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Copenhagen: Fermiamo insieme la febbre del Pianeta -> Un piano mondiale per l'ambiente

12 dicembre 2009 - Nicola Vallinoto

Il Mondo è in pericolo.

La divisione dell’umanità in Stati nazionali sovrani impedisce di affrontare efficacemente i problemi globali, tra i quali il mutamento del clima, dovuto all’attività dell’uomo. Il MFE, che si batte per il superamento di tale divisione a partire dall’Europa mediante la creazione della Federazione Europea, evidenzia che senza interventi immediati, incisivi e consistenti per la riduzione, a livello planetario, delle emissioni di CO2 nell’atmosfera, l’aumento della temperatura media continuerà senza sosta con gravissimi rischi e pericoli per tutti i cittadini del Pianeta e le generazioni future.

Basta con l’inerzia e l’egoismo degli Stati!

Fino ad ora non sono stati adottati provvedimenti significativi, a livello globale capaci di contrastare il degrado ambientale che può diventare irreversibile. Il protocollo di Kyoto, mero Trattato internazionale, largamente disatteso, si è rivelato uno strumento inadeguato, rispetto ai propri obiettivi.

Fermiamo la febbre del pianeta

riducendo le emissioni di CO2 a partire dalla Conferenza dell’ONU sul clima ,che si tiene dal 7 al 18 dicembre a Copenaghen, affidando la stabilizzazione del clima a istituzioni internazionali adeguate al carattere globale della sfida climatica, che non può essere affrontata unilateralmente da nessuno Stato del Mondo.

Bisogna affrontare insieme la sfida.

E’ necessario che i principali Stati inquinatori (Stati Uniti, Unione Europea, Cina, India, Russia, Brasile, Messico, Giappone, Sud Africa) affrontino insieme la sfida climatica, partendo da un primo accordo di principio da adottarsi a Copenaghen o nei mesi immediatamente successivi, finalizzato a costituire la premessa di un atto di grande rilievo politico di risonanza mondiale.

Un Piano Mondiale per l’Ambiente.

E’ necessario che si preveda l’assunzione di impegni vincolanti da parte degli Stati e la costituzione di un’Organizzazione Mondiale per l’Ambiente, dotata di reali poteri, gestita da un’Alta Autorità indipendente e che disponga di adeguate risorse finanziarie proprie. Detta Organizzazione Mondiale costituirà lo strumento per gestire insieme le emergenze ambientali globali, per incoraggiare i Paesi in via di Sviluppo a condividere la diminuzione delle emissioni di carbonio (CO2) e i Paesi Sviluppati ad aiutarli fornendo loro una considerevole quota di sostegno finanziario e tecnologico. Il modello di istituzione proposto si ispira a quello della Comunità europea del carbone e dell’acciaio (CECA) .

Una carbon tax mondiale.

I mezzi finanziari propri dovrebbero derivare da entrate automatiche con l’istituzione di una carbon tax mondiale, concepita come addizionale delle accise nazionali sul consumo di carburanti fossili, esistenti in tutti i paesi sopraindicati, salvo che negli Stati Uniti d’America. L’Unione Europea ha la capacità e la volontà di assumere un ruolo di leadership nella riconversione in senso ecologico dell’economia mondiale e lo dovrà dimostrare a partire da Copenaghen.

Avanti verso la Federazione Europea e l’unità del genere umano.

MOVIMENTO FEDERALISTA EUROPEO
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