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    Sondaggio

    Diffusa ignoranza sugli OGM

    La maggioranza degli addetti al commercio di alimenti, dei ristoratori, dei gestori di locali in cui gli alimenti vengono serviti al pubblico non sa nulla di OGM, così come non sa nulla di un sacco di altre cose che invece dovrebbe sapere
    23 agosto 2004 - Marina Mariani

    La saggezza orientale ci mette in guardia dai pericoli dell'ignoranza, considerata la radice di gran parte dei mali che affliggono l'umanità. Non posso fare a meno di pensare che anche la leggerezza con cui gli OGM vengono presi in considerazione anche da chi avrebbe tutto l'interesse a informarsi, sia uno dei motivi che facilitano la vittoria delle multinazionali del biotec. Vi faccio un esempio che rende l'idea di cosa intendo.

    Ho svolto una piccola ricerca - sondaggio nel modo del commercio e somministrazione di alimenti. I risultati sono sconfortanti: la maggioranza degli addetti al commercio di alimenti, dei ristoratori, dei gestori di locali in cui gli alimenti vengono serviti al pubblico non sa nulla di OGM, così come non sa nulla di un sacco di altre cose che invece dovrebbe sapere. Un macellaio su 100 intervistati sa cos'è il prione che provoca il morbo cosiddetto della "mucca pazza" ma solo in modo vago. Gli altri non si sono mai neanche preoccupati di informarsi.

    Degli OGM sanno più alcuni consumatori che non il panettiere che ogni giorno vende loro la pagnotta alla soia o ai cinque cereali. Non vi sto parlando di una zona sperduta nel cuore dell'Africa nera, vi sto parlando di Milano. Non mi spiego come mai i corsi di aggiornamento, che per qualsiasi categoria di lavoratori con un minimo di dignità sono una necessaria occasione di progresso e di miglioramento, vengono regolarmente schifati, indipendentemente da chi li organizza, e anche se sono gratuiti, dagli addetti del settore alimentare.

    Lo so e lo affermo con certezza perché io faccio il possibile per andarci e qual che vedo e sento è avvilente. Non voglio toccare il tasto dei cuochi che in televisione si permettono di spacciarsi per esperti di alimenti, pronunciando una serie di sciocchezze deleterie soprattutto per le casalinghe all'ascolto.

    Questo è spaccio di ignoranza.

    È così da sempre. Adesso è stata emanata una legge che impone corsi di aggiornamento minimissimi, al limite del ridicolo: almeno 4 ore ogni 2 anni. Sapete qual'è la reazione? Sono tutti incazzati neri, e la frase ricorrente in 80 casi su 100 è: faccio questo lavoro da vent'anni, cosa avranno mai da insegnarmi? Sanno tutto, tutto e nient'altro.

    E poi si lamentano che i negozi chiudono e danno la colpa ai supermercati. Non stupitevi, vinceranno loro, alla fine vinceranno gli OGM, ormai liberi di entrare per la porta principale, abilitati alla libera circolazione dall'indifferenza di un settore ostinatamente cieco e sordo, che invece di essere l'ultimo baluardo forte nella tutela della salute del consumatore, veste ancora la pelle di leopardo e probabilmente disegna scene di caccia
    con graffiti sui muri.

    Che tristezza.

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