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    Rubate 280 tonnellate di esplosivo in Iraq

    Circa 380 tonnellate di esplosivo ad alto potenziale sono state rubate da un deposito di Al Qaqaa a pochi chilometri da Baghdad. La preoccupante notizia è stata pubblicata sul New York Times del 24 ottobre 2004.
    5 novembre 2004 - Andrea Minini

    Circa 380 tonnellate di esplosivo ad alto potenziale sono state rubate da un deposito di Al Qaqaa a pochi chilometri da Baghdad. La preoccupante notizia è stata pubblicata sul New York Times del 24 ottobre 2004.

    L'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) era già stata informata della scomparsa del materiale lo scorso 10 ottobre 2004 dallo stesso governo iracheno. L'esplosivo ad alto potenziale può essere di fatto utilizzato come detonatore per armi nucleari e ciò desta preoccupazione su scala mondiale.

    Il deposito di Al Qaida era incustodito e non sorvegliato dalle forze d'occupazione. Non si conosce la data del furto avvenuto presumibilmente dopo l'ultimo inventario documentato del deposito risalente al 9 aprile 2004. L'esplosivo sottratto potrebbe essere finito nelle mani del terrorismo locale o internazionale con conseguenze drammatiche per la sicurezza nello stesso Iraq o nei paesi occidentali.

    L'Aiea aveva già avvisato pubblicamente gli Usa dell'elevato rischio di furti al deposito di Al Qaqaa da ben prima dell'inizio della guerra in Iraq. Il deposito a sud di Baghdad era noto da almeno quindici anni agli ispettori delle Nazioni Unite e al Pentagono. Il regime militare di Saddam Hussein vi fabbricava testate convenzionali e la stessa agenzia Aiea aveva smantellato nei primi anni '90 le attrezzature del vecchio programma nucleare iracheno proprio ad Al Qaqaa. Il direttore generale dell'Aiea, Mohamed El Baradei, si dichiara sconcertato per le potenziali conseguenze dell'accaduto.

    Tra il materiale trafugato si registra il tipo Hmz e Rdx, lo stesso che causò la morte di 300 persone nell'esplosione di un edificio di Mosca nel 1999.

    L'esplosivo richiama alla memoria alcuni tragici attentati avvenuti negli ultimi anni come quello di Lockerbie. I terroristi libici che causarono l'attentato sul volo della Pan Am Flight 103 su Lockerbie nel 1988 utilizzarono soltanto una libra di alcuni esplosivi tra quelli trafugati in Iraq per uccidere 270 persone.

    Adesso il compito di ritrovare l'esplosivo scomparso è stato affidato all'Iraqi Survey Group della CIA Task Force, lo stesso gruppo incaricato della ricerca di armi di distruzione di massa in Iraq.

    Inevitabilmente, la notizia diventa anche materia prima politica nella corsa alla Presidenza americana. Il candidato dei democratici John Kerry accusa il presidente Bush di aver peggiorato lo stato di sicurezza degli americani:

    "Now we know that our country and our troops are less safe because this president failed to do the basics," Mr. Kerry said. "This is one of the great blunders of Iraq, one of the great blunders of this administration. The incredible incompetence of this president and his administration has put our troops at risk and put our country at greater risk than we ought to be." (fonte New York Times 26/10/2004)

    Il materiale esplosivo aumenta, di fatto, il potenziale terroristico per le autobombe, per le esplosioni di· edifici e persino per detonazioni nucleari. La preoccupazione si manifesta anche nelle parole di Madeleine K. Albright:

    "It's an outrageous mistake, and one I'm afraid we will pay for for a long period of time" (fonte New York Times 26/10/2004)

    L'amministrazione Bush replica alle accuse affermando che il furto aumenta il rischio di esplosioni ma non anche di proliferazione:

    "This is a high explosives risk, but not necessarily a proliferation risk"

    Per realizzare testate nucleari sono necessari anche altri componenti difficili da reperire. L'amministrazione Bush rammenta poi le 243.000 tonnellate di munizioni distrutte dalle forze della coalizione dall'inizio del conflitto in Iraq, materiale bellico spesso nascosto dal regime di Saddam Hussein in luoghi inaccessibili ed edifici civili come scuole, ospedali o normali abitazioni.

    L'articolo scandalo apparso sul New York Times, il primo a dare la notizia del furto, evidenzia però come il deposito fosse di fatto nella lista degli obiettivi strategici delle forze della coalizione angloamericana fin dal 2003. Lo stesso presidente Bush aveva inserito il deposito di Al Qaqaa come potenziale strumento della ripresa del programma nucleare iracheno per giustificare l'invasione in Iraq.

    Ancora una volta il materiale nucleare dimostra la sua potenziale pericolosità. Nel continuo dibattere anche in Italia sul nucleare civile e militare ci dovremmo chiedere se l'uomo moderno è pronto a gestire i delicati equilibri del nucleare e le eventuali conseguenze di un cattivo utilizzo. Se la tecnologia nucleare può definirsi perfetta non altrettanto può dirsi dell'uomo che l'adopera.

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