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    Inquinamento, killer di bambini

    Studio dell'Oms In Europa un bambino su tre muore a causa dell'inquinamento ambientale. Sotto accusa polveri sottili, piombo e acqua sporca
    22 giugno 2004 - Tiziana Barucci
    Fonte: www.ilmanifesto.it
    18.06.04


    Bambini con pance gonfie e occhi tristi che lottano per sopravvivere o che muoiono per situazioni che nel nostro «ricco» Occidente consideriamo retaggio di un passato sepolto: la nostra memoria visiva non ci tradisce mai quando si parla di giovani vittime di un sistema che fa acqua, e ci ripropone le solite immagini di ragazzini neri o meticci su sfondi sabbiosi e caldi degni di paesi lontani. Ma stavolta così non è. Senza nulla togliere al dramma di realtà africane o sudamericane, questa volta i bambini che muoiono o rischiano ogni giorno di morire a causa di scelte sbagliate fatte dai loro genitori vivono a casa nostra, o quasi. A metterci in allerta è uno studio commissionato dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) in uscita oggi sulla rivista scientifica Lancet : in Europa un bambino su tre muore a causa dell'inquinamento ambientale. A uccidere ogni anno più di 100mila bambini o ragazzi di età compresa tra gli 0 e i 19 anni, soprattutto nella zona orientale del nostro continente - sono l'inquinamento dell'aria nei luoghi chiusi e aperti, l'acqua contaminata, il piombo, i traumi e gli incidenti. Lo studio, inedito nel suo genere, è stato effettuato dall'Università di Udine e dall'Istituto per l'Infanzia Burlo Garofalo di Trieste e analizza i dati del 2001 in tutti i 52 paesi che fanno parte della regione europea dell'Oms, vale a dire Europa occidentale ma anche ex Unione sovietica, ex Jugoslavia, Israele, Turchia e Cipro. Non solo quantifica i risvolti negativi dell'ambiente sulle giovani generazioni, ma stima il numero di vite che potrebbero essere salvate e le disabilità che potrebbero essere evitate con una riduzione dell'esposizione dei bambini ai cinque «killer». E se i traumi e gli incidenti - come quelli stradali, avvelenamenti, cadute, annegamenti - rimangono la prima causa di morte tra i giovani dagli 0 ai 19 anni - circa 75.000 - il numero di coloro che muore o vive molto male a causa degli altri agenti ambientali non è di tanto inferiore. Ma andiamo con ordine.

    Inquinamento atmosferico
    La tossicità dell'aria in ambienti chiusi e aperti ha ucciso secondo l'Oms ben 63 mila bambini. In particolare ogni anno più di 13 mila bambini da zero a quattro anni muoiono per l'inquinamento atmosferico di luoghi aperti - soprattutto per le polveri sottili - e 50 mila per quello di ambienti chiusi. Le giovani vite spezzate dall'«aria aperta» provenivano per la maggior parte dai paesi del gruppo «B» - Balcani, alcune nazioni di ultima ingresso nell'Unione e Turchia - e il resto dal gruppo «C» - soprattutto paesi dell'ex Unione sovietica. Le polveri sottili sono, secondo la ricerca, causa in particolare di infezioni acute del tratto inferiore dell'apparato respiratorio, asma, basso peso alla nascita e danneggiamento delle funzioni polmonari. Ma una cosa deve fare riflettere: se il livello di inquinamento atmosferico fosse veramente ridotto e arrivasse al valore guida stabilito dall'Unione europea per il 2005, ogni anno si potrebbero salvare 5 mila vite. Mentre 9 mila morti potrebbero essere evitate sostituendo i combustibili solidi con quelli gassosi o liquidi.

    Acqua tossica
    Nonostante si stimi che oltre il 90 per cento della popolazione europea abbia accesso alle risorse idriche in maniera sufficiente, in molte economie in transizione del continente, come ad esempio nei paesi dell'ex Unione sovietica, le infrastrutture per l'approviggionamento idrico e per lo smaltimento dei rifiuti sono vecchie o danneggiate dalla scarsa manutenzione degli ultimi venti anni. Per questo oltre 2 milioni di persone non hanno accesso ad acqua pulita, cosa che espone i bambini a un elevato rischio di malattie diarroiche. E ben il 5,3 per cento delle morti totali di bambini con un'età compresa tra 0 e 14 anni è ascrivibile a insufficienti sistemi di smaltimento dei liquami e alla scarsità d'acqua, che vuol dire anche scarsità di igiene.

    Avvelenamento da piombo
    Rappresenta ancora la sostanza chimica più tossica per i bambini e l'esempio più noto di sostanza neurotossica a cui i bambini sono molto. Gli effetti sono più gravi nella fase iniziale della crescita perché portano disfunzioni celebrali come ritardi nello sviluppo neurologico, disturbi nell'apprendimento, nella coordinazione motoria, dislessia e anemia. E secondo l'Oms l'avvelenamento da piombo fa perdere ai bambini europei complessivamente 150 mila anni di vita, ovvero anni in cui i bambini vivono ma vivono male.

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