Appello per l'Europa che vogliamo

1 aprile 2003
Tavola della Pace

Appello per l'Europa che vogliamo La guerra contro l'Iraq ha diviso i governi europei impedendo all'Europa di agire in modo responsabile ed efficace. Allo stesso tempo decine di milioni di cittadini europei hanno dato voce ad un'Europa dei popoli unita attorno ai valori della pace, della giustizia e del diritto internazionale dei diritti umani. Il momento è estremamente difficile, il mondo è in uno stato di pericolo, i rischi sono terribili, la posta in gioco elevatissima e noi non possiamo accettare il silenzio e l'inazione dell'Europa. Se i governi sono divisi, i cittadini europei hanno la responsabilità di unirsi e di agire con determinazione e lungimiranza per dare vita ad un'Europa capace di affrontare le grandi sfide aperte e di mettere un freno alla guerra e al crescente disordine internazionale, all'ingiustizia e al terrorismo. Occorre agire subito. Abbiamo bisogno urgente di un'Europa decisa a costruire ed affermare sé stessa come soggetto politico autonomo e indipendente; impegnata a ridefinire coerentemente i suoi rapporti di amicizia e cooperazione con gli Stati Uniti, con il mondo arabo e con il resto del mondo; determinata a collaborare con le Nazioni Unite per costruire un ordine mondiale più giusto, pacifico e democratico; decisa a contrastare ogni piano di 'guerra infinita' o di 'scontro di civiltà' per costruire nel Mediterraneo e nel Medio Oriente una comunità di pace. Ci attendono scelte importanti, irrinviabili. Una grande responsabilità spetta ai paesi fondatori dell'Europa, a coloro che per primi, dopo tanti secoli di guerre, hanno avuto l'intuizione e la capacità di dare avvio alla costruzione dell'Europa come strumento di pace e di pacificazione. Il mondo ha disperato bisogno di una nuova Europa e noi, cittadini europei, consapevoli delle nostre responsabilità, vogliamo lavorare insieme affinché l'Europa si metta a servizio della pace, della giustizia e della democrazia internazionale. Nessuno resti a guardare. L'Europa che vogliamo. L'Europa che vogliamo è aperta, solidale e nonviolenta. L'Europa che vogliamo è fondata sulla pace e sui diritti umani, sulla dignità umana e sui diritti che le ineriscono, sui valori indivisibili e universali della libertà, della democrazia, dell'eguaglianza, della giustizia e della solidarietà. L'Europa ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali e riconosce nella pace un diritto fondamentale delle persone e dei popoli. L'Europa che vogliamo è un protagonista di pace positiva che s'impegna a ridurre l'ingiustizia planetaria, a sradicare la povertà, a prevenire e risolvere i conflitti, a sconfiggere il terrorismo, a sostenere la Corte Penale Internazionale, a rafforzare e democratizzare le Nazioni Unite per attuare le finalità sancite dalla sua Carta e costruire un ordine internazionale pacifico e democratico. L'Europa che vogliamo è aperta al resto del mondo, capace di stabilire con gli altri popoli e nazioni relazioni improntate alla ricerca del bene comune, alla cooperazione solidale, al riconoscimento e al rispetto delle diverse culture e identità. L'Europa che vogliamo è impegnata a fare del Mediterraneo il mare della pace, del dialogo tra le grandi religioni, dell'incontro tra persone e culture diverse, della sicurezza e dello sviluppo umano per tutti. L'Europa che vogliamo s'impegna a promuovere la pace, la giustizia e il rispetto dei diritti umani in Medio Oriente, mettendo fine al tragico conflitto tra israeliani e palestinesi sulla base del principio 'Due Stati per due popoli'. L'Europa che vogliamo è decisa a saldare il suo debito storico con l'Africa e i suoi popoli aiutandoli ad uscire dalla crisi disperata che li imprigiona e ad avviare uno sviluppo autonomo. L'Europa che vogliamo è l'Europa della convivialità e dell'interculturalità: un'Europa che è accoglienza di popoli, di lingue, di culture, di identità e di storie diverse; un'Europa che rifiuta il razzismo e la discriminazione in tutte le sue forme; che riconosce e rispetta i diritti dei migranti e il diritto d'asilo ai profughi e rifugiati in fuga dalla guerra, dalla violenza e dalla fame. L'Europa che vogliamo mette al centro la persona e i suoi diritti fondamentali, adotta un modello di sviluppo sostenibile, è capace di avere rispetto per la natura e per l'ambiente che ci circonda. L'Europa che vogliamo è l'Europa dei cittadini, degli eguali diritti di cittadinanza di tutti coloro che vi risiedono: investe nella democrazia e nella partecipazione, riconosce il valore e favorisce lo sviluppo dell'associazionismo anche prevedendo forme di consultazione e collaborazione da parte di tutte le istituzioni europee; promuove lo sviluppo di una società civile attiva, pluralista e responsabile. L'Europa che vogliamo è l'Europa dei popoli che, in attuazione del principio di sussidiarietà, valorizza le istituzioni di governo locale e le formazioni di società civile quali attori essenziali al suo sviluppo democratico e federale nell'ottica della governabilità globale democratica. L'Europa che vogliamo attua politiche economiche tese a creare nuova occupazione e ridare piena dignità al lavoro, a garantire a tutti il libero accesso ai diritti sociali di base, a salvaguardare il proprio modello di stato sociale promuovendo equità e giustizia distributiva al proprio interno e a livello internazionale. Noi cittadini europei, uniti, oggi più che mai, nel nome della pace, della giustizia e della solidarietà tra i popoli, ci impegniamo a partecipare attivamente allo sviluppo democratico di questa Europa. Chiediamo che nella Costituzione Europea in discussione si affermi, come all'articolo 11 della Costituzione Italiana, che: 'L'Europa ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali e riconosce nella pace un diritto fondamentale delle persone e dei popoli. L'Europa contribuisce alla costruzione di un ordine internazionale pacifico e democratico; a tale scopo promuove e favorisce il rafforzamento e la democratizzazione dell'Organizzazione delle Nazioni Unite e lo sviluppo della cooperazione internazionale.' Con questo spirito ci impegniamo ad organizzare dal 4 al 12 ottobre 2003, in occasione del semestre di presidenza italiana dell'Unione Europea, una nuova 'Assemblea dell'Onu dei Popoli' dedicata all'Europa: una grande 'audizione della società civile mondiale' sull'Europa e le sue responsabilità verso il mondo che si concluderà domenica 12 ottobre 2003 con una Marcia per la pace da Perugia ad Assisi. Obiettivo comune: costruire l'Europa che vogliamo. L'Europa per la pace. Tavola della Pace 1 aprile 2003

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