo da avere i voti sufficienti per creare una minoranza di blocco che obblighi gli altri Stati membri a mediare verso l'approvazione di una soglia di contaminazione più bassa per il biologico. Il voto di ieri è quindi doppiamente importante visto che rafforza la posizione del gruppo, minoritario, di capitali che si battono contro l'apertura agli Ogm. «Il voto del Parlamento non può che restituirci serenità - afferma un rinfrancato Paolo de Castro, ministro dell'agricoltura - la nostra posizione di tolleranza zero rispetto alla contaminazione da Ogm negli alimenti ottenuti da agricoltura biologica trova così ascolto e soddisfazione. Ora speriamo che questa decisione del Parlamento possa tradursi concretamente in una decisine del Consiglio europeo». I tempi di questa decisione non sono al momento chiari, visto che sempre ieri il Parlamento ha chiesto a larghissima maggioranza di rinegoziare con la Commissione la procedura decisionale da applicare a questa materia. Al momento l'Eurocamera viene solamente consultata, ieri ha chiesto di avere potere di veto sugli Ogm. Vedremo se l'esecutivo comunitario le darà ragione o se la materia rimarrà di competenza degli Stati membri, fino a che non verrà risolta questa questione procedurale, non si affronterà la sostanza.
    Che il tema sia difficile, lo dimostra il risultato di ieri al Parlamento, che per quanto amplio, è stato assai sofferto. Di fatto si è assistito in aula ad un accerchiamento del partito dello 0,9%, composto da Popolari, liberali e da una parte dei Verdi, da parte di tutte le altre forze politiche, dall'estrema sinistra all'estrema destra. Comunisti, socialisti, eurodestra (che comprende An e la Lega) ed Identità, tradizione e Sovranità, il gruppo di estrema destra che conta su Msi e Front National, si sono uniti votando a favore della soglia dello 0,1%. Gli eurodeputati italiani verdi, liberali e popolari si sono invece divisi praticamente a metà, una parte con la tolleranza zero ed un'altra con la soglia comune dello 0,9%. In pratica un voto bi-partisan che fa felici da destra a sinistra, ma soprattutto Legambiente che molto si è spesa per sensibilizzare gli eurodeputati sui rischi di una relazione troppo stretta tra Ogm e biologico.

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