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La Germania ratifica la Costituzione Europea

29 maggio 2005 - Honor Mahony

EUOBSERVER/BRUXELLES – Lo stato membro più grande dell’Ue ha ratificato la Costituzione, inducendo la Commissione Europea a sperare che ciò lanci un segnale positivo agli elettori francesi e olandesi che nei prossimi giorni andranno a votare per il referendum.

La camera alta tedesca, la Bundesrat, ha ratificato il documento la mattina di venerdì 27 maggio in grande maggioranza anche se il voto si può considerare una semplice formalità dopo l'ampio sostegno dimostrato due settimane fa dalla camera bassa.

L’evento è stato presenziato da Valery Giscard d'Estaing, l’autore della Costituzione, il quale ha dichiarato che “la doppia ratifica in Germania e in Francia rappresenterebbe un passaggio storico per il futuro e la Costituzione di tutta l’Europa.”

Anche altri si sono appellati agli elettori francesi affinché guardino ai risultati tedeschi e prendano nota.

“Spero che la Francia decida per l’Europa”, ha dichiarato il ministro per gli esteri tedesco Joschka Fischer.

Nel frattempo la Commissione ha affermato di essere “felice” che il trattato abbia incontrato il sostegno della classe politica tedesca e che la ratifica rappresenta “un invito importantissimo al popolo francese e olandese”.

Al momento tutta l’attenzione è concentrata sulla Francia, che voterà domenica, e sui Paesi Bassi che andranno alle urne tre giorni dopo, il 1 giugno. Negli ultimi giorni i sondaggi hanno dato la vittoria al No in entrambi i paesi.

Finora la Commissione si è rifiutata di speculare su cosa significherebbe per la Costituzione e per l’Europa il rifiuto da parte di uno o di entrambi i Paesi.

“Vogliamo che venga ratificata ma non spetta a noi entrare in un dibattito nazionale”, ha osservato venerdì un portavoce della Commissione.

La Germania è stato il nono paese ad aver ratificato il documento, a partire dal momento in cui fu firmato, ossia nell’ottobre dello scorso anno. Di questi nove paesi – Lituania, Ungheria, Grecia, Spagna, Germania, Austria, Italia, Slovenia e Slovacchia – solo la Spagna ha convocato un referendum.

Tuttavia, altri difficili referendum avranno luogo quest’anno, particolarmente in Danimarca e in Polonia.

Note:

Traduzione di Loredana Stefanelli per Peacelink

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