Latina

Nuove ombre sulle presidenziali dello scorso 2 luglio

Messico: la democrazia sottomessa agli interessi dei grandi media

Denunce dell’Instituto Federal Electoral, seppur con ritardo

24 maggio 2007
David Lifodi

Era Marzo 2006 quando tutti i partiti messicani approvarono la Ley Federal de Radio y Television che, in piena campagna elettorale per le presidenziali del 2 luglio dello scorso anno e sotto pressione delle due emittenti televisive dominanti, di fatto concedeva a Televisa e TvAzteca quasi il monopolio delle telecomunicazioni.
Adesso, a poco meno di un anno dalla grande truffa elettorale che ha consentito a Felipe Calderon di diventare Presidente nonostante le mobilitazioni di milioni di messicani, un'indagine dell'Instituto Federal Electoral (Ife) ha scoperto che le imposte pagate regolarmente dai cittadini dello stato sono state utilizzate per sostenere e finanziare la campagna elettorale dei partiti sui principali canali televisivi del paese, come dimostra il lungo elenco di irregolarità a livello mediatico avvenute durante la campagna elettorale. Resta semmai da capire quale motivo ha spinto l’Ife a muoversi con tale ritardo, si chiedono tra gli altri la politologa Denise Dresser dell'Instituto Tecnologico Autonomo de Mexico e alcuni docenti della Unam (Universidad Nacional Autonoma de Mexico).
Dei quasi 800mila messaggi elettorali trasmessi da Televisa e Tv Azteca per circa il 37% non si è ancora riusciti a capire chi li ha pagati, mentre la possibilità per il governo di scegliere a chi assegnare le nuove concessioni di licenza televisiva sulla base del prezzo più alto offerto hanno spinto Maria Amparo Casar, del Centro de Investigacion y Docencia Economicas, a scrivere un editoriale per il quotidiano Reforma in cui sostiene la necessità di cambiare un sistema del genere in cui si cerca di favorire le grandi emittenti tv a scapito dei cittadini.
Per scoprire le molteplici irregolarità commesse durante la campagna elettorale l'Ife ha controllato decine di migliaia di spot elettorali verificando se per queste pubblicità siano stati pagate fatture e contratti, e di conseguenza ha deciso di multare tutti i partiti in relazione a tutti gli spot di cui non erano stati documentati i pagamenti. La multa più salata è spettata al Pri con 4,7 milioni di dollari, seguito dalla Coalicion Por El Bien De Todos (inclusi i partiti minori come il Partido del Trabajo e Convergencia) di Lopez Obrador, che ha dovuto pagare 2,3 milioni di dollari, e infine il Pan con 1,5 milioni di dollari.
Le sanzioni decise dall'Ife però sono state decise quando ormai Calderon ha assunto i pieni poteri già da dieci mesi, come ha ribadito il politologo Horacio Mediano, docente della Unam, così come in ritardo sono stati divulgati dallo stesso Ife i costi delle campagne elettorali dei partiti per le presidenziali del 2006, che ammontano a mille milioni di dollari, di cui oltre il 60% è servito per finanziare l'organizzazione e il funzionamento degli organi elettorali.

Note: Articolo realizzato da David Lifodi per www.peacelink.it
Il testo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali citando la fonte e l'autore.

Articoli correlati

  • Messico: accordo capestro con gli Stati uniti
    Latina
    I negoziati commerciali usati da Trump come merce di scambio per risolvere la questione migratoria

    Messico: accordo capestro con gli Stati uniti

    Amlo ha accettato le condizioni di Trump trasformando il suo paese nel cortile di casa degli Usa
    13 giugno 2019 - David Lifodi
  • Messico: intervista con Mario Robles e Roberto Escorcia
    Latina
    I docenti messicani dell’Universidad Autónoma Metropolitana (Uam) parlano della presidenza di Amlo

    Messico: intervista con Mario Robles e Roberto Escorcia

    Andrés Manuel López Obrador rappresenta una reale speranza di cambiamento, ma al tempo stesso alcuni suoi modi di fare politica sono tipici del vecchio priismo.
    25 maggio 2019 - David Lifodi
  • Messico: le grandi opere della discordia
    Latina
    Il presidente Andrès Manuel López Obrador non ascolta la società civile

    Messico: le grandi opere della discordia

    Nuovi aeroporti, centrali termoelettriche e Tren Maya provocano la militarizzazione del paese e rendono più vulnerabili i lottatori sociali
    8 maggio 2019 - David Lifodi
  • Messico: terrorismo di Stato contro gli attivisti sociali
    Latina
    Cecilia López Pérez vittima di intimidazioni mafiose

    Messico: terrorismo di Stato contro gli attivisti sociali

    La militante del Frente Nacional de Lucha por el Socialismo denunciava le sparizioni forzate
    10 aprile 2019 - David Lifodi
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.6.23 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)