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    Il decreto legge sullo stoccaggio dei rifiuti nucleari appena pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale rischierà di provocare una nuova Scanzano

    Chiacchere e scorie

    1 marzo 2004 - Tullio Regge

    Avete già dimenticato Scanzano ? Fatevi coraggio il decreto legge che contiene le “Disposizioni urgenti per la raccolta, lo smaltimento e lo stoccaggio, in condizioni di massima sicurezza, dei rifiuti radioattivi”, argomento quanto mai controverso. Invito i lettori a consultare il testo della Gazzetta Ufficiale, intanto riassumo brevemente commenti da me raccolti a caldo da colleghi esperti. Il decreto comincia male con l’Art.1 in cui è evidente una contraddizione tra la decisione di realizzare un deposito nazionale per i soli rifiuti ad alta attività e l’interno dichiarato di sistemare anche a quelli a bassa e media attività. Il deposito nazonale dovrebbe entrare in funzione entro la fine del 2008, ma risulta poi che il Commisario ha un anno di tempo per disegnare il sito, un altro anno è necessario per la validazione per cui i lavori di costruzione debbono attendere il 2006, mancano i tempi nevessari per portare a termine i lavori. In un paese come l’Italia il ritardo è dovere morale ed inalienabile di un burocrate che non si consideri un fallito, l’idea che venga rispettata la scala dei tempi à umoristica anzi tragica. La legge stabilisce che il sito deve essere validato entro un anno dalla designazione ma secondo le linee guida IAEA i rifiuti ad alta attività vanno sistemati in un deposito geologico la cui validazione tecnica richiede decine di anni, se poi interviene il principio di precauzione i decenni diventano secoli.
    L’Art 3 ribadisce che il deposito nazionale dovrebbe contenere solo rifiuti ad alata attività. I rifiuiti radioattivi di tutti i tipi possono essere trattati in altre strutture non precisate e trasformati in manufatti destinati al deposito nazionale, ma il decreto nulla dice sul trattamento dei rifiuti a bassa e media attività.
    L’ART 3, comma 1 ter stabilisce tassattivamente che “ A decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto è vietata l’esportazione definitiva dei materiali nucleari ad alta attività al di fuori dei Paesi dell’Unione europea, fatto salvo quanto previsto dalla normativa comunitaria. La sola esportazione temporanea di materiali nucleari ad alta attività è autorizzata ai fini del loro trattamento e riprocessamento”, una condizione che pone fine alle ipotesi di alienazione definitiva degli 8 mila metri cubi di rifiuti ad alta attività esistenti in Italia e quindi a qualsiasi accordo UE o comunque internazionale che preveda un deposito ad alta sicurezza in zone del globo particolarmente adatte, rispettando ovviamente i diritti delle popolazioni locali.
    Il decreto, confuso e lacunoso, difficilmente potrà evitare un'altra Scanzano e polemiche infocate il cui unico risultato tangibile è stato finora la permanenza di materiali nucleari in condizioni non ottimali, una situazione di stasi in cui non vedo via d’uscita.
    Un esercito di demagoghi ciarlieri chiede a gran voce la sicurezza nucleare e sparge il terrore nelle Scanzano di tutta Italia.
    Nei fatti costoro osteggiano qualunque iniziativa costruttiva diretta a migliorare le condizioni di sicurezza ma che farebbe poi perdere loro voti. Proposte concrete non ne hanno:quel poco che dicono lo dicono male, frettolosamente e senza un minimo di connessione con le conoscenze scentifiche e tecnologiche.

    Note:

    Chi fosse interessato consulti:http//www.anvu.it/leggi_recenti/aggiornamento_professionale/ambiente

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