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    Il celebre gioiellere sostiene gli ambientalisti

    Ecologia da Tiffany

    Come mai il gioielliere più famoso degli Stati Uniti ha preso posizione contro l'industria che gli fornisce le materie prime?
    7 aprile 2004 - La Stampa
    Fonte: www.lastampa.it
    26.03.04


    Un saggio detto americano offre questo consiglio: se non puoi battere il tuo avversario, alleati con lui. Forse la sua eco risuonava nella testa del presidente di Tiffany & Co., Michael Kowalski, quando ha deciso di firmare una pagina pubblicitaria sul Washington Post, per bloccare l'apertura di una nuova miniera al confine tra Montana e Idaho. Come mai il gioielliere più famoso degli Stati Uniti ha preso posizione contro l'industria che gli fornisce le materie prime? La storia è affascinante. Nel 1987 l'Asarco Inc. aveva proposto di aprire la nuova miniera di rame e argento «Rock Creek» sotto la Cabinet Mountains Wilderness Area, un parco protetto all'interno della Kootenai National Forest. Gli ambientalisti si sono subito opposti perché il progetto prevede la costruzione di una galleria lunga tre miglia, che scaricherà ogni giorno tre milioni di galloni di acqua inquinata. Questo liquame finirà nel fiume Clark Fork e quindi nel lago dell'Idaho Pend Oreille, uccidendo le trote e rovinando l'ambiente in una regione che vive di turismo. La miniera, poi, coprirà in tutto una superfice di 631 ettari, minacciando anche la sopravvivenza dei grizzly rimasti in quella zona al confine col Canada. Il governo federale, però, non ha sentito ragioni, e l'anno scorso il Forest Service ha dato l'autorizzazione per gli scavi alla Sterling Mining Co. e alla Revett Silver Co., in base al General Mining Act del 1872, una vecchia legge che all'epoca della conquista del West favoriva lo sviluppo in qualunque caso. Nove potenti gruppi ambientalisti, tra cui l'Earthworks di Washington, hanno fatto causa, e due giorni fa hanno scoperto dalle pagine del Washington Post di avere un alleato inatteso. «Questa enorme miniera - ha scritto Kowalski indirizzandosi direttamente a Dale Bosworth, responsabile del Forest Service - inquinerà un tesoro nazionale. Noi di Tiffany capiamo che l'estrazione dei minerali deve restare un'industria importante. Ma come altri business che traggono beneficio dal commercio dei metalli preziosi, crediamo anche che siano necessarie urgenti riforme delle leggi». L'amministrazione Bush è caduta dalle nuvole, mentre i gruppi ambientalisti si sono affrettati a benedire Kowalski: «Quelli di Tiffany - hanno commentato i portavoce - sanno riconoscere una gemma quando la vedono». Il gioielliere poi ha spiegato che la sua sensibilità è aumentata dopo la scoperta del traffico dei diamanti, usati in Africa per finanziare la guerra: «I clienti chiedono che i nostri materiali preziosi siano prodotti in maniera socialmente ed ambientalmente responsabile». Altrimenti Tiffany rischia boicottaggi e cause come quelle sulle sigarette, che hanno spinto la Philip Morris a finanziare spot televisivi contro il fumo tra i giovani. Se non puoi battere il tuo nemico, alleati con lui.

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