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    Rapporto del Sierra Club. Sotto accusa le politiche di protezione della salute pubblica

    Piombo e bromuro ai tempi di Bush

    8 luglio 2004 - Franco Carlini
    Fonte: www.ilmanifesto.it
    7.07.04


    Comunità a rischio. Il Sierra Club americano ha appena pubblicato una ricerca sulle comunità povere degli Stati uniti, un lungo viaggio fatto di volti, persone, storie di sofferenze. Molte di queste narrazioni mettono sotto accusa le politiche di protezione della salute pubblica disattivate o boicottate dall'amministrazione Bush, altre sono vicende di «normale» disoccupazione, diritti violati, sfruttamento. Il rapporto (www.sierraclub.org/comunidades/ingles/) è stato scritto con l'aiuto di gruppi locali non profit, impegnati sul terreno. Come nel caso di Brooklyn, dove opera dal 1997 un gruppo chiamato maketheroad.org, che in spagnolo suona Se hace el camino al andar, fare la strada camminando insieme. Ne fa parte Maria Celia Nolasco che sta facendo crescere tre nipoti, tutti con il sangue avvelenato dalle vernici al piombo. Queste sono da tempo fuori legge, ma le case di legno dei vecchi quartieri di New York, alla vista così poetiche, ne sono impregnate. Il piombo veniva usato in abbondanza per le sue capacità di impermeabilizzare meglio le pareti. Andrebbe dunque bandito e risanati i luoghi dove ancora esiste (come avviene per l'amianto); servirebbe e viene chiesta una politica pubblica, ma quando si è trattato di nominare dei nuovi esperti sul piombo nel ministero della salute (Health and Human Services Department) l'amministrazione ha scartato immediatamente quelli che avevano pubblicato degli studi critici. Ne sono invece stati chiamati altri che hanno rapporti con l'industria delle vernici. Come il dottor William Banner, che ha testimoniato come esperto di parte per conto della multinazionale Sherwin-Williams. Per inciso, quest'ultima ha un sito web e un logo allucinante: un barattolo di vernice rossa che viene rovesciato dal polo nord sul pianeta, ricoprendolo tutto. Il claim pubblicitario è «ricoprire la Terra». Barber sostenne in tribunale, nell'anno 2001, che una presenza di piombo di 70 microgrammi per decilitro di sangue non era pericoloso per i bambini. Le norme federali ne accettano un massimo di 10 e molti medici ritengono che esso possa provocare avvelenamento nei bambini con conseguenti danni cerebrali anche in quantità minori: andrebbe eliminato del tutto.
    Un altro scienziato eccellente del comitato sul piombo è il professor Sergio Piomelli, un italiano che opera da tempo in America come ematologo. Secondo Piomelli non c'è alcun fenomeno epidemico nell'avvelenamento da piombo... ma «alcune persone cercano di creare un'epidemia per decreto». Nel 2002, in una seduta del comitato egli dichiarò: «Prima che qualche giornalista lo scopra, voglio dirvi che qualche mese fa sono stato chiamato da una persona nell'industria del piombo, che mi chiese se potevano fare il mio nome per il comitato e io risposi di sì». Coda di paglia, e conferma su chi decide i ruoli pubblici nell'amministrazione Usa.
    Uno degli altri grandi temi descritti nel rapporto del Sierra Club è quello dell'utilizzo del bromuro di metile come diserbante nei campi. E' un gas nocivo per l'ozono, ma soprattutto per la salute degli umani, dato che provoca forme gravi e talora mortali di asma. In quanto tale, l'agenzia per la protezione ambientale (Epa) lo ha inserito nella categoria delle sostanze più tossiche. Avrebbe dovuto essere bandito nel 2005, ma dietro sollecitazione dei coltivatori, l'amministrazione Bush ha chiesto una esenzione dal Protocollo di Montreal che disciplina le sostanze dannose per lo strato di ozono. I lavoratori non vengono informati del rischio, né dotati di maschere protettive; sono quasi tutti messicani.
    Va infine ricordato che a fine giugno l'amministrazione statunitense ha annunziato un ricorso all'organizzazione mondiale del commercio (Wto), protestando per le nuove normative dell'Unione europea sulle sostanze chimiche. Queste regole si tradurrebbero in una barriera indebita al libero scambio, costituendo una barriera contro i prodotti americani. Si tratta della normativa Reach (Registration, Evaluation, Authorization and Restrictions of Chemicals) da tempo in discussione e già sottoposta a molte modifiche.

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