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    Ecco l'eco-impatto individuale

    "Quanto costo all'ambiente?"

    Un gioco online, ma anche un modo per capire come i nostri consumi e i nostri stili di vita incidono sul mondo circostante
    Rispondendo a una serie di domande sul sito "impattozero.com" ci si può rendere conto di quanto "pesiamo" in termini economici
    5 aprile 2004 - Vera Schiavazzi

    Per chi ha partecipato a tutte le manifestazioni per l'ambiente. Per chi ha protestato - on line - contro l'aggressione alla foreste amazzoniche. Per chi si è schierato contro la guerra o perché nessuno faccia più test sugli animali. Ma anche per chi non ha fatto nulla di tutto ciò e, dopo l'estate del grande caldo, si è spaventato e vuole dare anche il suo contributo a salvare il pianeta. Diventare persone a 'impatto zero', cioè che restituiscono ogni giorno ciò che 'rubano' alla Terra sotto forma di energia, dalla benzina per l'auto alla bolletta della luce, dalle batterie del cellulare all'autobus di linea, oggi c'è un progetto, e soprattutto un meccanismo, che consente di pareggiare i conti.

    L'idea è venuta a Marco Roveda, imprenditore ambientalista ante-litteram (ricordate gli yogurt Scaldasole, arrivati quando la parola 'biò non era ancora di moda?) ed ora 'papà' di un nuovo gruppo che si chiama LifeGate (una radio, un portale, ma anche medicina olistica, ristoranti, un libro autobiografico, 'Perché ce la faremo'...), molto amato dai giovani non foss'altro perché nessuno spot arriva ad interrompere la musica.

    Ora LifeGate ha lanciato una nuova campagna: per partecipare, basta andare su www. impattozero. it. Ma è meglio farlo preparati (tempo medio: 15 minuti), con i dati alla mano sui propri consumi e il proprio stile di vita. Facciamo l'esempio di Laura, giovane single milanese: ogni bimestre, spende 35 euro di energia elettrica, ogni anno 600 euro per riscaldare la casa col suo impianto autonomo, ogni mese produce circa 10 chili di rifiuti, e con la sua auto (diesel) percorre circa 1.300 chilometri. In media, ogni anno fa 2.000 chilometri in aereo. Comportandosi così, nel 2003 ha prodotto circa 4.164 chili di anidride carbonica, il gas più dannoso per l'ambiente, ovvero ha potenzialmente 'distrutto' 5.373 metri quadrati di foresta. E, se vuole rimediare, dovrà pagare 214,85 euro.

    Il primo effetto del progetto, dunque, è quello di renderci consapevoli del nostro 'costo individuale', ovvero di infrangere una leggenda, quella secondo la quale 'tanto, da soli, non si può fare niente'. Qualcosa del genere, da tempo, già lo fanno le aziende 'illuminate', così come le amministrazioni pubbliche, ormai obbligate a calcolare l'impatto ambientale delle opere fin dalla fase di progettazione. Ora però lo stesso meccanismo si applica a livello individuale: può farlo un professionista, uno studente, una famiglia, senza bisogno di dare (e vincere) una battaglia lunga e complessa con chi decide. LifeGate ha comprato 'aree protettè in Costa Rica e in Italia, dove tutelare e mantenere il bosco che già c'è e continuare a piantare alberi.

    L'eco-individualismo - vedere il sito per credere! - consente di scegliere anche un costo annuale medio (41 euro all'anno per ogni singolo componente di una famiglia di tre persone, 89 euro per un single, a condizione che non viaggi troppo!) senza fare troppi calcoli, oppure di 'azzerare' soltanto l'impatto della propria auto, oppure ancora di scegliere l'area che si vuole 'adottare' (la foresta tropicale è in grado di assorbire, a parità di metri quadrati, più anidride carbonica rispetto ad un bosco europeo, ma è vero anche che proteggere ciò che rimane sul Vecchio Continente è un obiettivo importante e meritorio).

    Ma la cosa più affascinante, comunque, resta quella di misurare i propri consumi, tutti, senza barare. Solo così smetteremo di pensare che, tanto, sono problemi più grandi di noi...

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