Un calcio al razzismo

In occasione dell’incontro amichevole fra le nazionali di calcio della Germania e dell’Italia, i giocatori indosseranno una t-shirt per ribadire il NO al razzismo da parte del mondo dello sport.
1 marzo 2006
Pier Virgilio Dastoli (Direttore della Rappresentanza in Italia della Commissione europea)

Dastoli

L’iniziativa è stata presa dalla Rappresentanza in Italia ed in Germania della Commissione europea e si iscrive nel quadro della politica dell’Unione contro ogni forma di discriminazione ed in particolare contro l’intolleranza verso l’"altro".

NO al razzismo Mentre la parola razza viene dal latino ratia che a sua volta deriva da ratio nel senso di "natura, qualità, condizione" riferita ad una serie di soggetti (uomini ed animali), la parola razzismo viene dal francese racisme e si è diffusa in Italia durante il fascismo per indicare soprattutto le teorie di coloro che ritenevano che l’umanità fosse divisa in razze superiori e razze inferiori, le prime – pure – destinate al comando e le seconde destinate alla sottomissione.

Il fascismo – con decisioni ed azioni non difformi da quel che avveniva in Germania sotto il nazismo – aveva introdotto, seguendo queste dottrine le leggi a difesa della razza ispirandosi a chi aveva già teorizzato nel diciannovesimo secolo l’ineguaglianza delle razze umane (Gobineau) o la superiorità della razza ariana (Chamberlain), una drammatica e folle idiozia che costò poi la vita a milioni di persone nel ventesimo secolo.

No racism no war

Da ricordare la rivista "La Difesa della razza", edita nel 1938 a cura di Interlandi e Giorgio Almirante (il futuro leader del Movimento Sociale Italiano), che tentò di "illustrare" per il fascismo la politica razzista tradottasi poi nelle leggi razziali.

Purtroppo, la concezione di un’umanità divisa in razze (superiori ed inferiori) e l’intolleranza razzista non sono state spazzate via con la fine della seconda guerra mondiale ma restano fenomeni diffusi – ben più di quanto sia visibile – in molte delle nostre società e le manifestazioni di qualche imbecille negli stadi italiani sono la punta di un iceberg la cui importanza è a torto ignorata dalle istituzioni pubbliche.

Chi si ricorda, del resto, che nell’antica Grecia i razzisti venivano chiamati "xenofobi", che vuol dire letteralmente "terrorizzati dallo straniero", il che dimostra che sono proprio gli xenofobi che sono o si sentono inferiori rispetto allo straniero.

Quando lo scienziato ebreo Albert Einstein giunse negli Stati Uniti per sfuggire alla barbarie nazista, uno stupido doganiere gli chiese a quale razza egli appartenesse ed Einstein rispose "umana" volendo significare che tutta l’umanità appartiene ad un’unica razza, senza distinzioni di sesso, di colore della pelle, di origine etnica o sociale, di caratteristiche genetiche, di lingua, di religione o di convinzione personale, di opinioni politiche, di appartenenza ad una minoranza nazionale, di nascita, di disabilità, di età o di orientamento sessuale. Così recita l’articolo 21 della Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione europea, che costituisce uno dei valori fondamentali della "casa comune" che si è andata creando fra gli Europei dalla fine della seconda guerra mondiale in poi.

Dobbiamo essere orgogliosi di questi valori comuni e difenderli – nel nostro interesse ed in quello dei nostri vicini a cominciare dai luoghi dove dovrebbe prevalere lo spirito della solidarietà e del rispetto reciproco come gli stadi di calcio.

Diamo un calcio al razzismo !

Articoli correlati

  • Schede
    Segregazione razziale negli Stati Uniti

    Le leggi Jim Crow

    Furono emanate tra il 1876 e il 1964. Alcuni esempi di leggi Jim Crow furono la separazione nelle scuole pubbliche, nei luoghi pubblici e sui mezzi di trasporto e la differenziazione dei bagni e dei ristoranti tra quelli per bianchi e quelli per neri. 
    6 giugno 2020 - Redazione PeaceLink
  • George Floyd: il razzismo ha radici lontane
    Pace
    Manifestazioni di protesta e disobbedienza civile contro il presidente Trump dopo l'assassinio

    George Floyd: il razzismo ha radici lontane

    Il razzismo è la negazione dell’altro da sé e la conseguente volontà di distruzione. Il colore della pelle, il genere, l’opinione politica, l’appartenenza a una determinata religione e la pratica di una specifica fede sono tutte cause di discriminazione che possono sfociare nell'intolleranza
    6 giugno 2020 - Laura Tussi
  • Il terrorismo razziale e l'eredità della violenza di Stato
    Pace
    Il fascismo neoliberale ha perso ogni scrupolo

    Il terrorismo razziale e l'eredità della violenza di Stato

    L'impunità dei poliziotti violenti, la risposta feroce alle proteste per la morte delle loro vittime non sono che gli indicatori di una politica fascista che per consolidarsi ha bisogno di alimentare l'odio e perpetrare la sua eredità razzista
    4 giugno 2020 - Henry Giroux
  • Discriminazione razziale negli Stati Uniti e il movimento per i diritti civili
    Storia della Pace
    La ribellione dei neri d'America

    Discriminazione razziale negli Stati Uniti e il movimento per i diritti civili

    Fino a metà degli anni '60 in molti stati degli USA erano in vigore leggi che discriminavano duramente i neri, negando loro i più elementari diritti civili. La lotta dei neri d'America per l'emancipazione fu uno dei grandi episodi della storia degli anni Sessanta.
    Costellazione '68 - sito web
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.6.36 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)