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    Il Governo di Pechino punta sull’energia nucleare per rispondere alla sete di energia che attanaglia il paese

    Nucleare? Sì, glazie

    3 novembre 2004
    Fonte: www.carmillaonline.it
    29.10.04

    bandiera cinese Il governo ha deciso di puntare sull’energia nucleare per rispondere alla sete di energia che attanaglia il paese, in preda a una rapida crescita economica. Zhang Huazhu, presidente dell’Autorità per l’Energia Atomica, ha detto che nei prossimi 15 anni saranno costruite 27 nuove centrali nucleari, delle dimensioni dell’impianto esistente a Daya Bay, nel sud del paese. Queste si aggiungeranno alle 9 già esistenti, generando 36 milioni di kW di elettricità all’anno, pari al 4-5% della produzione nazionale.

    La prima centrale atomica è stata costruita nel 1991. Dopo anni di indecisione, il governo centrale ha deciso di rendere l’energia nucleare un “importante componente” del settore energetico nazionale. Nelle prospettive del governo questo faciliterà il bisogno di energia nei trasporti e ridurrà le emissioni inquinanti derivati dall’uso del carbone. Zhang ha affermato che per il 2020 la Cina userà 120 milioni di tonnellate di carbone in meno.

    Il piano di costruzione delle centrali è un processo lungo e sotto la supervisione del Consiglio di stato. Zhang ha detto che le prossime centrali saranno costruite soprattutto nella zona costiera, dove vi è alto consumo di elettricità e dove le risorse naturali sono scarse. Nel Zhejiang e nel Guangdong gli impianti nucleari offrono già il 13% dell’elettricità richiesta. Le zone costiere del sud-est sono le più avanzate dal punto di vista commerciale e industriale e risentono di più dei blackout che stanno caratterizzando l’estate cinese. Per venire incontro alla crisi energetica il governo ha stabilito turni per l’erogazione: alcune industrie lavorano solo di notte e altre sono chiuse 3 giorni alla settimana; altre ancora una settimana al mese.

    Xu Yuming, un esperto nucleare, ha assicurato che l’industria nucleare cinese ha un buon livello di sicurezza. Fin dal 1991 nessun allarme ha superato la soglia 2 di pericolo (la scala va da 0 a 7).
    Il problema è come trovare i capitali per la costruzione di tutte queste centrali, in un momento in cui il governo chiede di raffreddare l’economia per evitare l’inflazione. Zhang si è detto sicuro che la Cina potrà trovare capitali sia all’interno che all’estero.
    Negli anni passati il programma energetico cinese ha ricevuto l’aiuto di Francia e Russia, come anche dell’Iran. Zhang ha assicurato che la Cina non ha mai lavorato insieme alla Nord Corea nello sviluppo di centrali nucleari, anche se egli personalmente ritiene che ogni nazione ha diritto a usare energia nucleare in modo pacifico.

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