Latina

Honduras: "Creiamo progetti di vita e allo Stato non frega niente"

Popolazione garifuna denuncia minacce e attacchi
19 agosto 2019
Giorgio Trucchi

Progetto cocco (Foto Ofraneh)

Il popolo garifuna è sotto attacco in Honduras. Progetti estrattivi, energetici, agroesportatori, turistici e petroliferi, associati alla presenza della criminalità organizzata e del traffico di stupefacenti e all'inoperanza e complicità dello Stato, stanno mettendo seriamente in pericolo la sopravvivenza e il futuro di decine di comunità che resistono e lottano contra la minaccia d’espulsione e un nuovo esilio (dopo quello subito nel 1797 dall’isola di San Vicente/Antille Minori).

Nel 1997, al popolo garifuna è stata riconosciuta la proprietà comune dei 980 ettari del territorio di Vallecito, dipartimento di Colón (nord dell’Honduras). L’anno successivo, il latifondista Miguel Facussé Barjum ha invaso parte di queste terre per piantare palma africana.

Una sentenza della Corte suprema di giustizia l’ha obbligato a rinunciare alle sue pretese sulle terre garifuna. Pochi mesi dopo, persone legate al crimine organizzato hanno occupato quasi l'80% del territorio di Vallecito e hanno costruito una pista d’atterraggio clandestina per il traffico di droga.

Nel 2013 le terre sono finalmente tornate in mano alla comunità garifuna di Vallecito, legata alla Ofraneh (Organizzazione fraternale nera honduregna). Nonostante le minacce, gli attacchi fisici e psicologici, i ripetuti sabotaggi e l'assedio permanente, le famiglie hanno deciso di esercitare il loro diritto alla proprietà collettiva, avviando progetti di sovranità alimentare che si propongono di garantire il futuro di migliaia di famiglie.

Gli attacchi però non sono mai cessati. La comunità di Vallecito e la dirigente garifuna Miriam Miranda - entrambi godono di misure cautelari disposte dalla Commissione interamericana dei diritti umani, rimaste incompiute da parte dello Stato honduregno - vivono sotto la costante minaccia di nueve e potenzialmente fatali aggressioni.

Perfino le misure di vigilanza a carico della polizia, che hanno funzionato durante il 2014 e 2015, sono state inspiegabilmente soppresse.

“Negli ultimi mesi si è intensificata la presenza di persone armate. Rompono il recinto che abbiamo costruito ed entrano con macchine e moto. La comunità è molto preoccupata", ha detto Miranda alla LINyM

Miriam Miranda (Foto G. Trucchi | Alba Sud)

La coordinatrice della Ofraneh, premio “Carlos Escalera” 2016 per la difesa dei territori e i beni comuni, ha anche spiegato che c’è stato un forte aumento delle aggressioni.

“Il 2 agosto, persone armate hanno attaccato con armi da fuoco alcuni membri della comunità che camminavano nella zona che si trova tra la laguna e la spiaggia. Per fortuna nessuno è rimasto ferito e sono riusciti a scappare e a nascondersi. Ieri, invece, abbiamo avvistato altre auto con persone armate dentro le nostre terre”.

Uno Stato assente e complice

Miranda ha anche denunciato l’ambiguità delle autorità honduregne.

"Siamo andati più volte a denunciare ciò che sta accadendo, ma la stessa polizia ci ha risposto di non preoccuparci perché conoscono quelle persone. ‘Sono nostri amici’ ci hanno detto. Ci sentiamo totalmente indifesi”.

Lo scorso febbraio è stato firmato un accordo con il Meccanismo di protezione[1] per garantire la sicurezza a Vallecito. Ad oggi non è stato fatto nulla.

“Sono andata piu volte a Tegucigalpa a chiedere che fine avesse fatto l’accordo che abbiamo firmato, ma nessuno mi ha saputo dire niente. La verità è che lo Stato non ha dimostrato la volontà politica di proteggere il nostro progetto e la nostra incolumità. Vogliono buttarci fuori e in qualsiasi momento ci potrebbe essere un massacro”, ha detto Miranda.

Progetti di vita

Gli abitanti di Vallecito, con il sostegno della Ofraneh, stanno coltivando palma di cocco, che è fondamentale per il futuro del popolo garifuna. Verrà inoltre avviato un progetto per la produzione di casabe[2] che sarà gestito da una cooperativa di donne

“Semineremo più di 107 ettari di palma di cocco. È un progetto che cerca di garantire la sovranità alimentare della nostra gente, che dà speranza e costruisce vita, che si pone come obiettivo quello di ridurre la povertà ed evitare che famiglie intere emigrino.

(Foto Ofraneh)

Come è possibile - continua Miranda - che allo Stato non interessi proteggere un territorio e una popolazione che costruisce vita e futuro per i giovani e per il popolo garifuna?”.

Una cosa che risulta ancora più assurda se si pensa che l’Honduras ha i livelli di povertà tra i più alti dell’America latina e che, ogni giorno, circa 300 honduregni abbandonano il paese e fuggono verso gli Stati Uniti, scappando dalla violenza, la miseria e la mancanza di opportunità.

“Sono i nostri territori ancestrali e siamo impegnati a proteggere e a garantire il futuro della nostra gente, il loro benessere, i loro diritti. Purtroppo sembra che ci siano settori molto influenti che vogliono svuotare interi territori e portare avanti i propri sporchi affari, e lo Stato lo tollera o ne è complice. A Vallecito non glielo permetteremo!”, ha concluso la leader garifuna.

Note

[1] Il Meccanismo di Protezione per persone che difendono i diritti umani, giornalisti, comunicatori sociali e operatori giudiziari è uno strumento preventivo per coadiuvare le indagini e prevenire il rischio di attacchi.

[2] Cibo tipico della costa nord dell’Honduras. È un tipo di pane fatto con farina di yuca/manioca.

Fonte: LINyM

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