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    Probabile accordo tra UE e Iran sulla questione nucleare

    Si intravede finalmente una via di uscita diplomatica dalla questione nucleare iraniana grazie all'intervento intermediatore dell'Europa e all'opposizione della Cina verso qualsiasi intervento di forza del Consiglio di Sicurezza.
    9 novembre 2004 - Andrea Minini

    Si intravede finalmente una via di uscita diplomatica dalla questione nucleare iraniana grazie all'intervento intermediatore dell'Europa. Dopo un lungo processo di negoziazione è stata preparata a Parigi una bozza d'intesa sulla vicenda del processo di arricchimento dell'uranio che da un lato era destinato ad alimentare le future centrali nucleari iraniane e dall'altra destava la preoccupazione di Usa e Israele per un possibile utilizzo per la fabbricazione delle armi atomiche.

    La notizia dell'intesa preliminare è stata annunciata da uno dei negoziatori iraniani alla tv di stato. Non si conoscono i contenuti dell'accordo che restano confidenziali fino all'approvazione definitiva da parte dei governi nazionali. Probabilmente la richiesta di sospensione del programma di arricchimento dell'uranio sarà compensata da un programma di cooperazione economica e tecnologica tra Iran ed Unione Europea.

    La trattativa è stata condotta in questi giorni a Parigi tra i rappresentanti di Iran, Francia, Germania e Gran Bretagna ed è stata un vero tour de force per giungere ad un'intesa diplomatica per uscire dalla crisi. Lo stesso direttore Aiea, El Baradei, in un discorso alle Nazioni Unite aveva recentemente auspicato che il tentativo europeo riuscisse a trovare una soluzione prima della prossima riunione del 25 novembre in sede Aiea. La pressione degli Stati Uniti di portare la questione dinnanzi al Consiglio di Sicurezza e le minacce da parte di alcuni esponenti politici di Israele di essere pronti a ogni mezzo per sospendere il processo di arricchimento iraniano lasciavano presupporre il peggio.

    Se l'accordo preliminare sarà sottoscritto dai rispettivi governi negoziatori di Francia, Germania, Gran Bretagna e Iran si uscirebbe completamente dall'empasse politica che ha visto un'escalation di dure dichiarazioni tra Israele, Stati Uniti e Iran a partire dalla metà di settembre 2004.

    Nei giorni scorsi anche la Cina si è pronunciata sulla crisi nucleare in Iran allargando ulteriormente la reazione a catena politica sugli scenari internazionali. La Cina ha affermato di non appoggiare alcun tentativo di portare la questione dinnanzi al Consiglio di Sicurezza e di ricercare una soluzione alla crisi esclusivamente in sede Aiea: "It would only make the issue more complicated and difficult to work out" ha dichiarato il ministro degli esteri cinese Li Zhaoxing lo scorso 6 novembre. (fine Chinadaily.com).

    Alla ferma opposizione cinese alla richiesta degli Usa di portare la questione al Consiglio di Sicurezza sono seguite dichiarazioni di amicizia tra Iran e Cina che lasciano intravedere nuovi accordi commerciali verso oriente. In questo senso sono chiare le dichiarazioni del ministro del petrolio iraniano Bijan Namdar Zanganeh: "Japan is our number one energy importer due to historical reasons ... but we would like to give preference to exports to China". (fonte Chinadaily 7-11-2004)

    In questi giorni frenetici tra falchi e colombe anche il parlamento iraniano cercherà di dare un segno di apertura sulla questione votando entro la prossima settimana il bando dei programmi nucleari non pacifici e dare in questo modo un ulteriore segno di certezza dei propri scopi civili nel nucleare. L'Iran ha sempre sostenuto lo scopo pacifico del programma di arricchimento dell'uranio per realizzare esclusivamente il combustibile per le future centrali nucleari iraniane.

    L'accordo tra Iran e Unione Europea e l'intervento della Cina disegnano nuovi scenari internazionali e nuovi accordi tra le potenze economiche vecchie e nuove. Si delinea un chiaro solco che vede rafforzare il canale d'intesa diplomatico del medioriente iraniano con Europa e Cina per contrapporsi ad una politica troppo unilateralista degli Stati Uniti d'America.

    L'accordo preliminare rafforza anche il ruolo dell'Unione Europea come entità politica interculturale negli scenari internazionali mondiali. Un ruolo di cui si sente veramente bisogno dopo il recente fallimento dell'Onu nell'impedire l'intervento bellico in Iraq nel 2003.

    Il possibile nuovo equilibrio diplomatico internazionale è chiaro nelle stesse parole di Hossein Mousavian rilasciate alla tv di stato in Iran, capo della delegazione iraniana a Parigi: "If this is approved by all four parties, we will witness an important change in Iran's relations with Europe and much of the international community in [the] not-too-distant future" (fonte WashingtonPost.com)

    Resta comunque il problema fondamentale legato al nucleare che trascende dalle diverse posizioni politiche di Stati Uniti, Europa e Cina. L'uso dell'energia nucleare negli stati a forte instabilità politica crea, inevitabilmente, uno stato di tensione internazionale tale da lambire anche la causa della guerra e dell'intervento militare. Oggi accade in Iran ma domani potrebbe accadere in qualsiasi altro paese del mondo e per le stesse identiche ragioni.

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