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    semi finali

    Milioni di voti per essere liberi dagli Ogm

    Al via la consultazione popolare contro il transgenico. Da oggi è possibile pronunciarsi in varie città italiane sugli organismi geneticamente modificati. Intervista a Mario Capanna, presidente della Fondazione Diritti Genetici: «Sarà una prova di verità su questioni complessive che la politica non ha il coraggio di affrontare». Centinaia di iniziative in tutta Italia. 28 associazioni coinvolte e un obiettivo ambizioso
    15 settembre 2007 - Luca Fazio
    Fonte: Il Manifesto (http://www.ilmanifesto.it)

    C'è qualcuno che si azzarda a dire che in appena due mesi, a partire da oggi, raccoglierà 3 milioni di firme e organizzerà centinaia e centinaia di inziative per far discutere i cittadini italiani di Organismi geneticamente modificati. Non sono mitomani, e nemmeno Beppe Grillo. Si sono impegnati a raggiungere l'obiettivo 28 presidenti di altrettante associazioni nazionali che si sono riunite per la prima volta nella coalizione ItaliaEuropa-Liberi da Ogm. Si va dalla A di Acli (8.000 strutture territoriali) alla V di Verdi Ambiente e Società, passando per Coldiretti (una delle più potenti organizzazioni agricole europee) e Coop-Italia (1.300 punti vendita e 11 miliardi 791 milioni di euro di vendite lorde nel 2006), e poi ancora Slow Food, Greenpeace, Legambiente, Wwf e tutte le associazioni di difesa dei consumatori. Si può votare a partire da oggi a Milano, Bologna, Firenze, Napoli e Bari (info: www.liberidaogm.org). Il pronunciamento è simbolico ma solleva una questione che la politica, viste le forze in campo, non potrà continuare a rimandare. Mario Capanna, presidente della Fondazione Diritti Genetici, motore della coalizione, vola alto, parla di «grande stagione di democrazia» e si dice pronto a sfidare la Commissione europea, l'organismo sovranazionale che sembra sul libro paga delle multinazionali del biotech.
    Come spieghi che l'unica battaglia rimasta in piedi che in qualche modo si ricollega all'idea ormai accantonata di «un altro mondo possibile» sia proprio quella contro gli Ogm?Per due ragioni. La questione degli organismi geneticamente modificati è di corposa concretezza, riguarda lo stomaco di tutti i bipedi umani, e anche dei quadrupedi, e in più abbraccia tutti i temi, finanza, economia, etica, scienza, politica. Si tratta dunque di una sintesi straordinaria che chiama in causa tutto il sapere, per questo motivo ha saputo creare una straordinaria forza aggregante che ha le sue radici tra i cittadini, in Italia è un fatto inedito.
    Associazioni molto diverse tra loro che vanno d'accordo. Politici che a destra e a sinistra dicono di apprezzare la vostra iniziativa. Un unanimismo un po' sospetto, oppure l'Italia è davvero in grado di sbarrare la strada agli Ogm?Il pregio di questa consultazione è che per sua natura è destinata a non lasciare alibi a nessuno. Durante e dopo il suo svolgimento, che comincia proprio oggi, chiamerà tutte le forze sociali, politiche ed economiche a tenere conto di quello che accadrà. Sarà una prova di verità su questioni complessive che la politica non ha ancora avuto il coraggio di affrontare. Non temo l'unanimismo sospetto di cui parli, perché tutte le posizioni ambigue saranno costrette a venire a galla.
    Coldiretti, uno dei giganti della vostra coalizione, è favorevole ai biocarburanti. Non c'è contraddizione tra questa scelta che apre la strada al transgenico e la salvaguardia del patrimonio agricolo nostrano?Quella dei biocarburanti è una questione spinosa. E' vero che Coldiretti la sostiene, ma essendo per la «tolleranza zero» sugli Ogm prevede esclusivamente l'uso di vegetali naturali. C'è poi l'aspetto generale: non è un caso che l'Economist abbia dato ragione a Fidel Castro, il quale dice che i biocarburanti sono destinati a sottrarre cibo a coloro che hanno fame. Cominciano a circolare studi secondo cui l'energia necessaria per produrre biocarburanti è maggiore di quella che se ne ricava. Insomma, il gioco non vale la candela.
    La sinistra che si vuole moderna quando parla di Ogm lascia trapelare un certo scetticismo nei confronti della vostra battaglia, con frasi insignificanti del tipo «anche se nessuno studio dimostra che gli Ogm fanno male...». Perché?Vero, è un atteggiamento molto diffuso, ed è il frutto dell'ignoranza e dell'opportunismo. Che gli Ogm non facciano male agli esseri umani è uno dei tanti asini volanti che continuano a circolare. Il Center for Desease Control degli Stati uniti, un organismo ufficiale, non dei pazzi, ha affermato che nel periodo 1997-2004 tra gli americani - che senza saperlo hanno mangiato cibi geneticamente modificati - le malattie connesse con l'alimentazione sono raddoppiate. Aggiungo che questa non è ancora la pistola fumante, ma direi che è certamente un indizio corposo! E proprio per questo è inaudito che in nessuna parte del mondo esistano studi epidemiologi mirati ad accertare gli effetti dell'utilizzo degli Ogm nell'alimentazione. Per cui, al sempliciotto di sinistra, io dico: studi approfonditi non ci sono, perché qualcuno non vuole che si facciano. Aggiungo che fare il pesce in barile, credere che dire no agli Ogm equivalga a dire no alla modernità, è un atteggiamento sconsiderato. E' esattamente il contrario: gli Ogm sono una tecnica desueta, non a caso in dieci anni hanno modificato solo due o tre piante, hanno speso miliardi di dollari per un risultato modesto. Noi non siamo contro la scienza, anzi, noi diciamo più ricerca, ma prima di passare all'applicazione serve più studio. E nel dubbio, prudenza e precauzione.
    Hai detto che l'obiettivo di questa coalizione è chiedere al governo una moratoria a tempo indefinito. Credi davvero che questo governo possa accogliere una richiesta così netta?Ormai lo sanno anche i sassi: nel governo ci sono notevoli controspinte favorevoli agli Ogm. Ma non è un problema. Primo, perché nell'altra legislatura, in questa, e credo anche nella prossima, si è già espressa una maggioranza trasversale in favore di una moratoria. Secondo, abbiamo messo in piedi una iniziativa straordinaria, milioni di persone nei prossimi due mesi metteranno nero su bianco che desiderano avere un territorio, che è unico al mondo, libero dagli Ogm. Quale governo potrà non tenere conto di un tale pronunciamento?
    A proposito delle firme che raccoglierete «dal basso» per fare pressione sul Palazzo, ci vedi qualche nesso con il grillismo?Direi che i cittadini in qualche modo stanno dimostrando che non ne possono più, e credo che tutte le emersioni della società siano positive.
    Il Cedab, braccetto armato delle multinazionali, vi accusa di essere antiscientisti e pagati da lobbies. Chi vi paga?Sono grato al manifesto, l'unico giornale che ha scritto in modo chiaro che il Cedab non è altro che una moschina cocchiera delle multinazionali biotech. Quanto a chi ci paga, basta cliccare sul nostro sito, sono tutte piccole e grandi associazioni che si autofinanziano. E anche il fatto che è cominciata una grande stagione di democrazia completamente autofinanziata dalle organizzazioni promotrici deve far riflettere.
    E con la Commissione europea che continua a sponsorizzare gli Ogm anche contro la volontà dei governi, come la mettiamo?La Commissione europea sa che i due terzi dei cittadini europei di tutto il continente continuano a esprimersi contro gli Ogm. Non li vogliono, e non li compreranno. E presto si troverà di fronte a un paese, l'Italia, che sta imboccando una strada assolutamente chiara, un percorso che sarà valido per tutta l'Europa, perché solo così potremo continuare ad avere un ruolo propulsivo per il sistema agroalimentare mondiale. Alla fine della nostra campagna chiederemo al governo una moratoria a tempo indeterminato, a quel punto sono sicuro che la Commissione europea aprirà una procedura di infrazione, bene, noi pagheremo l'infrazione: ci dicano quanto costa e pagheremo, tireremo fuori i soldi, e quello sarà il più straordinario spot planetario sulla vera assenza di Ogm nell'agricoltura italiana. Aumenteremo le vendite dei nostri prodotti. Abbiamo avviato contatti con le associazioni europee, riusciremo a esportare questa esperienza in Francia, Germania, Spagna, Ungheria...

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