Messico: rendere pubbliche le informazioni sui detenuti e indagare gli abusi di Oaxaca
7 novembre 2006. Amnesty International è preoccupata per il destino delle persone detenute in Oaxaca dal 29 ottobre 2006. Durante questo periodo le organizzazioni non governative dei diritti umani in Oaxaca hanno cercato di ottenere informazioni riguardo a più di 80 persone detenute, inclusi diversi minori. Tuttavia, né le autorità federali né quelle statali hanno reso ufficialmente pubblico i nomi di tutte le persone tenute in custodia. La mancanza di informazioni ufficiali riguardo i detenuti, le loro condizioni fisiche, le accuse che devono affrontare, potrebbe significare che essi sono detenuti in “incommunicado” e soggetti a maltrattamenti che costituiscono violazione grave dei diritti umani. Negli ultimi cinque mesi Amnesty International ha ricevuto rapporti riguardo molti dimostranti detenuti dalle autorità di stato che sono stati soggetti a tortura, maltrattamenti e “incommunicado”. Amnesty International chiede con urgenza alle autorità di pubblicare i nomi delle persone detenute e le accuse a loro carico. Allo stesso modo, le autorità pubbliche, devono dimostrare che queste persone abbiano avuto accesso ai familiari, cure mediche e rappresentanza legale di loro scelta e che siano stati condotti davanti a un giudice. E' fondamentale che le autorità permettano ai rappresentanti della società civile, inclusi i difensori dei diritti umani in Oaxaca, l'accesso ai luoghi di detenzione per verificare la situazione dei detenuti. La Commissione Nazionale dei Diritti Umani e la Commissione Statale dei Diritti Umani di Oaxaca devono coordinare i loro sforzi, con la società civile, per vigilare sul rispetto dei diritti dei detenuti. Le autorità devono inoltre rendere pubbliche ogni informazione in loro possesso riguardo le persone, incluso i membri della sicurezza pubblica, che sono state uccise o ferite nel contesto del conflitto. Amnesty International esprime il suo sconcerto per i 17 morti che risultano dall’inizio del conflitto, di cinque mesi fa.. Diversi di loro pare siano stati uccisi da individui e gruppi di persone armate con apparenti legami con il partito di governo dello stato. L’organizzazione chiede con urgenza che si proceda ad un’indagine federale e imparziale su questi crimini. Inoltre condanna l’apparente uso eccessivo della forza da parte di membri della polizia municipale, statale e federale nelle varie operazioni contro i manifestanti e sottolinea la necessità di investigare in modo imparziale le violazioni dei diritti umani. Amnesty International inoltre condanna la violenza usata da alcuni settori dell’Assemblea Popolare del Popolo di Oaxaca (APPO) nei confronti della polizia statale e federale e ha fatto un richiamo perché i manifestanti rispettino lo stato di diritto durante le loro proteste. Antecedenti: Il giorno 29 ottobre 2006 più di 4000 elementi della Polizia Federale Preventiva (PFP) ha fatto ingresso nella città di Oaxaca per sloggiare migliaia di maestri in sciopero e simpatizzanti di APPO che da vari mesi occupavano la città esigendo le dimissioni del governatore dello stato, Ulises Ruis Ortis. Il 2 novembre ci fu uno scontro quando simpatizzanti di APPO e la polizia si scontrarono all’entrata della Università Autonoma Benito Huarez di Oaxaca, che era ancora occupata da simpatizzanti di APPO. Il 7 di novembre ci fu un’altra manifestazione contro il governo dello stato e per il ritiro della PFP da Oaxaca. Indice AI: AMR 41/051/2006
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