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    Codice rosso: i cinque parchi più inquinati degli Stati Uniti

    L'Inquinamento dell'aria minaccia i parchi nazionali americani. Infatti, nella maggior parte di questi si riscontra l'aria più sporca della nazione, tanto da rivaleggiare se non superare quella delle città più inquinate, quali Atlanta e Los Angeles.
    6 luglio 2004

    L'Inquinamento dell'aria minaccia i parchi nazionali americani. Infatti, nella maggior parte di questi si riscontra l'aria più sporca della nazione, tanto da rivaleggiare se non superare quella delle città più inquinate, quali Atlanta e Los Angeles. Questo livello di inquinamento è stato raggiunto nonostante il Clean Air Act emanato dal Congresso nel 1997 e che si prefiggeva lo scopo di assicurare ad alcuni parchi nazionali e terre selvagge, indicati come aree di Classe I l'aria più pulita d'America. Sebbene i sondaggi indichino che la maggioranza degli americani ritiene pulita l'aria dei parchi, la promessa contenuta nel Clean Air Act è rimasta largamente disattesa.
    "Codice Rosso: I cinque parchi nazionali più inquinati d'America" impiega un indice di inquinamento, in precedenza sviluppato da Appalachian Voices per due passate edizioni di questa indagine, per classificare i 5 parchi più inquinati, sulla base di tre fattori di impatto ambientale: foschia, ozono e precipitazioni acide. Numerose altre aeree pubbliche, come le terre selvagge e le riserve naturali, soffrono degli stessi problemi.

    I 5 parchi più inquinati sono risultati essere:

    1. Great Smoky Mountains National Park, Tennessee e North Carolina
    · Il livello dell'inquinamento da ozono compete con quello di Los angeles, arrivando a violare i limiti federali più di 175 volte dal 1998 e danneggiando 30 specie di piante.
    · Le nubi situate alle vette delle montagne vengono acidificano le foreste di abeti e rendono il terreno saturato di azoto.

    2. Shenandoah National Park, Virginia
    · La visibilità è andata progressivamente peggiorando, accorciandosi a 1 miglio in alcuni giorni estivi, fenomeno dovuto agli alti livelli di inquinamento corpuscolato.
    · I torrenti che trasportano acqua acida mettono a rischio la sopravvivenza delle trote, una delle specie più resistenti all'acido.

    3. Mammoth Cave National Park, Kentucky
    · In media, la pioggia che cade sul parco è 10 volte più acida rispetto alle condizioni naturali.

    4. Sequoia and Kings Canyon3 National Parks, California
    · I livelli di ozono hanno superato la soglia limite per la salute umane in 61 giorni estivi nel 2001. Questo stesso inquinante mette a rischio le piccole piante di sequoia.
    · Cieli nebbiosi impediscono la visione spettacolare della catena montuosa della Sierra.

    5. Acadia National Park, Maine
    · Terreni rocciosi come quelli di Acadia hanno scarsa difesa contro la pioggia acida, nebbia e neve; un lago del parco è cronicamente acidificato.
    · Le visioni paesaggistiche dal monte Cadillac sono progressivamente peggiorate.

    L'impatto dell'inquinamento è evidente comunque dappertutto, se si eccettua alcune aree in cui manca un completo monitoraggio. Yosemite in California si situa al 3° posto in quanto alla peggiore situazione per l'ozono, e Big Bend in Texas ha una delle peggiori visibilità del settore occidentale.

    Ma vi sono molti altri inquinanti non inclusi in questo monitoraggio. I depositi di mercurio, ad esempio, che pongono a rischio un po’ tutti i parchi nel paese da Acadia in Maine alle Everglades in South Florida. L'inquinamento da particelle fini che riduce la visibilità contribuisce alle 30.000 morti premature registrate ogni anno. I residui pesticidi sparsi nell'aria dalle zone agricole rappresentano una minaccia agli ecosistemi dei parchi nazionali. Infine, il riscaldamento globale può portate alla distruzione di ecosistemi e a variazioni nella biodiversità nei parchi, alzando il livello del mare e provocando lo scioglimento dei ghiacciai (si ritiene, ad esempio, che i ghiacciai al Glacier National Park possano scomparire nel giro di 30 anni).

    Fonti dell'inquinamento atmosferico

    L'inquinamento atmosferico generato da fonti umane deriva in primo luogo dalla combustione del carbon-fossile, petrolio e gas. Le emissioni provengono da impianti per la produzione di elettricità e da aree industriali ma anche da auto, camion, aerei e treni. Sebbene il contributo degli impianti per la produzione di elettricità sia variabile da zona a zona, questo settore rappresenta quello che fornisce il maggior contributo all'inquinamento, specialmente nella metà orientale del paese.

    Sebbene gli impianti che impiegano il carbone per produrre elettricità emettano più del 90% dell'inquinamento atmosferico prodotto dall'industria dell'elettricità americana, essi generano solo poco più del 50% dell'elettricità nazionale, emettendo il 64% di anidride solforosa presente nell'aria della nazione, il 23% di ossido d'azoto, il 35% di mercurio e il 35% di anidride carbonica.

    Il contributo di queste centrali a carbone è particolarmente sproporzionato nella metà orientale del paese, dove gli impianti emettono il 78% di anidride solforosa.

    Più di 17000 vecchi impianti, ancora in funzione, emettono da 6 a 12 volte più inquinanti rispetto agli impianti nuovi o ristrutturati.

    Le emissioni dai tubi di scarico delle autovetture (più di 200.000.000 negli Stati Uniti) rappresentano anch'esse una fonte non indifferente specie in certi parchi quali il Sequoia-Kings Canyon.

    Le leggi federali hanno indicato che i parchi nazionali dovrebbero avere l'aria più pulita d'America, ma questa promessa è rimasta irrealizzata. Nonostante qualche progresso, le condizioni nei parchi nazionali rimangono significativamente compromesse.

    http://www.npca.org/
    National Parks conservation association

    Note:

    Traduzione comedonchisciotte.net

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