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Un’interpretazione peculiare della questione pace

Lotta contro l'oppressione, espansione dei sentimenti sociali, universalismo e Governo Mondiale

Compilazione di alcuni concetti espressi da P.R. Sarkar, a cura di Tarcisio Bonotto
27 agosto 2004 - Tarcisio Bonotto

Poiché il dibattito sulla pace sta proseguendo di pari passo all'incedere di conflitti e guerre e la richiesta pressante di pace di milioni di persone nel mondo sembra aver creato una certa polarizzazione sociale sulla necessità dei conflitti, si potrebbe desumere che la pace venga interpretata come assenza di guerra.

In questi anni il grido “pace” è diventato patrimonio di tutti e lo testimoniano i milioni di bandiere appese alle finestre. Purtroppo nulla si ottiene con le sole invocazioni. “Non c'è altro modo di ottenere la pace che dichiarare guerra alle reali cause che impediscono la pace”, afferma Sarkar.

In realtà possiamo allargare la giurisdizione del concetto di pace perché, come dice Sarkar: “Nella vita personale di ogni essere umano c'è un conflitto costante tra l'intelletto positivo e quello negativo, tra la forza spirituale e forza materiale. A volte trionfa la forza positiva, a volte è la forza negativa ad uscirne vittoriosa. Anche nella vita sociale ha luogo una battaglia analoga tra forze positive e negative. La forza positiva deve combattere contro le forze negative e durante questa lotta, fintanto che predomina la forza positiva, si crea un particolare tipo di pace che può essere chiamata pace senziente (pace bianca). Similmente, quando è la forza negativa ad essere vittoriosa, si instaura un altro tipo di pace, che si può chiamare pace statica (pace nera). Da ciò si vede che la pace è un fattore relativo”
Teorizzando sulla questione pace in relazione sia all'individuao che alla società possiamo affermare che “la pace suprema ed eterna non può essere stabilita nella vita collettiva, poiché le attività di estroversione di cui è costituito questo mondo hanno due funzioni - la prima è dominata dalla forza positiva e la seconda dalla forza negativa. Se l'esistenza di questo mondo consiste nella coesistenza di queste due forze, allora la pace permanente (sia essa senziente che statica) significherebbe la cessazione o dell'una o dell'altra, oppure di entrambe. Per questo non può esistere una pace collettiva tranne che nell'annientamento assoluto, il che è un'idea illogica. Comunque un individuo può certamente raggiungere la pace suprema per mezzo dell'elevazione spirituale, che da un punto di vista mondano può essere considerato come la cessazione della vita individuale”

Per quanto concerne la vita nazionale, tanta parte nel mantenimento della pace sociale ce l'hanno i governanti e coloro che lavorano per l'amministrazione pubblica.
“Quando i servitori del stato hanno i nervi saldi, gli elementi statici e antisociali, rimangono sotto controllo. In quei periodi il paese vive uno speciale tipo di pace, noto come pace senziente. Se invece i governanti sono deboli, allora predominano gli elementi statici, e le persone oneste sono costrette a stare in ombra. Questo tipo di pace può essere definita pace statica. La pace statica è naturalmente indesiderabile.

Nel caso dei conflitti o delle aggressioni armate, il dilemma del non interventismo e della diplomazia, o dell'intervento armato ha creato divisione e scalpore nella ns. società. Anche se il desiderio collettivo era quello di affermare a gran voce che, nel caso dell'Iraq, un'aggressione armata andava fermata, pur tuttavia nessuno aveva i mezzi per impedirlo.
Comunque, nel caso di conflitti tra diverse comunità e nazioni, oppure nei rapporti sociali nel nostro stesso territorio, vi sono situazioni che se non risolte creano un clima sociale degenerante.
Ancora Sarkar ”Se un certo gruppo sociale di una certa regione attacca un altro gruppo sociale della stessa regione o di un'altra regione e in tali circostanze tutti gli altri gruppi sociali rimangono muti spettatori o invocano la strada del negoziato o del compromesso come l'unica percorribile, allora dovrebbe essere chiaro che stanno incoraggiando soltanto una pace statica.
Se, ad esempio, c'è un buon rapporto formale con un vicino, ma appare chiaro che questi ha intenzione di uccidere la moglie, quale dovrebbe essere il dovere degli altri vicini? Tenere la bocca chiusa e rimanere seduti con le mani in mano considerando la cosa un affare privato? Contribuiranno allo stabilirsi di una pace statica non impedendo l'omicidio di quella donna? No, l'umanità non permette questo. E' desiderabile che essi sfondino la porta in qualche modo, entrino e proteggano la donna. In questo modo dovrebbero aiutare a ristabilire la pace senziente adottando le misure necessarie contro l'oppressore. Se un qualsiasi paese commette atrocità contro delle minoranze, o attacca qualche paese vicino debole, allora gli altri paesi vicini dovrebbero armarsi e, usando la forza necessaria, reprimere il tiranno per stabilire la pace senziente.

Per questo le persone che vogliono stabilire la pace senziente dovranno fare continui sforzi per acquisire sempre più forza. E' impossibile per le pecore stabilire la pace senziente in una società di tigri: coloro che sostengono che la non-violenza consiste nel non usare la forza, tristemente non possono né stabilire la pace senziente né difendere la libertà guadagnata a caro prezzo. La loro non-violenza può essere un inganno, o un tentativo diplomatico di nascondere la propria debolezza, ma purtroppo non c'è nessuna possibilità che essi possano stabilire una pace senziente”

Da questo punto di vista il problema del mantenimento della pace, per coloro che desiderano il benessere collettivo, è di acquisire sempre maggiore peso e statura, per avere il potere di contrastare coloro che sfruttano.
Come fare ad avere maggiore peso e statura, sia come individui che come movimento?
Questo è tema di dibattito.

Per la questione della cittadinanza
E' un diritto di nascita la cittadinanza universale.
“Ogni atomo di questo universo è proprietà comune di ogni essere vivente. Questo deve essere riconosciuto come un principio assoluto. Dopo aver riconosciuto ciò, l'idea che uno sia un connazionale e un altro sia straniero, che una certa persona abbia diritto alla cittadinanza mentre altri abbiano meno diritti, o addirittura nessun diritto, non può reggere. Infatti tali affermazioni sono l'espressione del peggior genere di privilegi acquisiti. Se la gente in un paese soffre per mancanza di terra e di cibo mentre un in altro paese c'è, eccedenza di terra e cibo, come dovremmo chiamare questo se non capitalismo? Tutti gli uomini sono cittadini del mondo dalla nascita. Ognuno ha il diritto di viaggiare e di stabilirsi dove vuole e di vivere come un essere umano. Se qualsiasi gruppo di persone non è pronto ad accettare questo diritto fondamentale, allora si dovrebbe capire che le sue dichiarazioni di volontà di pace sono dirette esclusivamente ad ingannare e a fuorviare gli altri.

Una persona ha il diritto di vivere non solo su questo piccolo pianeta, ma su qualsiasi pianeta o satellite, asteroide, stella, galassia, in qualsiasi parte di questa vasta creazione. Se qualcuno vuole privare la gente di questo diritto di nascita, allora gli esseri umani lo imporranno con l'uso della forza.

Il mio paese è in ogni paese,
Farò valere i miei diritti con la forza.

Universalismo
L'assenza di una visione globale sta alla radice della maggior parte dei problemi. Persone potenti stanno commettendo ingiustizie e atrocità sui più deboli. Gruppi umani usano il loro potere per sfruttare gli indifesi. In tali circostanze il dovere delle persone oneste è di dichiarare guerra agli oppressori.
Non è saggio starsene tranquilli sperando che la sola persuasione morale porterà i risultati desiderati. Tutte le persone oneste dovranno quindi essere unite. Una guerra contro gli oppressori richiede preparazione. Le persone che commettono qualsiasi tipo di oppressione nella vita collettiva o su qualsiasi gruppo umano non possono essere perdonate.
Perdonare in tali circostanze non significa solo mostrare debolezza, ma anche incoraggiare l'ingiustizia, poiché gli oppressori diventano ancora più sfrenati. Nella vita individuale se una persona malvagia opprime un innocente, quest'ultimo può, di sua spontanea volontà, perdonare l'oppressore, per provare la propria tolleranza o per qualche altro motivo, ma se questo oppressore attacca un gruppo umano, allora, naturalmente, nessuno può scusarlo a nome di tutto il gruppo; nessuno ha il diritto di fare questo. Se qualcuno agisce al di fuori della propria giurisdizione sarà condannato da coloro che rappresenta. Va detto quindi che il perdono si applica soltanto alla vita individuale e non a quella collettiva.
Nella vita individuale, quando una persona diviene generosa e aperta mentalmente essa si eleva al di sopra del tribalismo, del campanilismo etc. Spesso sento dire che il nazionalismo è un sentimento apprezzabile e libero da ogni ristrettezza. Ma è vero? In realtà anche il nazionalismo è un fattore relativo come il tnibalismo, il campanilismo o il regionalismo. In certi casi il nazionalismo è migliore del tribalismo, campanilismo etc, altre volte è peggiore. Prendiamo ad esempio i nazionalisti portoghesi: la sfera psichica dei nazionalisti portoghesi è minore di quella dei mussulmani comunalisti perché questi ultimi pensano allinteresse di un numero maggiore di persone, poiché essi sono più numerosi del popolo portoghese. In questo caso non si possono criticare i sentimenti dei comunalisti mussulmani in confronto ai nazionalisti portoghesi. Analogamente bisogna riconoscere che i sentimenti dei Rajputs castisti hanno maggior respiro di quelli dei nazionalisti portoghesi poiché i primi contemplano una maggiore potenzialità di benessere per un maggior numero di persone.

I sentimenti sociali ristretti, come ostacoli al benessere collettivo
Si può osservare che il casteismo, il comunalismo, il regionalismo e il nazionalismo sono tutti simili e la gente invoca a gran voce quel tipo che gli conferisce maggiore influenza. In realtà ciascuno di questi sentimenti soffre di tutti i difetti degli “ismi”, cioè ristrettezza, violenza, odio e inganno in grande quantità. Coloro che entrano nel campo del sociale ragionando in termini di “mio” e “tuo” creano gravi squilibri nella società umana. Coloro che desiderano migliorare le condizioni di tutti gli esseri viventi, mantenendosi al di sopra di ogni genere di ristrettezza, devono abbracciare l'universalismo come l'unica scelta. Non è giustificato attribuire le caratteristiche e i difetti degli “ismi” all'universalismo, perché esso si pone al di sopra di essi. Se consideriamo tutto come nostro, allora la questione del mio e tuo non ha più ragione di esistere. Non ci sono più occasioni per la violenza, l'odio, la ristrettezza.

Il Governo Mondiale, oltre i limiti del locale o nazionale – per realizzare una pace duratura
La forza dei castismi, dei regionalismi, dei comunalismi, dei nazionalismi tende a diminuire con il passare del tempo. Gli uomini moderni dovrebbero capire che in un prossimo futuro dovranno adottare l'universalismo. Quindi coloro che intendono giovare alla società dovranno mobilitare tutta la loro forza e il loro intelletto per organizzare un governo mondiale, lasciando da parte tutte le considerazioni di carattere locale o nazionale.
Dovranno concentrarsi esclusivamente su attività costruttive in maniera semplice e diretta, piuttosto che indulgere in tentativi ambigui o diplomatici. Molti pensano che il solo ostacolo alla formazione di un governo mondiale siano i diversi e contrastanti interessi nazionali. La mia opinione è che questo non sia il solo ostacolo, ma che sia anzi di importanza secondaria. Il vero impedimento è la paura dei governanti locali di perdere il loro potere. Con lo stabilirsi di un governo mondiale, il potere di cui godono oggi nei vari paesi e nazioni cesserà di esistere.
I differenti interessi nazionali e lo scetticismo possono ritardare la formazione di un governo mondiale. Il progresso di questa opera deve essere portato avanti un passo alla volta, per eliminare le paure irrazionali della mente umana. Inoltre si dovrà prendere nella dovuta considerazione la rimozione di tutti i possibili ostacoli alla formazione del governo mondiale.
Il governo mondiale deve essere creato poco alla volta, non improvvisamente. Ad esempio si potrebbero formare, per un periodo da valutare, due Camere. La Camera Bassa comprenderà rappresentanti dalle diverse parti del mondo, eletti in base alla popolazione, mentre i membri della Camera Alta saranno eletti per paese. In questo modo i paesi che, per la bassa popolazione, non potranno mandare un rappresentante alla Camera Bassa, potranno comunicare al mondo la loro opinione per mezzo del loro rappresentante alla Camera Alta. La Camera Alta non può prendere decisioni senza l'approvazione della Camera Bassa, ma ha la possibilità di revocare le decisioni prese dalla Camera Bassa.
In un primo tempo questo governo mondiale agirà semplicemente come un corpo legislativo. Il governo mondiale potrà esercitare il diritto di applicare o non applicare qualsiasi legge in qualsiasi regione. Nei primi tempi di funzionamento del governo mondiale i governi dei vari paesi avranno solo potere amministrativo. Non avranno il potere di applicare le leggi in modo arbitrario. Sarà difficile per qualsiasi governo commettere crimini contro le loro minoranze linguistiche, religiose o politiche, secondo i capricci delle maggioranze governative”

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