I costi della guerra, i vantaggi della pace
Steve Killelea è Presidente Esecutivo dell'Istituto per l'Economia e la Pace (Institute for Economics and Peace).

Quest'Istituto "misura" i progressi e i regressi della pace nelle varie nazioni usando degli indicatori economici e sociali.
L'Institute for Economics and Peace pubblica un raporto molto interessante con tutte queste "misurazioni".
Si chiama "Global Peace Index". Adesso si può scaricare la versione per il 2016. Lo studio classifica 162 stati. È l'invenzione dell'imprenditore australiano Steve Killelea ed è approvato da personalità quali Kofi Annan, il Dalai Lama, l'ex Presidente finlandese Martti Ahtisaari, Muhammad Yunus e l'economista Jeffrey Sachs, l'ex Presidente irlandese Mary Robinson, l'ex Presidente USA Jimmy Carter.

Ogni anno si spendono somme enormi per vincere le guerre e condurre quelle che sono definite le "operazioni geopolitiche". Ogni giorno, violando il diritto internazionale, vengono usati i droni per uccidere persone, in violazione del diritto alla vita e al giusto processo. Ogni giorno armi e munizioni vengono usate senza alcun risparmio. Ma quali sono i costi?
E' molto interessante l'analisi economica della guerra e dei conflitti violenti che viene fatta dal Steve Killelea: "Date queste somme colossali, è essenziale che i responsabili politici analizzino correttamente dove e come questo denaro viene speso, e riflettano a modi per ridurre il costo totale. Purtroppo, queste domande sono raramente prese in seria considerazione. Per lo più, ciò è dovuto al fatto che le campagne militari di solito sono motivate da preoccupazioni geostrategiche, non da logiche finanziarie. Anche se gli oppositori della guerra in Iraq potrebbero accusare gli Stati Uniti di avere come obiettivo i campi di petrolio del paese, l’intervento militare è stato antieconomico, a dir poco. La guerra del Vietnam e altri conflitti sono stati anch’essi catastrofi finanziarie".
Invito a leggere e, perché no, a tradurre il Positive Peace Report 2016. Quantifica la pace e i suoi benefici. Sarebbe importante che queste cose venissero studiate all'Università e che le studiassero i capi di Stato.
Perché è bene che si sappia che - oltre alle vittime - c'è anche un dato che inchioda i signori della guerra alla loro idiozia: le guerre costano più del 13% del PIL mondiale, e caricano sulla comunità un costo economico equivalente ad oltre 14 trilioni di dollari (ossia 14 mila miliardi di dollari).
Sono cose che, in un modo o nell'altro, diceva già Voltaire nel Settecento.
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