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Il lungo tragitto verso la riconciliazione e la democrazia

Lottiamo insieme agli oppressi per la costruzione della pace in Congo

Occorre per tutti noi impegnati nella difesa dei diritti degli ultimi, saper perseverare, con una speranza coraggiosa e ferma, senza cedere ai ricatti dei piccoli potenti prepotenti che già hanno ricevuto la loro ricompensa grazie al sopruso
Chiara Castellani
Fonte: Avvenire, 18 Luglio 2006

Come è difficile riuscire a dar senso alla croce nella tragedia senza fine vissuta dal popolo congolese e dai suoi pastori disposti a condividerla.
La Repubblica Democratica del Congo. E' la nazione dove opera Chiara Castellani, come medico volontario


E come è facile quindi cadere in tentazione, quando la realtà è angoscia come nell’orto degli olivi.

Di fronte a queste tentazioni storiche in un momento cruciale per il futuro del Paese, la Chiesa congolese ha oggi bisogno di nuovi slanci per continuare, come prima e più di prima, a giocare il suo ruolo profetico. I vescovi e in genere i pastori in Congo in questo momento hanno un ruolo chiave di guida spirituale nell’edificare il futuro del Congo e nel guidare un popolo che ha vissuto momenti di sbando nel suo cammino verso la pace e verso la democrazia. E che oggi si prepara a vivere degli avvenimenti di importanza cruciale per l’avvenire non solo del Congo ma di tutta l’Africa.

Insisto: oggi più che mai qui in Congo, in questo clima in cui gli ultimi sono sempre più ridotti a vittime è facile cedere, cadere nella tentazione di fuggire al proprio impegno in favore degli oppressi per la giustizia sociale. La bandiera arcobaleno è un simbolo che compare anche in Africa

Lo dico anche per me, che mi dichiaro in Italia missionaria da avamposti e che sono ufficialmente al servizio degli ultimi: di fronte alle pressioni dei piccoli potenti prepotenti che già hanno ricevuto la loro ricompensa grazie al sopruso, come è forte anche per me la tentazione, per quieto vivere (o forse solamente per sopravvivere?) di venire meno al mio impegno di camminare a fianco degli ultimi che sono le vittime di sempre. A chi piace giocare il ruolo di vittima? Non è molto più gratificante il ruolo del vincitore, o magari quello dell’eroe? Occorre invece per tutti noi impegnati nella difesa dei diritti degli ultimi, saper perseverare, con una speranza coraggiosa e ferma davanti alla tentazione di accontentare chi già possiede, anche a costo di divenire noi stessi bersaglio dei suoi ricatti. Senza però cedere ai suoi ricatti, perché sarebbe venir meno alla dignità di figli di Dio a cui siamo chiamati.

Ci occorre in questo momento una grande fermezza di fronte alle pretese di chi già possiede a sufficienza di che vivere e non ha preoccupazioni economiche. Non dobbiamo cedere, non ne abbiamo il diritto, perché la costruzione della pace del Congo dovrà essere figlia della giustizia distributiva e non solo della riconciliazione delle fazioni in lotta.

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