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    Libro consigliato (in carta riciclata)

    Manuale pratico di ecologia quotidiana

    Marinella Correggia, Manuale pratico di ecologia quotidiana, Mondadori,
    Milano 2000, 2002, pp. 432, euro 9,30. Informazioni, riflessioni e proposte
    per un agire quotidiano che migliori la vita nostra e altrui, e il mondo di
    tutti.
    11 novembre 2003 - Ugo Biggeri e Jason Nardi

    Sappiamo tutti che occorre rivedere i nostri consumi soprattutto nel nord del mondo se vogliamo dare un futuro decente al pianeta e a chi verrà dopo di noi. Non lo dicono più solo gli ecologisti, ma anche coloro che si impegnano per una maggior giustizia economica e cominciano a dirlo l'ONU e gli enti locali a seguito dell'Agenda 21, partorita a Rio nel '92. Consumiamo troppa natura e la consumiamo male tre volte: con scarsa efficienza (esaurimento risorse), con danno ambientale (danneggiamento micro e macro degli ecosistemi), con ingiustizia (i cosiddetti G8 con il 14% della popolazione mondiale, determinano il 41% del consumo del pianeta in termini di impronta ecologica). Occorre dunque rivedere le filiere di uso, consumo, produzione e tanti esempi si stanno studiando per aumentare la produttività delle risorse (si veda ad esempio il lavoro del tedesco Wuppertal Institute -- http://www.wupperinst.org -- o dell’americano Rocky Mountain Institute - http://www.rmi.org).

    Ma occorre anche come consumatori cercare di consumare meno natura, magari accorgendosi che si può anche vivere meglio e più "sani". Che criteri di scelta utilizzare? Quali soluzioni cercare? Che regali fare? Come spostarsi, vestirsi, pulirsi? Quante volte avremmo desiderato avere una fonte in cui trovare tante informazioni spicciole legate da un unico filo conduttore? Ecco adesso il manuale c'è: si legge bene, si consulta rapidamente, da suggerimenti per approfondire le tematiche che interessano. In 430 pagine rigorosamente in carta riciclata (e se avete dubbi sulla carta riciclata andate a pagina 309) tutti gli aspetti del vivere quotidiano vengono analizzati dopo una breve quanto efficace introduzione sui mali della terra. L'analisi è portata avanti non limitandosi solamente agli aspetti ambientali, ma affronta anche quelli sociali, evidenziando quanto forti sono i legami tra consumi su vasta scala danni ambientali e ingiustizia economica.

    Nel manuale oltre a dare risposte quotidiane si affrontano le tematiche in modo positivo, evidenziando i vantaggi personali in termini di salute o, a volte, di risparmio e dando suggerimenti per far valere i nostri diritti di consumatori. Insomma non potremmo più dire non so con che criterio scegliere: l'impegno per un mondo diverso è possibile anche nella quotidianità!

    Ecco due brani tratti dal "manuale" per riflettere sul nostro stile di vita:

    Ecocasa oggi e domani

    Un prototipo di abitazione ecologica già per l'oggi è la casa-mostra itinerante Mobil. Ideata da un centro di ricerche tedesco, funziona interamente a energia solare ed eolica; risparmia acqua a più non posso; ha pareti e tetto dotati di materiali naturali per l'isolamento termico e acustico; contiene solo elettrodomestici a basso consumo; si illumina con lampadine a risparmio energetico; ha una cucina con spazi per la raccolta differenziata dei rifiuti; sono tutti ecologici i detersivi e saponi, così come le vernici e gli impregnanti per l'esterno e per l'interno (per chi volesse saperne di più rivolgersi a Greenpeace, vedi il capitolo"Indirizzi utili").

    L'abitazione del futuro, secondo sperimentazioni in corso, sarà un binomio apparentemente paradossale: ipertecnologica ma "nature", supercomputerizzata ma ecologica, con elettrodomestici "intelligenti" ma anche piena di vecchi mobili tirati a lustro con sola cera d'api. Il tetto potrà perfino essere fatto di vecchi pneumatici riciclati, al posto delle belle tegole di cotto. I muri saranno in pietra, legno o mattoni, mai in cemento. La lavatrice si spegnerà quando si accorgerà che lo sporco è stato rimosso. Il letto modificherà a piacere la forma del materasso. La doccia avrà il getto programmabile. La pattumiera triterà e separerà da se i rifiuti. Il water eseguirà il primo trattamento dei liquami. Il generatore di energia eolica darà una mano ai pannelli solari per un'energia pulita e rinnovabile. I radiatori a battiscopa saranno più efficienti e salubri di quelli oggi in servizio, il frigorifero sarà un armadio addossato alla parete più fredda. Tutti i sistemi per ottenere caldo e freddo dall’esterno senza usare energia saranno sperimentati

    Una dieta per il clima

    È stato calcolato che l'efficienza energetica nel settore residenziale potrebbe ridurre ogni anno le emissioni di CO2 di 71 milioni di tonnellate per quanto riguarda l'energia termica e 53 milioni di tonnellate di CO2 per quanto riguarda l'elettricità. I cambiamenti dei modelli di consumo individuale ridurrebbero le emissioni di 15 milioni di tonnellate di CO2. Anzitutto, per ispirare bei calcoletti aritmetici, ecco alcuni esempi di emissione di CO2 in un anno:

    Un edificio di media grandezza ben coibentato: 2500 kg di CO2 l'anno per appartamento
    Lo stesso edificio non coibentato: 4200 kg

    Uno scaldabagno acceso per 6 ore: 1000 kg

    Uno sempre acceso: 2100 kg

    Risca1damento a temperatura di 18 °C: 2900 kg

    Riscaldamento a 22 °C (la legge però impone: massimo 20°C): 3600 kg

    Una lampadina fluorecente compatta: 210 kg

    Una 1ampadina a incandescenza: 360 kg

    Una lavatrice a basso consumo, lavaggio a 30°: 250 kg

    Una lavatrice tradizionale lavaggio a 90°C: 360 kg

    L'Italia si è impegnata a ridurre entro il 2010 le proprie emissioni di gas serra del 6,5% rispetto ai valori del 1990, e questo è molto meno di quanto servirebbe al pianeta, perché l'Occidente raggiungerebbe un livello sostenibile solo riducendo le emissioni del 90% entro i prossimi 50-100 anni. Eppure anche il 6,5%, s i kWh consumati a casa continuano ad aumentare, sarà un traguardo difficile da raggiungere.

    La proposta degli ambientalisti è: "mettersi a dieta" di CO2. Si tratterà di calcolare le emissioni di CO2 del proprio nucleo familiare e poi tagliarle di almeno il 20% e del 100% l’anno i Cfc. Una famiglia che "produce" 10000 kg di CO2 e 5000 kg di Cfc, dovrà "perdere" 2000 kg di CO2 e 5000 kg di Cfc. Ovviamente, chi oltre a spostarsi con i mezzi pubblici o in bici, ha già la casa superisolata, usa morigeratamente pochi efficienti elettrodomestici, si è dotato di lampadine a basso consumo, produce pochi rifiuti e li raccoglie separatamente, e infine mangia "ecologicamente", non potrà ridurre di granché! Va già bene così.

    Note:

    Marinella Correggia
    collabora con Mani Tese e si occupa da anni di economia alternativa, ecologia pratica, rapporti nord/sud. Ha curato la campagna "Globalizz/Azione dei popoli" e pubblicato diversi manuali (Alleanza per il clima, Uscire dalla carnedipendenza, Ago e scalpello, Altroartigianato) e dossier (Sicurezza Alimentare, Allevamenti, Il paese degli integri, Embarghi, La situazione femminile in India, La malattia del profitto, Sfruttamento infantile.

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