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    Regione capofila nel progetto del ministero dell'Ambiente

    Centrali pulite, una in Puglia

    Il piano prevede la realizzazioni di centrali che utilizzino la tecnologia del solare termodinamico a concentrazione
    4 dicembre 2007
    Fonte: Corriere del Mezzogiorno

    Nichi Vendola, Presidente della Regione Puglia «L'Italia è l'Arabia Saudita delle fonti rinnovabili di energia, ma purtroppo, nonostante tutto il potenziale di cui dispone, è più indietro rispetto ad altri Paesi europei». Questo ha affermato ieri l'economista americano Jeremy Rifkin inaugurando l'anno accademico dell'università di Torino. L'Italia può, ma non si impegna a sufficienza.

    Ora ci prova a colmare il gap, a «recuperare terreno », come ha detto il ministro all'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio. Ci prova mettendo al lavoro una task-force guidata dal professor Carlo Rubbia - premio Nobel e indiscusso luminare in materia di energia pulita - che con esperti italiani e stranieri ha il compito di formulare proposte per costruire quanto prima 10 centrali che utilizzino la tecnologia del solare termodinamico a concentrazione.

    Le prime tre saranno realizzate in Calabria, Lazio e Puglia e ieri i presidenti di queste Regioni erano a Roma, per siglare l'accordo con il ministero che - ha detto Pecoraro Scanio in settimana trasmetterà al ministero di Pierluigi Bersani, lo Sviluppo economico, il decreto per finanziare in modo specifico questo tipo di impianto. Il decreto dovrebbe prevedere incentivi di 25 centesimi di euro per kilowattora su impianti di 50 megawatt per vent'anni, così come già si sta facendo in Spagna e dove Rubbia lavora affiancando come consulente il premier José Zapatero.

    Il premio Nobel, del resto, lavora anche in Germania al fianco di Angela Merkel: entrambi i Paesi sono decisamente all'avanguardia negli investimenti per produrre energia pulita e nella realizzazione di centrali che utilizzano fonti non fossili, cioè non inquinanti. Con la Germania, in particolare, l'Italia lavorerà per realizzare questo tipo di impianti anche in Tunisia. Insomma, come ha detto il ministro, in Italia l'ambientalismo volta pagina: dal no passa al sì, diventa «l'ambientalismo del fare».

    Certo ci vorrà tempo per uguagliare la Spagna che dal 2004 ha avviato un programma per la realizzazione di una trentina di centrali della potenza di 1300 megawatt/ ora di energia pulita. Ma intanto si parte.

    La Calabria, ha ricordato il presidente Agazio Loiero, è stata la prima a dichiararsi disponibile e ha individuato nel crotonese il sito per realizzare la centrale termodinamica. Il Lazio segue e il presidente Piero Marrazzo ha ipotizzato di allestire l'impianto in «una delle aree militari dismesse e passate all'Agenzia del demanio».

    La Puglia ha per ora solo avviato il progetto, che - ha spiegato Nichi Vendola - «verrà cofinanziato ». Quindi ancora non si sa dove verrà realizzata la centrale. «Noi però - ha spiegato il ministro - daremo incentivi per collocarle in aree da bonificare e non fertili»; e in Puglia i Siti di interesse nazionale sono Taranto e Brindisi.

    Qui, del resto, si realizzerà l'impianto fotovoltaico, nell'area dell'ex Petrolchimico. Vendola ha ricordato, infine, che la regione è la prima nella produzione di energia eolica: «Ci sono arrivate proposte per raggiungere la potenza di 13 mila megawatt; oggi ne produciamo 600, ma contiamo di arrivare a 1500. Stiamo anche ragionando sulle biomasse perché siamo convinti che l'energia rinnovabile sia per il Mezzogiorno la specializzazione industriale del futuro. Anche per questo siamo impegnati nel contenzioso con Enel ed Edipower per ridurre la produzione di energia inquinante».

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