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    Come si produce energia negli impianti geotermoelettrici

    Sapere è saper crescere, ecco l'elettricità della Terra

    Mai più qualcuno dovrà credere che a Taranto ci sia gente così ignorante da trascurare e non comprendere il fine ed il senso di ciò che gli viene proposto.
    4 aprile 2016 - Gianmarco Tedesco

    Dopo avervi descritto una possibile soluzione che prevede l'utilizzo del calore geotermico per la produzione di calore da utilizzare ai fini domestici, vorrei parlarvi oggi delle possibili soluzioni per produrre elettricità con la geotermia. Ogni qual volta si fa riferimento ad un impianto geotermico per la produzione di elettricità si parla di impianto geotermoelettrico.Al contrario di quanto visto per la produzione di calore, dove più o meno diffusamente si ha una temperatura di circa 15°C a circa 2.5 m di profondità, per produrre elettricità bisogna avere la fortuna di identificare un sito adatto che possa garantire una buona produzione per un periodo di tempo considerevole, senza impoverire l'acquifero e creare fenomeni di subsidenza (collasso del terreno causato da una forte attività estrattiva e da una conseguente diminuzione di pressione idrostatica). A seconda del tipo di fluido che si estrae identifichiamo tre tipi di serbatoi geotermici e quindi tre tipi di configurazioni impiantistiche che sono:


    - serbatoio a vapore dominante (impianti a vapore surriscaldato)

    - serbatoio misto acqua/vapore (impianti flash)

    - serbatoio ad acqua dominante (impianti a ciclo binario)

    Schema concettuale sulle forme di produzione geotermoelettrica

    Oggi voglio parlarvi degli impianti a vapore surriscaldato e quindi dei serbatoi a vapore dominante. Questi serbatoi sono caratterizzati dal contenere fluido geotermico in forma di vapore (98% in massa) a temperature di circa 200-400°C con pressioni di 5-10 bar. Quale è il vantaggio di questi impianti e in cosa consiste la loro (semi)rinnovabilità? Immaginate che in una comune centrale termoelettrica bisogna bruciare tonnellate di carbone o di olio combustibile all'anno per produrre vapore, mentre in una centrale geotermoelettrica a vapore, quest'ultimo è offerto gratis, da madre natura. Perché la risorsa geotermica è definita semi-rinnovabile? Perché al contrario del sole, vento e acqua che sono considerate forme primarie inesauribili, la risorsa geotermica va "gestita" onde evitare un precoce esaurimento della falda, per tanto essa non può essere considerata inesauribile bensì esauribile se non la si "manipola" opportunamente. In Italia, a Larderello, vivace località in provincia di Pisa, sorge uno degli impianti a vapore geotermico più grossi di tutto il mondo(http://www.enelgreenpower.com/it-IT/plants/renewable_energy/geothermal/) esso è costituito da 35 impianti per una potenza complessiva di circa 770 MW in grado di produrre 5 TWh di energia elettrica all'anno (quantità incommensurabilmente elevata) e garantire il 26% del soddisfacimento energetico elettrico regionale che in termini pratici è rappresentato da ben 2 milioni di famiglie italiane.

    Torre evaporativa della Centrale di Larderello

    Come funziona un impianto geotermoelettrico a vapore e quali sono i suoi rischi?Dal punto di vista impiantistico una centrale geotermoelettrica a vapore si comporta come una centrale termoelettrica tradizionale con la differenza che non avviene la reazione di combustione che vaporizza l'acqua. Il vapore (caldo e ad alta pressione) è offerto gratis dalla terra, si espande in turbina producendo energia elettrica. Quando esce dalla turbina, il vapore si è trasformato in un vapore "freddo" che viene condensato e questa è chiamata fase di condensazione. Alla fine della condensazione il vapore è diventato acqua che può essere reiniettata in falda per garantire il mantenimento dell'opportuno equilibrio idrogeologico evitando fenomeni di subsidenza (http://www.treccani.it/enciclopedia/subsidenza/). 

    Voglio precisare e spendere due parole sulla fase di condenzazione; in questa fase si realizza un passaggio di stato (a temperatura e pressione costante) dove il vapore freddo diventa acqua. Per garantire questo passaggio di stato si effettua uno scambio di calore con dell'acqua di raffreddamento che viene successivamente rigenerata nelle torri evaporative come quella mostrata nella prima figura. Quel fumo denso e bianco altro non è che aria carica di umidità; in parole povere vapore acqueo.Qualcuno provò a farci credere che i camini di Ilva "sputassero" vapore acqueo...ma solo un fesso potrebbe crederci ed il fatto che qualcuno possa reputare la gente di Taranto così ignorante da abboccare a queste fandonie (o maldestri tentativi di depistaggio industriale) mi fa veramente innervosire (per non usare un altro vocabolo).Termino dicendo che è impossibile pensare a queste soluzioni per il nostro territorio. La geotermia e la Puglia non vanno molto d'accordo. È giusto però conoscere ed essere consapevoli di ciò che si parla onde evitare di farci prendere per il naso (sempre per non adoperare un altro termine) e credere alla prima fesseria che ci viene raccontata.Mai più qualcuno dovrà credere che a Taranto ci sia gente così ignorante da trascurare e non comprendere il fine ed il senso di ciò che gli viene proposto.

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